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Questo l'intervento dell'assessore alle politiche sociosanitarie collegato alle delibere oggi in discussione in consiglio comunale sul tema della Società della Salute, ovvero "Approvazione bilancio preventivo 2008 e bilancio consuntivo 2007", "Approvazione Piano Integrato di Salute 2008-2010 e relazione annuale sullo Stato di Salute 2005-2007" e "Adeguamento dell'assetto istituzionale della Sds alla legge regionale 60/08. Proroga parziale Accordo di programma tra Comune e Asl di Firenze per la realizazione in forma integrata dell'attività di integrazione socio-sanitaria" e "Approvazione Convenzione e Statuto della Società della Salute". E delle delibere collegate sulle Aziende servizi alla persona, ovvero "Approvazione del regolamento di organizzazione del Educatorio del Fuligno" e "Approvazione di Indirizzi per le Asp fiorentine". (mf)
«UNO SGUARDO D'INSIEME ...
In questa seduta del nostro Consiglio Comunale sono alla discussione provvedimenti che riguardano il tema dei servizi sociali e sociosanitari a Firenze: ritengo che questo ci permetta di fare il punto di quanto in questi anni abbiamo fatto, di come abbia funzionato la fase sperimentale della Società della Salute e di quello che consegniamo alla prossima Amministrazione.
Stiamo concludendo un passaggio amministrativo che ha visto un notevole mutamento nel settore sociosanitario. E in questi anni si è molto discusso sui vari possibili modelli di attuazione della SdS "a regime".
Voglio ribadire che non sono mai stati in discussione il modello pubblico, il criterio universalistico dell'accesso e la necessità di tenere il sistema in equilibrio economico.
LE CARATTERISTICHE SOCIO ECONOMICHE
- il progressivo invecchiamento della popolazione:
La speranza di vita alla nascita per Firenze è di 79,3 anni per i maschi e 84 anni per le femmine e si colloca tra quelle più elevate a livello regionale, nazionale ed internazionale. La mortalità generale presenta a Firenze uno tra i valori più bassi osservati in Toscana, in particolare nei maschi. L'allungamento della durata media della vita ed il corrispettivo incremento della dimensione della popolazione anziana sono indici del buon livello dello stato di salute della popolazione.
Infatti:
- la percentuale di anziani sul totale dei residenti è passata dal 24,4% del 1999 al 26% del 2007;
- i residenti con più di 65 anni sono 94.789
- 30.805 quelli con 80 anni
- 128 quelli con 100 anni e più;
- l'IRPET ha previsto che nel 2023 un quarto di residenti toscani sarà over 64;
- un anziano su tre vive da solo e si passa ad un anziano su due se si considerano gli ultraottantenni;
- gli anziani che vivono soli sono 30.551, e costituiscono il 32,2% del totale anziani
- gli anziani con più di 80 anni che vivono soli sono 14.313, il 46,5% del totale degli ultra80enni totali
Tuttavia, l'allungamento della durata media della vita e il corrispondente incremento della dimensione della popolazione anziana hanno l'inevitabile conseguenza dell'aumento della presenza di persone affette da malattie croniche e/o da disabilità.
Questo comporta un aumento progressivo delle necessità assistenziali, sia sanitarie che sociali.
- Le nuove povertà
Anche se dal 2004 al 2007 la Toscana ha presentato percentuali abbastanza basse di famiglie in stato di povertà relativa, variando dal 5,5% del 2004 al 4% del 2007 c'è da registrare come il dato sull'inflazione relativo al giugno 2008 per Firenze sia stato del + 3,6% colpendo così in maniera più accentuata le fasce economicamente più deboli della popolazione. Tutto ciò oltre ad avere riflessi negativi su aspetti importanti dei consumi e della condizione sociale generale di questa popolazione, ha possibili riflessi indiretti anche in termini di salute in ragione della qualità e delle tipologie dei prodotti alimentari acquistati.
- La modifica della famiglia
Le modifiche sociali in atto in questi ultimi anni hanno cambiato profondamente la famiglia che gradatamente sta perdendo il suo ruolo di "rete di supporto", svolto in particolare dalle figure femminili che si fanno carico dell'assistenza dei bambini, degli anziani, delle persone con disabilità.
In particolare, i mutamenti sociali e culturali stanno modificando la fisionomia delle famiglie monogenitoriali, infatti non sono più tanto le vedovanze, quanto le separazioni, i divorzi, le unioni di fatto, la scelta di procreare fuori dal matrimonio che caratterizzano sempre di più questo tipo di famiglia.
A Firenze, il numero di famiglie monogenitoriali ha avuto un aumento dal 2002 al 2007 del 8,6% e costituiscono oggi il 13,7% del totale delle famiglie .
Le famiglie con capofamiglia donna sono il 75,5% delle monogenitoriali con figli.
Il numero delle famiglie a Firenze è aumentato grazie all'incremento delle famiglie con componenti extracomunitari, ma comunque la composizione media di una famiglia fiorentina è di due individui e le famiglie composte solo da un individuo sono il 43,8% delle famiglie totali.
- I flussi migratori:
Nel 2007 a Firenze i residenti con cittadinanza non italiana erano 37.634 e costituivano il 10,3% della popolazione residente. Nel 1999 erano 19.257, pari al 5,2%.
L'immigrazione è il principale fattore che, sul piano demografico, apporta, al contempo, opportunità e criticità, introducendo elementi nuovi sia nel quadro sociale che in quello economico di una società. Elevati flussi migratori presentano immediati vantaggi in termini di aumento di capitale umano disponibile e al contempo comportano nuovi bisogni: si pensi al sistema scolastico, all'impatto sul sistema sanitario e in ambito sociale. Sottolineo, tra l'altro, il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati che sta creando enormi difficoltà alla tenuta delle previsioni sul bilancio del sociale.
