Si chiusa questa mattina in Palazzo Vecchio la prima edizione di 'Digital Democracy'

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Il sindaco Renzi ha portato il saluto dell'amministrazione alle 120 ragazze che hanno partecipato all'iniziativa realizzata da 'futuro@lfemminile' di Microsoft insieme all'assessorato alle pari opportunità e alle politiche giovanili

Internet e i ‘social media’ come nuovi strumenti per incentivare la partecipazione delle donne alla politica. Si è chiusa questa mattinaPalazzo Vecchio la prima edizione di 'Digital Democracy', corso di comunicazione politica sul web solo per donne curato da 'futuro@lfemminile' (progetto di Responsabilità Sociale di Microsoft, Acer e Cluster Reply) insieme all’assessorato alle pari opportunità e alle politiche giovanili.
Aperta a circa 120 partecipanti, l’edizione pilota di 'Digital Democracy'si è svolta in tre giornate di studio: le prime due si sono tenute alle ex Leopoldine in piazza Tasso; l’ultima, appunto, nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio. In ‘cattedra’ si sono avvicendati il linguista Alessandro Lucchini, Paolo Guadagni, amministratore delegato di The Visual Agency e Marco Camisani Calzolari, ceo di Speakage.
Questa mattina, a portare i saluti alle partecipanti, è arrivato sindaco Matteo Renzi.
«La comunicazione via web e la dimensione dei social network - ha sottolineato l’assessore Giachi - possono costituire oggi il contesto più adatto per un nuovo dinamismo partecipativo per i giovani e per le donne. Grazie a futuro@lfemminile di Microsoft abbiamo fatto conoscere alle ‘donne di domani’ i meccanismi che stanno ridisegnando il modo di fare comunicazione in ambito sociale, economico e politico, perché possano dare un significato nuovo ai molteplici canali di condivisione presenti online (social network, blog, forum, etc.) e sfruttare la loro passione per la Rete per contribuire attivamente al cambiamento verso un futuro migliore».
«I giovani vivono spesso separati dalla dimensione pubblica – ha aggiunto Cristina Giachi - in particolare dalle istituzioni dalle quali diffidano, come pure diffidano dalla politica percepita come una cosa brutta, da respingere. Da qui l’importanza di ristabilire un rapporto tra i giovani e la politica. Con questa iniziativa contiamo di riattivare queste connessioni puntando sui nuovi mezzi di comunicazione digitale e offrendo un corso che dia competenze, nozioni, opportunità nuove. Siccome, poi, il divario digitale colpisce in modo particolare le ragazze, abbiamo pensato di offrire prioritariamente a loro questa possibilità. C'è, per fortuna un mondo dell’imprenditoria privata, come Microsoft con futuro@lfemminile, che coglie la natura essenziale di queste connessioni, e aiuta le istituzioni sostenendole e affiancandole in una sinergia sulla quale possiamo fondare buone speranze per il futuro».
«Mi sembra – ha concluso l’assessore – che insieme abbiamo centrato l’obiettivo a giudicare dai volti delle ragazze e dai tweet che lo loro scrivono per affidare al web i loro pensieri e le loro emozioni sulle cose ascoltate». (fn)

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