«Ricordare per non dimenticare. Perché la memoria resti viva e le coscienze non cessino di interrogarsi, di essere costantemente sollecitate a una riflessione sempre fondamentale. Ricordare alle nuove generazioni e per le nuove generazioni». Lo ha detto l’assessore Rosa Maria Di Giorgi presentando, questa mattina al Teatro Verdi, l’iniziativa del Comune per il ‘Giorno della Memoria’, istituito nel 2000 dal Parlamento italiano per il 27 gennaio, giorno in cui vennero aperti i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz. Oltre cinquecento studenti delle scuole fiorentine hanno assistito alla proiezione del cortometraggio ‘Il Pane della Memoria’. Erano presenti anche il regista Luigi M. Faccini, Marina Piperno, che ha prodotto il cortometraggio, la presidente della comunità ebraica Daniela Misul e lo storico Ivano Tognarini, presidente dell’Istituto storico della Residenza. «Anche la memoria è utile per lottare contro il male – ha aggiunto Rosa Maria Di Giorgi - perché il nazismo, il fascismo, le leggi razziali, la deportazione e lo sterminio degli ebrei sono stati un modo con il quale il male si è manifestato nella storia».
Il cortometraggio racconta la storia di Elena Servi, che è ormai ormai diventata la ‘custode’ dei quattro secoli di storia della comunità ebraica di Pitigliano, il piccolo Comune in Provincia di Grosseto. Ogni giorno, sabato escluso, apre ai visitatori le porte della sinagoga, del piccolo museo che ha allestito lì accanto e della sua associazione. Agli oltre 500 ragazzi presenti al Verdi, dopo la proiezione, ha ricordato che le leggi razziali del 1938 che «spaccarono legami consolidati, delle amicizie decennali». «Mio padre – ha spiegato – non se ne riprese mai, neanche dopo la guerra. Era un patriota nato: figlio di piemontesi, nipote di garibaldini, eroe della prima guerra mondiale. Quando ci fu la raccolta dell' oro, durante la guerra in Etiopia, era stato il primo a buttare nel mucchio la sua fede di nozze e la medaglia che sua madre si era guadagnata come insegnante di scuola elementare per 40 anni».
Neanche sette anni dopo i componenti della famiglia Servi erano nascosti in una grotta nella campagna maremmana, tenuti in vita dalla generosità dei contadini. «Ma dopo la guerra i rapporti tra ebrei e cristiani ripresero serenamente, senza vendette» ha ribadito agli studenti. Elena Servi, diplomata dopo la guerra al Magistrale ‘Pascoli’ di Firenze ha insegnato nella zona di Pitigliano per quasi trent' anni, poi si è risposata con un italiano trasferito in Israele e dal 1986 al 1995 si è divisa tra Pitigliano e un kibbutz vicino a Tel Aviv.
All’iniziativa hanno aderito le scuole primarie La Fantina, San Pier Martire, Collodi, Galliano-Rossini, Salviati, Andrea del Sarto, San Francesco e Vittorio Veneto e gli istituti secondari di primo grado
Gandhi, Carducci, Masaccio-Calvino, Pieraccini-Verdi, Botticelli-Puccini, Papini, Gramsci e Primo Levi. (fn)
Scuole e giovani mobilitati per non dimenticare la Shoah
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Questa mattina al Verdi proiezione del cortometraggio Il Pane della Memoria' sulla storia delle comunità ebraica di Pitigliano
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