IL PERCHE' DELLA SOCIETA' DELLA SALUTE
Quella che ci troviamo ad affrontare è quindi una fase di profonda trasformazione del contesto sociale, che comporta - per quanto riguarda la salute - da una parte un profondo aumento del bisogno, dall'altra una diminuzione delle risorse disponibili sia a livello personale (diminuzione del potere di acquisto) che a livello delle risorse pubbliche destinate ai servizi e alla prevenzione.
In questo quadro di riferimento si collocano le riflessioni e le scelte che sono state fatte in questi anni a livello regionale e a livello comunale: è il tema che ha portato alla scelta della Società della Salute, cioè alla considerazione che temi di questa importanza e complessità si possono affrontare solo con una forte integrazione fra settore sociale e sanitario e con la progressiva assunzione di responsabilità da parte degli Enti Locali nel governo complessivo di questi problemi, perché la salute non è solo cura e assistenza, ma è soprattutto qualità di vita, scelte di gestione del territorio, coesione sociale e convivenza positiva.
Questa scelta, che trova conferma anche negli ultimi atti regionali, lo voglio dire chiaramente, dal mio punto di vista è andata avanti troppo lentamente per i ritardi determinati da resistenze, dalla difesa di corporativismi, da un sistema che affronta con difficoltà il cambiamento: abbiamo aspettato più del necessario per arrivare alla fine di questo percorso ... ma ci siamo arrivati.
Abbiamo fatto una scelta che va nella direzione della semplificazione, della riduzione e della razionalizzazione dei centri di decisione, che porta ordine nell'erogazione dei servizi distinguendo funzioni e ruoli tra rete ospedaliera che sempre più deve rispondere alle acuzie e un sistema territoriale che produca integrazione socio sanitaria, razionalizzazione della spesa, centri unici di accesso e percorsi appropriati.
In questi anni abbiamo centrato obiettivi importanti .
Nel 2007 il totale dei soggetti in carico ai servizi sociali è stato pari a 12.671,
i "nuovi" soggetti presi in carico 3.425.
Pertanto, nonostante le difficoltà di bilancio abbiamo garantito un incremento degli assistiti pari al 5,1%.
I dati sui servizi sanitari offerti sono "importanti" :
- 70 milioni e mezzo di euro è stata la spesa farmaceutica pubblica per i fiorentini, pari a 192,7 euro di spesa pro-capite;
- circa 5,5 milioni per le prestazioni specialistiche di cui 94% erogate da strutture pubbliche
Firenze e confronti
La spesa pro-capite per interventi e servizi sociali nel 2007 è stata di € 246,5 pro-capite.
Nel 2005 era stata di € 229,7
Sempre nel 2005 la spesa media pro-capite in Toscana è stata pari a € 120,5 a fronte di una spesa pro-capite nazionale di € 98.
Va rilevato che la spesa sociale sta fortemente risentendo delle difficoltà dei bilanci comunali, con la diminuzione delle risorse disponibili, nonché del taglio del 30% del Fondo Nazionale delle Politiche Sociali. Per quanto riguarda gli interventi a favore della Non Autosufficienza, si evidenzia che a livello nazionale si è interrotto il percorso di formazione del relativo Fondo che è finanziato solo fino al 2009 e non trova per ora continuità e copertura già dal prossimo anno;
nonostante ciò, insieme alla Regione, abbiamo attivato percorsi innovativi per la Non Autosufficienza e introdotto i Punti Unici di Accesso.
Nello stesso tempo, consapevoli che anche le condizioni di vita generali e di lavoro, l'ambiente e il territorio hanno un riflesso di primaria importanza su stato di salute e benessere delle persone, stiamo lavorando per coinvolgere gli altri settori che influiscono sulla salute, quali in primo luogo l'assetto urbanistico, la cultura, la scuola, lo sport, l'ambiente che diventeranno così protagonisti della promozione di una città sana.
I dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che in Europa quasi il 60% del carico di malattia è causato da fattori che dipendono sia da cattivi stili di vita che da cattive abitudini alimentari (ipertensione, tabagismo, alcol, eccesso di colesterolo, sovrappeso, scarso consumo di frutta e verdura e inattività fisica).
GLI ATTI:
Il Piano Integrato di Salute 2008 - 2010
Il Piano Integrato di Salute costituisce il principale e fondamentale atto programmatorio della Società della Salute. Nella stesura abbiamo voluto seguire alcuni criteri fondamentali:
1)Creare un documento snello con un linguaggio accessibile a tutti.
2)Fare un documento operativo
3)Fare un documento aggiornabile ed integrabile nel triennio
4)le azioni indicate nel Piano Integrato di Salute sono realisticamente realizzabili nel triennio
5)Un documento che vuole parlare ai cittadini e che fa della comunicazione un suo momento di forza. Infatti stiamo predisponendo una sintesi da diffondere nei luoghi dove i cittadini normalmente si ritrovano e si incontrano (parrocchie, circoli ricreativi, sedi associative) per suscitare spunti di dibattito.
Il P.I.S. contiene anche capitoli del tutto nuovi, come quello della salute in carcere: tematica quanto mai attuale che ha visto il 2008 come l'anno nel quale la sanità penitenziaria è transitata dal Ministero della Giustizia al Servizio sanitario regionale.
