Idee e progetti per quattro grandi aree, Firenze si candida al Piano città' del governo
L’area del Nuovo Teatro dell’Opera, la zona Leopoldo-Paisiello, la Manifattura Tabacchi, l’housing sociale con la riqualificazione degli alloggi di via Rocca Tedalda e le nuove edificazioni alle Piagge, oltre al recupero della caserma Gonzaga: sono queste le quattro proposte scelte dal Comune di Firenze per partecipare al “Piano Città” nazionale per le aree urbane degradate, previsto dal recente Decreto Sviluppo con un finanziamento iniziale di due miliardi di euro. La giunta, su proposta dell’assessore Meucci, ha votato la delibera che permette al Comune di inviare i suoi progetti alla cabina di regia, istituita ad hoc dal governo per valutare e selezionare le proposte che arriveranno da tutta Italia. E se i progetti per Firenze saranno tra i prescelti, potranno essere immediatamente cantierabili. Complessivamente il Comune chiede un finanziamento per 280 milioni di euro, che consentiranno di completare opere già avviate o in fase di avanzata progettazione (per un totale di circa 700 milioni) anche attraverso l’interazione con risorse private. “Il Piano Città è una iniziativa importantissima per i Comuni italiani, perché attraverso la riqualificazione di intere aree urbane, oltre a rendere più vivibili le nostre città, si dà un impulso decisivo alla ripresa dell’economia locale – spiega l’assessore Meucci – Noi abbiamo deciso di candidare al Piano una grande area centrale della città, la zona tra i viali di circonvallazione, il parco delle Cascine, il centro abitato e le Piagge; una zona nella quale fino al secolo scorso erano insediate funzioni prevalentemente produttive, come le officine ferroviarie e la Manifattura Tabacchi. Inoltre, attraverso un progetto di ‘housing sociale’ per l’edilizia residenziale pubblica, abbiamo collegato a questa grande area la zona di via Rocca Tedalda, che fin dagli anni ‘50 accoglie le cosiddette ‘case popolari’, e la zona di via di Scandicci, dove si trova la Caserma Gonzaga dei Lupi di Toscana, recentemente dismessa, che potrà ospitare alloggi erp”. L’assessore sottolinea che “le zone candidate al Piano Città racchiudono le vere potenzialità della città di Firenze anche alla luce del Piano Strutturale, che punta proprio al recupero dei complessi dismessi, secondo il principio del ‘volumi zero’”.
Gli interventi proposti prevedono funzioni prevalentemente residenziali per oltre 250mila metri quadri di superficie utile, non tralasciando gli interventi per l’edilizia scolastica e per la realizzazione di spazi culturali ed eventi, per oltre 80mila mq. Fanno parte del ‘pacchetto’ anche importanti interventi infrastrutturali: 3 chilometri di nuova viabilità; parcheggi pubblici con oltre 900 nuovi posti; 4 chilometri di tramvia. Sono previste anche nuove sistemazioni urbane e nuove aree verdi, con la piazza giardino più grande della città, il miglioramento della sicurezza idraulica del centro abitato (con gli interventi nell’alveo dell’Arno e lungo il Canale Macinante), il completamento degli impianti fognari e la ‘rinaturalizzazione’ dei corsi d’acqua esistenti.
Le quattro ‘macro aree’ proposte dal Comune per il Piano Città sono collegate geograficamente e funzionalmente. Vediamole più in dettaglio.
La prima è l’area Nuovo Teatro dell’Opera, dove oltre al completamento di questo spazio plurifunzionale legato al Maggio Musicale Fiorentino, sono da realizzare gli interventi per la sicurezza idraulica, il parcheggio pubblico interrato da 600 posti, la nuova piazza, la riqualificazione di piazza Vittorio Veneto e la valorizzazione dell’area delle ex discoteche (con la realizzazione di uno chalet in vetro dov’era l’ex Meccanò). Per questi inverventi si richeide un contributo di circa 80 milioni.
La seconda area è quella Leopolda Paisiello, attualmente ‘a metà del guado’ tra una zona completamente recuperata, in cui i capannoni hanno lasciato lo spazio a residenza e strutture ricettive, ed una zona invece ancora degradata, con capannoni industriali abbandonati e spesso utilizzati da persone senza fissa dimora. La proposta prevede 59 nuovi alloggi erp nell’area già recuperata; interventi di miglioramento per la ex stazione Leopolda, già da anni sede di eventi ed esposizioni; il recupero delle ex officine ferroviarie, oltre alla realizzazione di nuove infrastrutture viarie. La richiesta di finanziamento è di 15 milioni di euro.
La terza area è la Manifattura Tabacchi, che ruota tutta intorno al più grande complesso dismesso della città di Firenze: oltre 100.000 mq da recuperare e aprire alla città, ricollegandola anche al parco delle Cascine e dotandola di nuove strade e collegamenti tramviari (la linea 4). Gli interventi previsti nella Manifattura potranno essere attuati dopo l’approvazione del Piano di recupero (previsto entro maggio 2013) ed il successivo ottenimento di finanziamenti e dei permessi a costruire. La linea tramviaria 4 potrà essere realizzata tramite appalto in project financing o tramite l'estensione del contratto dell’attuale concessione per le linee 1, 2 e 3. Per quest'area (compresa la linea tranviaria) si richiedono circa 93 milioni di euro.
La quarta area è quella dell’housing sociale, per sperimentare e attuare nuove forme dell’abitare, costruendo nuovi complessi con tecnologie innovative e riqualificando l’esistente: sia parte degli insediamenti di edilizia pubblica alle Piegge, sia il complesso realizzato negli anni 50 in via Rocca Tedalda, anche con la realizzazione di alloggi volano. Si prevede anche un nuovo parcheggio all’Indiano. Inoltre, si punta al riutilizzo della Caserma Gonzaga, dismessa nel 2008; 30mila mq che il Comune ha chiesto di acquisire, nell’ambito delle norme sul federalismo demaniale, destinandolo proprio a funzioni prevalentemente residenziali private ed housing sociale (oltre a funzioni ricettive e commerciali). Totale della richiesta di finanziamento: 91 milioni.
(ag)