8 marzo, lassessore Giachi: Vorrei non ci fosse pi bisogno di una Festa della Donna

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«Non la vorrei più una Festa della Donna. Non dovrebbe esserci più bisogno di richiamare l’attenzione sulle donne». L’auspicio è dell’assessore alle pari opportunità Cristina Giachi che, questo pomeriggio nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, è intervenuta alla manifestazione “Incantatrici d’Api: donne che hanno sfidato se stesse e il proprio tempo”, con Marion d'Amburgo, Letizia Fuochi e inQuanto teatro.
«Oggi non parliamo solo di quelle donne che non occupano posti di rilievo negli organismi dei quali pure fanno parte – ha aggiunto l’assessore Giachi – esse sono la maggioranza dei magistrati ma solo un sesto di loro ricopre cariche di vertice nell’amministrazione della giustizia; sono la maggioranza delle laureate con i migliori voti ma sono anche il minor numero di dirigenti o leader in tutti i campi; molte donne sono elette nei consigli comunali ma pochissime ricoprono la carica di sindaco, quasi nessuna quella di vicesindaco. A Firenze, però, un po’ si respira: la giunta rappresenta una felice eccezione visto che ci sono cinque donne e tre uomini».
«Quest’anno le donne sono anche le due italiane rapite e trattenute all’estero, Rossella Urru e Maria Sandra Mariani – ha proseguito Cristina Giachi – per le quali abbiamo esposto uno stendardo dalla terrazza di Palazzo Vecchio che si affaccia su piazza della Signoria. Di entrambe chiediamo la liberazione: è solo un gesto simbolico ma noi volevamo soprattutto esprimere vicinanza alle famiglie».
«Accanto alle donne rapite – ha rilevato l’assessore alle pari opportunità – ce ne sono anche tante uccise da un’idea sbagliata dell’amore. Un’idea stupida e criminale che si basa sull’ossessione, sull’oggettivazione della compagna fino al punto di rivendicarne il possesso quando non è più tua. Questi, compresi quelli degli ultimi giorni, sono sicuramente gesti che riposano sulla follia ma c’è anche una cultura dell’amore, e dei rapporti tra i sessi, sbagliata nella quale questa follia trova terreno fertile per esplodere».
«Oggi, però, non c’è spazio solo per il ricordo – ha concluso l’assessore Giachi – vogliamo anche festeggiare il contributo che le donne da sempre danno alla formazione di una coscienza collettiva attraverso la loro espressione culturale:scrittrici poetesse che raccontano un modo femminile di vivere la realtà e di fare esperienza di fare parte di una collettività. E, attraverso le figure delle donne aviatrici, vogliamo presentare in modo bello e non convenzionale l’intraprendenza femminile». (fn)

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