Il Piano di salute ha, per la prima volta, un sotto titolo ed è prendendo spunto proprio da questo che desidero affrontare un altro importante passaggio di questa relazione: quello dedicato ad una Società della Salute che ha terminato la sua fase sperimentale e sta entrando nella fase a regime.
"Fare squadra": questa la prima parte del sottotitolo, perché la S.d.S. non è semplice integrazione tra Comune ed Azienda sanitaria o tra versante sociale e versante sanitario. Se così fosse basterebbero la Zona distretto e la Conferenza dei Sindaci. La SdS ha un valore aggiunto costituito principalmente proprio da una squadra di operatori che quotidianamente lavorano insieme e che assumono la piena consapevolezza riguardo ad un principio fondamentale: ormai, in aree di bisogno sempre più complesse e in cui la componente sociale e la componente sanitaria sono fortemente rappresentate e interconnesse, sarebbe un'illusione pensare di fornire risposte forti, appropriate e convincenti, continuando ad operare come Comune da una parte e Azienda Sanitaria dall'altra.
"Rilanciare il territorio": Molto abbiamo fatto in questi anni e la SdS, con la sua azione di programmazione e governo integrato delle risorse, ci ha permesso di cominciare a impostare un lavoro nuovo. Ma molto c'è da fare ancora: nel PIS abbiamo indicato alcuni punti fondamentali. - - Il primo è costituito all'assistenza alla persona non autosufficiente, già sperimentato nella nostra SdS e che adesso si dota anche di risorse aggiuntive regionali particolarmente dedicate alla domiciliarità. L'obiettivo fondamentale e dare risposte tempestive ed appropriate a queste persone e privilegiare l'intervento a domicilio, procrastinando il più possibile l'istituzionalizzazione in RSA.
- Abbiamo istituito i Punti Insieme, momenti forti di accoglienza, informazione e accompagnamento;
- abbiamo istituito il Punto Unico di Accesso (P.U.A.) quale cervello amministrativo e professionale del sistema;
- stiamo realizzando un'Unità di Valutazione Multidisciplinare (U.V.M.) unica per tutta la città
- Grazie alle risorse messe a disposizione dalla Regione siamo riusciti a ridurre di trecento persone le liste di attesa per l'RSA e ci stiamo adesso impegnando ad aggredire quella delle cosiddette badanti. E' un lavoro grande e sicuramente in salita, se pensiamo che, nella nostra città, il numero degli anziani affetti da demenza grave raggiunge quasi le 9.000 unità. Ma siamo fortemente impegnati su questo versante.
Altro punto di rilievo fondamentale di questo Piano Integrato di Salute è costituito dalla medicina di iniziativa e dalla presa in carico delle persone con patologia cronica o a rischio di poterla contrarre. Per attuare questo modello, che non attende più il paziente in ambulatorio, ma lo cerca, se ne fa carico, lo segue e ne attiva le risorse anche in ambito preventivo, sono necessari alcuni capisaldi fondamentali:
- una medicina generale forte e coesa;
- momenti di follow up che organizzino controlli secondo calendari prestabiliti;
- un sistema informativo territoriale che metta in rete le varie realtà e le colleghi con l'ospedale;
- la formazione dei pazienti all'auto-cura e all'adozione di adeguati stili di vita
- Inoltre, abbiamo deciso di sperimentare a Firenze il modello dell'Unità di medicina generale: una vera e propria unità operativa di medici di famiglia del territorio dotati di risorse infermieristiche, di risorse informatiche tecnologiche, con un budget a disposizione.
Infine, dovremo attivarci affinchè la continuità tra ospedale e territorio diventi concreta per fornire una risposta ai pazienti cronici riacutizzati che non hanno bisogno dell'ospedale; realizzare questo significa riservare l'ospedale agli ammalati davvero acuti e non, come purtroppo è ancora, ai pazienti cronici riacutizzati.
NUOVO STATUTO E NUOVA CONVENZIONE
Come abbiamo già accennato, la Regione Toscana, con l'ultima modifica della legge 40/2005, ha varato in via definitiva la SdS. Ispirandoci fedelmente al testo di legge, abbiamo redatto il nuovo statuto e la nuova convenzione della SdS di Firenze. Sarebbe lungo ripercorrere i singoli articoli. Mi preme, in questa sede, riprendere alcuni momenti forti che caratterizzano i due testi.
Innanzi tutto il tema della partecipazione.
Fin dalla sua nascita, l'SdS di Firenze ha dedicato una particolare attenzione ai due organismi attraverso i quali dialogare con le diverse tipologie di associazionismo. Nel nuovo Statuto si riprende e si rafforza il Comitato di Partecipazione con la convinzione che esso possa diventare momento importante nella programmazione dei servizi e delle attività.
Una partecipazione forte e intelligente deve essere vissuta appieno e costituire una risorsa per il servizio pubblico.
Un momento importante che ritroviamo nella Convenzione è costituito dalle scelte inerenti la gestione dei servizi socio-sanitari e sociali della Società della Salute: spetterà alla nuova Amministrazione dare ad esse attuazione.
A questo proposito in Toscana non esiste un unico modello e la Regione ha voluto lasciare ampi margini di sperimentazione alle varie SdS, ma una cosa è certa: la nuova SdS non sarà soltanto strumento di programmazione e di governo, ma si troverà a gestire parti più o meno grandi del sistema socio-sanitario.
BILANCIO CONSUNTIVO 2007 E PREVENTIVO 2008
Il bilancio consuntivo 2007 e la previsione 2008 costituiscono di fatto l'ultimo atto della fase sperimentale.
