A Napoli il crocifisso ligneo di Michelangelo custodito nella basilica di Santo Spirito

Categoria
In mostra fino a fine gennaio. Il vicesindaco Nardella: "Attraverso l'arte e la cultura si possono trasmettere ai cittadini valori forti, solidi e universali"

Il crocifisso ligneo della basilica di Santo Spirito, opera giovanile di Michelangelo, da oggi è esposto al Museo Diocesano di Napoli accanto ad un’altra crocifissione recentemente attribuita al Buonarroti, nella mostra “Michelangelo a Napoli. Il Cristo ritrovato”. Dopo una lunga trattativa che ha visto protagonisti il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, l’amministrazione comunale fiorentina, i Padri agostiniani di Santo Spirito e il ministero per i Beni culturali, per la prima volta le due statue vengono esposte insieme e possono essere ammirate e confrontate. La mostra è stata inaugurata stamani alla presenza del vicesindaco di Firenze Dario Nardella, del cardinale Sepe, del priore di Santo Spirito padre Giuseppe Pagano, e della soprintendente di Napoli Lorenza Mochi Onori.
“Alla fine abbiamo dato il nostro consenso a questo ‘prestito’ - afferma il vicesindaco Dario Nardella - soprattutto per due motivi. Il primo è la dolce perseveranza del cardinale Sepe che ha pensato e fortemente voluto il crocifisso fiorentino per mettere accanto le due opere michelangiolesche. La seconda è l’amicizia con la città di Napoli testimoniata dal messaggio che attraverso l’arte e la cultura si possono trasmettere ai cittadini valori forti, solidi e universali. Le nostre iniziali perplessità erano dovute principalmente al fatto che Firenze avrebbe dovuto separarsi dall’opera per un periodo molto lungo: la richiesta era infatti per quattro mesi (da settembre a gennaio), ed avevamo già stabilito di mandare il Cristo alla Venaria Reale di Torino per un’altra mostra, prevista da marzo a luglio 2010. In questo senso, avevamo fatto nostre anche le preoccupazioni dei padri agostiniani di Santo Spirito, dove è custodito il Cristo. Poi la caparbietà del cardinale Sepe, la riduzione del periodo del prestito, il consenso dei Padri e le rassicurazioni del ministero hanno fugato i nostri dubbi”.
Il Cristo di Santo Spirito resterà dunque a Napoli fino al termine della mostra, previsto per fine gennaio, e poi sarà trasportato a Torino per l’esposizione “Il corpo e il volto di Cristo”. “Quando poi l’opera tornerà definitivamente a Firenze - continua il vicesindaco - sarà per noi l’occasione per ristudiare insieme ai padri agostiniani la sua collocazione, in modo che i fiorentini e i turisti possano fruirne appieno. Il Cristo ligneo di Michelangelo è un tesoro di inestimabile valore e dovrà avere il posto e la visibilità che merita”.
La vicenda legata al Cristo di Santo Spirito comincia nel 1962, quando la studiosa Magrit Lisner ‘scopre’ l’opera, fino ad allora anonimamente custodita sulla porta del refettorio del Convento di Santo Spirito, complesso che dal 1868 è proprietà del comune di Firenze. L’attribuzione michelangiolesca all’epoca suscita un vivace dibattito culturale e dopo un primo restauro, nel ’64 il Cristo viene esposto prima a Roma e poi nella fiorentina Casa Buonarroti, dove resta per più di 15 anni. Dopo un secondo ed difficile restauro, curato del servizio Musei del Comune di Firenze, il Cristo nel dicembre del 2000 è tornato in Santo Spirito, nella Cappella Barbadori della sacrestia di Giuliano da Sangallo. (ag)