Si tratta del bilancio riferito alle attività sotto la diretta gestione della Società della Salute (bilancio "reale") e non del bilancio riferito alla gestione dei servizi socio-sanitari che fino ad ora sono rimasti sotto la gestione di ASL e Comune (bilancio "virtuale").
Ci sono elementi comuni fra i due Bilanci in quanto nel Bilancio reale trovano collocazione risorse che sono programmate e gestite all'interno del Bilancio virtuale, quali il Fondo Sociale Regionale ed altre risorse attribuite dalla Regione Toscana per specifiche finalità.
BILANCIO D'ESERCIZIO 2007
Per quanto concerne i ricavi, la SdS dispone, al netto del contributo dei due Enti consorziati, che sostanzialmente si traduce in personale e servizi, delle seguenti tipologie di ricavi:
- un contributo regionale a sostegno della sperimentazione SdS;
- il Fondo Sociale Regionale;
- fondi Finalizzati erogati da Regione Toscana e da altri Enti per progetti specifici;
- risorse proprie a sostegno della sperimentazione derivanti da un apposito finanziamento regionale, da contributi dei soci, da contributi della Conferenza dei Sindaci e da altre entrate.
I costi sono raggruppabili come segue:
- Costi di gestione per il funzionamento del consorzio, finanziati sia da risorse proprie che da contributi dei soci;
- Costi per erogazione di servizi e prestazioni, finanziati da risorse proprie e/o da fondi finalizzati.
L'analisi della natura dei costi della SdS consente di valutare come la SdS' di Firenze abbia dato nettamente la prevalenza al sostegno di programmi, progetti e servizi rispetto alle spese di funzionamento. Ricordiamo tra l'altro il sostegno alle iniziative per l'Estate Anziani, il Progetto per il sostegno psicologico alle vittime di incidenti stradali ed ai loro familiari, i due progetti di telemedicina sviluppati con Careggi.
BILANCIO DI PREVISIONE 2008
Anche il Bilancio di previsione 2008 ha mantenuto la stessa linea di coerenza e posso già sin d'ora anticipare, essendo ormai prossima l'approvazione in Giunta SdS del consuntivo 2008, che gli obiettivi in esso contenuti sono stati in grande maggioranza raggiunti.
Abbiamo attivamente collaborato con la Regione Toscana in ordine alle riflessioni da questa promosse per la modifica della Legge 40/2005, per la stesura della legge 66/2008 sulla non autosufficienza, per tutti i documenti riguardanti le dipendenze, la disabilità, la salute mentale, la sanità penitenziaria. Abbiamo istituito un apposito laboratorio sugli stili di vita che, in virtù dei buoni risultati conseguiti, adesso ha assunto un ruolo aziendale ed è stato esteso anche alle altre SdS del territorio. Abbiamo approfondito e sviluppato i rapporti con gli organismi di partecipazione e con le organizzazioni sindacali, in particolare per ciò che riguarda il grande tema della non autosufficienza, abbiamo stabilizzato il percorso unico di accesso ai servizi sociosanitari, a partire proprio dall'area anziani. Abbiamo avviato, in stretta collaborazione con i medici di famiglia, uno specifico progetto sulla cronicità relativo ai pazienti affetti da scompenso cardiaco. Abbiamo infine approfondito il rapporto tra ospedale e territorio e stiamo attivamente collaborando con l'Azienda Sanitaria alla stesura di uno specifico progetto relativo alle cosiddette "dimissioni ospedaliere complesse o difficili", in cui cioè le problematiche sociali e sanitarie si intrecciano in maniera sempre più evidente.
INDIRIZZI ALLE ASP
Nel 1997, quando la Giunta, sulla base degli indirizzi del Consiglio Comunale, approvò il piano di razionalizzazione delle IPAB fiorentine, gli istituti erano 15 (ad esclusione dell'Istituto Pio dei Bardi per il quale è in corso la procedura di trasformazione in ASP e dell'Istituto degli Innocenti che fa capo direttamente alla Regione Toscana).
La delibera in approvazione propone di passare dalle attuali 4 Aziende di Servizi alla Persona a 3 con la fusione tra il Bigallo a Montedomini.
Le tre A.S.P. corrispondono ai 3 Poli:
Polo Anziani - Montedomini
Polo Marginalità - Fuligno
Polo Disabilità - Sant'Ambrogio
Inoltre, si propone una riduzione dei componenti dei Consigli di Amministrazione, garantendo al Comune di Firenze la maggioranza e la relativa Presidenza, come previsto dalla legge. Con questa riduzione si passa dagli attuali 22 (tra presidenti a consiglieri) a 11 amministratori. Questo per rendere più economiche, efficaci ed omogenee le funzioni delle ASP riducendo anche la spesa pubblica.
Infine, in ottemperanza alla legge, si propone di trasformare l'indennità dei Consiglieri in gettone di presenza.
Secondo quanto previsto dalla legge regionale n.43 del 2004 (art.16) le Aziende di Servizio alla Persona adottano dei regolamenti di organizzazione che dovranno poi essere approvati dalle Amministrazioni comunali nel cui territorio le ASP hanno sede.
Nello specifico, la struttura organizzativa dell'ASP Fuligno è articolata in Servizi e Uffici. Nell'organigramma e nella pianta organica sono definiti due servizi (Amministrativo-Contabile e Gestione accoglienza e progettazione) e due uffici, uno per ogni servizio.
La responsabilità dei servizi, quali strutture funzionali che operano per settori omogenei di attività, è attribuita a un solo Dirigente.
Può essere nominato un Direttore al quale vengono affidate tutte le attività gestionali dell'ASP per il raggiungimento degli obiettivi definiti dagli organi di indirizzo; qualora il Direttore non sia nominato tutte le funzioni attribuite a tale figura saranno svolte dalla figura apicale con qualifica dirigenziale.
La proposta è stata esaminata dalla Commissione Controllo e dalla IV Commissione Consiliare che hanno espresso parere favorevole.
«UNO SGUARDO D'INSIEME ...
In questa seduta del nostro Consiglio Comunale sono alla discussione provvedimenti che riguardano il tema dei servizi sociali e sociosanitari a Firenze: ritengo che questo ci permetta di fare il punto di quanto in questi anni abbiamo fatto, di come abbia funzionato la fase sperimentale della Società della Salute e di quello che consegniamo alla prossima Amministrazione.
Stiamo concludendo un passaggio amministrativo che ha visto un notevole mutamento nel settore sociosanitario. E in questi anni si è molto discusso sui vari possibili modelli di attuazione della SdS "a regime".
Voglio ribadire che non sono mai stati in discussione il modello pubblico, il criterio universalistico dell'accesso e la necessità di tenere il sistema in equilibrio economico.
LE CARATTERISTICHE SOCIO ECONOMICHE
- il progressivo invecchiamento della popolazione:
La speranza di vita alla nascita per Firenze è di 79,3 anni per i maschi e 84 anni per le femmine e si colloca tra quelle più elevate a livello regionale, nazionale ed internazionale. La mortalità generale presenta a Firenze uno tra i valori più bassi osservati in Toscana, in particolare nei maschi. L'allungamento della durata media della vita ed il corrispettivo incremento della dimensione della popolazione anziana sono indici del buon livello dello stato di salute della popolazione.
Infatti:
- la percentuale di anziani sul totale dei residenti è passata dal 24,4% del 1999 al 26% del 2007;
- i residenti con più di 65 anni sono 94.789
- 30.805 quelli con 80 anni
- 128 quelli con 100 anni e più;
- l'IRPET ha previsto che nel 2023 un quarto di residenti toscani sarà over 64;
- un anziano su tre vive da solo e si passa ad un anziano su due se si considerano gli ultraottantenni;
- gli anziani che vivono soli sono 30.551, e costituiscono il 32,2% del totale anziani
- gli anziani con più di 80 anni che vivono soli sono 14.313, il 46,5% del totale degli ultra80enni totali
Tuttavia, l'allungamento della durata media della vita e il corrispondente incremento della dimensione della popolazione anziana hanno l'inevitabile conseguenza dell'aumento della presenza di persone affette da malattie croniche e/o da disabilità.
Questo comporta un aumento progressivo delle necessità assistenziali, sia sanitarie che sociali.
- Le nuove povertà
Anche se dal 2004 al 2007 la Toscana ha presentato percentuali abbastanza basse di famiglie in stato di povertà relativa, variando dal 5,5% del 2004 al 4% del 2007 c'è da registrare come il dato sull'inflazione relativo al giugno 2008 per Firenze sia stato del + 3,6% colpendo così in maniera più accentuata le fasce economicamente più deboli della popolazione. Tutto ciò oltre ad avere riflessi negativi su aspetti importanti dei consumi e della condizione sociale generale di questa popolazione, ha possibili riflessi indiretti anche in termini di salute in ragione della qualità e delle tipologie dei prodotti alimentari acquistati.
- La modifica della famiglia
Le modifiche sociali in atto in questi ultimi anni hanno cambiato profondamente la famiglia che gradatamente sta perdendo il suo ruolo di "rete di supporto", svolto in particolare dalle figure femminili che si fanno carico dell'assistenza dei bambini, degli anziani, delle persone con disabilità.
In particolare, i mutamenti sociali e culturali stanno modificando la fisionomia delle famiglie monogenitoriali, infatti non sono più tanto le vedovanze, quanto le separazioni, i divorzi, le unioni di fatto, la scelta di procreare fuori dal matrimonio che caratterizzano sempre di più questo tipo di famiglia.
A Firenze, il numero di famiglie monogenitoriali ha avuto un aumento dal 2002 al 2007 del 8,6% e costituiscono oggi il 13,7% del totale delle famiglie .
Le famiglie con capofamiglia donna sono il 75,5% delle monogenitoriali con figli.
Il numero delle famiglie a Firenze è aumentato grazie all'incremento delle famiglie con componenti extracomunitari, ma comunque la composizione media di una famiglia fiorentina è di due individui e le famiglie composte solo da un individuo sono il 43,8% delle famiglie totali.
- I flussi migratori:
Nel 2007 a Firenze i residenti con cittadinanza non italiana erano 37.634 e costituivano il 10,3% della popolazione residente. Nel 1999 erano 19.257, pari al 5,2%.
L'immigrazione è il principale fattore che, sul piano demografico, apporta, al contempo, opportunità e criticità, introducendo elementi nuovi sia nel quadro sociale che in quello economico di una società. Elevati flussi migratori presentano immediati vantaggi in termini di aumento di capitale umano disponibile e al contempo comportano nuovi bisogni: si pensi al sistema scolastico, all'impatto sul sistema sanitario e in ambito sociale. Sottolineo, tra l'altro, il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati che sta creando enormi difficoltà alla tenuta delle previsioni sul bilancio del sociale.
IL PERCHE' DELLA SOCIETA' DELLA SALUTE
Quella che ci troviamo ad affrontare è quindi una fase di profonda trasformazione del contesto sociale, che comporta - per quanto riguarda la salute - da una parte un profondo aumento del bisogno, dall'altra una diminuzione delle risorse disponibili sia a livello personale (diminuzione del potere di acquisto) che a livello delle risorse pubbliche destinate ai servizi e alla prevenzione.
In questo quadro di riferimento si collocano le riflessioni e le scelte che sono state fatte in questi anni a livello regionale e a livello comunale: è il tema che ha portato alla scelta della Società della Salute, cioè alla considerazione che temi di questa importanza e complessità si possono affrontare solo con una forte integrazione fra settore sociale e sanitario e con la progressiva assunzione di responsabilità da parte degli Enti Locali nel governo complessivo di questi problemi, perché la salute non è solo cura e assistenza, ma è soprattutto qualità di vita, scelte di gestione del territorio, coesione sociale e convivenza positiva.
Questa scelta, che trova conferma anche negli ultimi atti regionali, lo voglio dire chiaramente, dal mio punto di vista è andata avanti troppo lentamente per i ritardi determinati da resistenze, dalla difesa di corporativismi, da un sistema che affronta con difficoltà il cambiamento: abbiamo aspettato più del necessario per arrivare alla fine di questo percorso ... ma ci siamo arrivati.
Abbiamo fatto una scelta che va nella direzione della semplificazione, della riduzione e della razionalizzazione dei centri di decisione, che porta ordine nell'erogazione dei servizi distinguendo funzioni e ruoli tra rete ospedaliera che sempre più deve rispondere alle acuzie e un sistema territoriale che produca integrazione socio sanitaria, razionalizzazione della spesa, centri unici di accesso e percorsi appropriati.
In questi anni abbiamo centrato obiettivi importanti .
Nel 2007 il totale dei soggetti in carico ai servizi sociali è stato pari a 12.671,
i "nuovi" soggetti presi in carico 3.425.
Pertanto, nonostante le difficoltà di bilancio abbiamo garantito un incremento degli assistiti pari al 5,1%.
I dati sui servizi sanitari offerti sono "importanti" :
- 70 milioni e mezzo di euro è stata la spesa farmaceutica pubblica per i fiorentini, pari a 192,7 euro di spesa pro-capite;
- circa 5,5 milioni per le prestazioni specialistiche di cui 94% erogate da strutture pubbliche
Firenze e confronti
La spesa pro-capite per interventi e servizi sociali nel 2007 è stata di € 246,5 pro-capite.
Nel 2005 era stata di € 229,7
Sempre nel 2005 la spesa media pro-capite in Toscana è stata pari a € 120,5 a fronte di una spesa pro-capite nazionale di € 98.
Va rilevato che la spesa sociale sta fortemente risentendo delle difficoltà dei bilanci comunali, con la diminuzione delle risorse disponibili, nonché del taglio del 30% del Fondo Nazionale delle Politiche Sociali. Per quanto riguarda gli interventi a favore della Non Autosufficienza, si evidenzia che a livello nazionale si è interrotto il percorso di formazione del relativo Fondo che è finanziato solo fino al 2009 e non trova per ora continuità e copertura già dal prossimo anno;
nonostante ciò, insieme alla Regione, abbiamo attivato percorsi innovativi per la Non Autosufficienza e introdotto i Punti Unici di Accesso.
Nello stesso tempo, consapevoli che anche le condizioni di vita generali e di lavoro, l'ambiente e il territorio hanno un riflesso di primaria importanza su stato di salute e benessere delle persone, stiamo lavorando per coinvolgere gli altri settori che influiscono sulla salute, quali in primo luogo l'assetto urbanistico, la cultura, la scuola, lo sport, l'ambiente che diventeranno così protagonisti della promozione di una città sana.
I dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che in Europa quasi il 60% del carico di malattia è causato da fattori che dipendono sia da cattivi stili di vita che da cattive abitudini alimentari (ipertensione, tabagismo, alcol, eccesso di colesterolo, sovrappeso, scarso consumo di frutta e verdura e inattività fisica).
GLI ATTI:
Il Piano Integrato di Salute 2008 - 2010
Il Piano Integrato di Salute costituisce il principale e fondamentale atto programmatorio della Società della Salute. Nella stesura abbiamo voluto seguire alcuni criteri fondamentali:
1)Creare un documento snello con un linguaggio accessibile a tutti.
2)Fare un documento operativo
3)Fare un documento aggiornabile ed integrabile nel triennio
4)le azioni indicate nel Piano Integrato di Salute sono realisticamente realizzabili nel triennio
5)Un documento che vuole parlare ai cittadini e che fa della comunicazione un suo momento di forza. Infatti stiamo predisponendo una sintesi da diffondere nei luoghi dove i cittadini normalmente si ritrovano e si incontrano (parrocchie, circoli ricreativi, sedi associative) per suscitare spunti di dibattito.
Il P.I.S. contiene anche capitoli del tutto nuovi, come quello della salute in carcere: tematica quanto mai attuale che ha visto il 2008 come l'anno nel quale la sanità penitenziaria è transitata dal Ministero della Giustizia al Servizio sanitario regionale.
Il Piano di salute ha, per la prima volta, un sotto titolo ed è prendendo spunto proprio da questo che desidero affrontare un altro importante passaggio di questa relazione: quello dedicato ad una Società della Salute che ha terminato la sua fase sperimentale e sta entrando nella fase a regime.
"Fare squadra": questa la prima parte del sottotitolo, perché la S.d.S. non è semplice integrazione tra Comune ed Azienda sanitaria o tra versante sociale e versante sanitario. Se così fosse basterebbero la Zona distretto e la Conferenza dei Sindaci. La SdS ha un valore aggiunto costituito principalmente proprio da una squadra di operatori che quotidianamente lavorano insieme e che assumono la piena consapevolezza riguardo ad un principio fondamentale: ormai, in aree di bisogno sempre più complesse e in cui la componente sociale e la componente sanitaria sono fortemente rappresentate e interconnesse, sarebbe un'illusione pensare di fornire risposte forti, appropriate e convincenti, continuando ad operare come Comune da una parte e Azienda Sanitaria dall'altra.
"Rilanciare il territorio": Molto abbiamo fatto in questi anni e la SdS, con la sua azione di programmazione e governo integrato delle risorse, ci ha permesso di cominciare a impostare un lavoro nuovo. Ma molto c'è da fare ancora: nel PIS abbiamo indicato alcuni punti fondamentali. - - Il primo è costituito all'assistenza alla persona non autosufficiente, già sperimentato nella nostra SdS e che adesso si dota anche di risorse aggiuntive regionali particolarmente dedicate alla domiciliarità. L'obiettivo fondamentale e dare risposte tempestive ed appropriate a queste persone e privilegiare l'intervento a domicilio, procrastinando il più possibile l'istituzionalizzazione in RSA.
- Abbiamo istituito i Punti Insieme, momenti forti di accoglienza, informazione e accompagnamento;
- abbiamo istituito il Punto Unico di Accesso (P.U.A.) quale cervello amministrativo e professionale del sistema;
- stiamo realizzando un'Unità di Valutazione Multidisciplinare (U.V.M.) unica per tutta la città
- Grazie alle risorse messe a disposizione dalla Regione siamo riusciti a ridurre di trecento persone le liste di attesa per l'RSA e ci stiamo adesso impegnando ad aggredire quella delle cosiddette badanti. E' un lavoro grande e sicuramente in salita, se pensiamo che, nella nostra città, il numero degli anziani affetti da demenza grave raggiunge quasi le 9.000 unità. Ma siamo fortemente impegnati su questo versante.
Altro punto di rilievo fondamentale di questo Piano Integrato di Salute è costituito dalla medicina di iniziativa e dalla presa in carico delle persone con patologia cronica o a rischio di poterla contrarre. Per attuare questo modello, che non attende più il paziente in ambulatorio, ma lo cerca, se ne fa carico, lo segue e ne attiva le risorse anche in ambito preventivo, sono necessari alcuni capisaldi fondamentali:
- una medicina generale forte e coesa;
- momenti di follow up che organizzino controlli secondo calendari prestabiliti;
- un sistema informativo territoriale che metta in rete le varie realtà e le colleghi con l'ospedale;
- la formazione dei pazienti all'auto-cura e all'adozione di adeguati stili di vita
- Inoltre, abbiamo deciso di sperimentare a Firenze il modello dell'Unità di medicina generale: una vera e propria unità operativa di medici di famiglia del territorio dotati di risorse infermieristiche, di risorse informatiche tecnologiche, con un budget a disposizione.
Infine, dovremo attivarci affinchè la continuità tra ospedale e territorio diventi concreta per fornire una risposta ai pazienti cronici riacutizzati che non hanno bisogno dell'ospedale; realizzare questo significa riservare l'ospedale agli ammalati davvero acuti e non, come purtroppo è ancora, ai pazienti cronici riacutizzati.
NUOVO STATUTO E NUOVA CONVENZIONE
Come abbiamo già accennato, la Regione Toscana, con l'ultima modifica della legge 40/2005, ha varato in via definitiva la SdS. Ispirandoci fedelmente al testo di legge, abbiamo redatto il nuovo statuto e la nuova convenzione della SdS di Firenze. Sarebbe lungo ripercorrere i singoli articoli. Mi preme, in questa sede, riprendere alcuni momenti forti che caratterizzano i due testi.
Innanzi tutto il tema della partecipazione.
Fin dalla sua nascita, l'SdS di Firenze ha dedicato una particolare attenzione ai due organismi attraverso i quali dialogare con le diverse tipologie di associazionismo. Nel nuovo Statuto si riprende e si rafforza il Comitato di Partecipazione con la convinzione che esso possa diventare momento importante nella programmazione dei servizi e delle attività.
Una partecipazione forte e intelligente deve essere vissuta appieno e costituire una risorsa per il servizio pubblico.
Un momento importante che ritroviamo nella Convenzione è costituito dalle scelte inerenti la gestione dei servizi socio-sanitari e sociali della Società della Salute: spetterà alla nuova Amministrazione dare ad esse attuazione.
A questo proposito in Toscana non esiste un unico modello e la Regione ha voluto lasciare ampi margini di sperimentazione alle varie SdS, ma una cosa è certa: la nuova SdS non sarà soltanto strumento di programmazione e di governo, ma si troverà a gestire parti più o meno grandi del sistema socio-sanitario.
BILANCIO CONSUNTIVO 2007 E PREVENTIVO 2008
Il bilancio consuntivo 2007 e la previsione 2008 costituiscono di fatto l'ultimo atto della fase sperimentale.
Si tratta del bilancio riferito alle attività sotto la diretta gestione della Società della Salute (bilancio "reale") e non del bilancio riferito alla gestione dei servizi socio-sanitari che fino ad ora sono rimasti sotto la gestione di ASL e Comune (bilancio "virtuale").
Ci sono elementi comuni fra i due Bilanci in quanto nel Bilancio reale trovano collocazione risorse che sono programmate e gestite all'interno del Bilancio virtuale, quali il Fondo Sociale Regionale ed altre risorse attribuite dalla Regione Toscana per specifiche finalità.
BILANCIO D'ESERCIZIO 2007
Per quanto concerne i ricavi, la SdS dispone, al netto del contributo dei due Enti consorziati, che sostanzialmente si traduce in personale e servizi, delle seguenti tipologie di ricavi:
- un contributo regionale a sostegno della sperimentazione SdS;
- il Fondo Sociale Regionale;
- fondi Finalizzati erogati da Regione Toscana e da altri Enti per progetti specifici;
- risorse proprie a sostegno della sperimentazione derivanti da un apposito finanziamento regionale, da contributi dei soci, da contributi della Conferenza dei Sindaci e da altre entrate.
I costi sono raggruppabili come segue:
- Costi di gestione per il funzionamento del consorzio, finanziati sia da risorse proprie che da contributi dei soci;
- Costi per erogazione di servizi e prestazioni, finanziati da risorse proprie e/o da fondi finalizzati.
L'analisi della natura dei costi della SdS consente di valutare come la SdS' di Firenze abbia dato nettamente la prevalenza al sostegno di programmi, progetti e servizi rispetto alle spese di funzionamento. Ricordiamo tra l'altro il sostegno alle iniziative per l'Estate Anziani, il Progetto per il sostegno psicologico alle vittime di incidenti stradali ed ai loro familiari, i due progetti di telemedicina sviluppati con Careggi.
BILANCIO DI PREVISIONE 2008
Anche il Bilancio di previsione 2008 ha mantenuto la stessa linea di coerenza e posso già sin d'ora anticipare, essendo ormai prossima l'approvazione in Giunta SdS del consuntivo 2008, che gli obiettivi in esso contenuti sono stati in grande maggioranza raggiunti.
Abbiamo attivamente collaborato con la Regione Toscana in ordine alle riflessioni da questa promosse per la modifica della Legge 40/2005, per la stesura della legge 66/2008 sulla non autosufficienza, per tutti i documenti riguardanti le dipendenze, la disabilità, la salute mentale, la sanità penitenziaria. Abbiamo istituito un apposito laboratorio sugli stili di vita che, in virtù dei buoni risultati conseguiti, adesso ha assunto un ruolo aziendale ed è stato esteso anche alle altre SdS del territorio. Abbiamo approfondito e sviluppato i rapporti con gli organismi di partecipazione e con le organizzazioni sindacali, in particolare per ciò che riguarda il grande tema della non autosufficienza, abbiamo stabilizzato il percorso unico di accesso ai servizi sociosanitari, a partire proprio dall'area anziani. Abbiamo avviato, in stretta collaborazione con i medici di famiglia, uno specifico progetto sulla cronicità relativo ai pazienti affetti da scompenso cardiaco. Abbiamo infine approfondito il rapporto tra ospedale e territorio e stiamo attivamente collaborando con l'Azienda Sanitaria alla stesura di uno specifico progetto relativo alle cosiddette "dimissioni ospedaliere complesse o difficili", in cui cioè le problematiche sociali e sanitarie si intrecciano in maniera sempre più evidente.
INDIRIZZI ALLE ASP
Nel 1997, quando la Giunta, sulla base degli indirizzi del Consiglio Comunale, approvò il piano di razionalizzazione delle IPAB fiorentine, gli istituti erano 15 (ad esclusione dell'Istituto Pio dei Bardi per il quale è in corso la procedura di trasformazione in ASP e dell'Istituto degli Innocenti che fa capo direttamente alla Regione Toscana).
La delibera in approvazione propone di passare dalle attuali 4 Aziende di Servizi alla Persona a 3 con la fusione tra il Bigallo a Montedomini.
Le tre A.S.P. corrispondono ai 3 Poli:
Polo Anziani - Montedomini
Polo Marginalità - Fuligno
Polo Disabilità - Sant'Ambrogio
Inoltre, si propone una riduzione dei componenti dei Consigli di Amministrazione, garantendo al Comune di Firenze la maggioranza e la relativa Presidenza, come previsto dalla legge. Con questa riduzione si passa dagli attuali 22 (tra presidenti a consiglieri) a 11 amministratori. Questo per rendere più economiche, efficaci ed omogenee le funzioni delle ASP riducendo anche la spesa pubblica.
Infine, in ottemperanza alla legge, si propone di trasformare l'indennità dei Consiglieri in gettone di presenza.
Secondo quanto previsto dalla legge regionale n.43 del 2004 (art.16) le Aziende di Servizio alla Persona adottano dei regolamenti di organizzazione che dovranno poi essere approvati dalle Amministrazioni comunali nel cui territorio le ASP hanno sede.
Nello specifico, la struttura organizzativa dell'ASP Fuligno è articolata in Servizi e Uffici. Nell'organigramma e nella pianta organica sono definiti due servizi (Amministrativo-Contabile e Gestione accoglienza e progettazione) e due uffici, uno per ogni servizio.
La responsabilità dei servizi, quali strutture funzionali che operano per settori omogenei di attività, è attribuita a un solo Dirigente.
Può essere nominato un Direttore al quale vengono affidate tutte le attività gestionali dell'ASP per il raggiungimento degli obiettivi definiti dagli organi di indirizzo; qualora il Direttore non sia nominato tutte le funzioni attribuite a tale figura saranno svolte dalla figura apicale con qualifica dirigenziale.
La proposta è stata esaminata dalla Commissione Controllo e dalla IV Commissione Consiliare che hanno espresso parere favorevole.