Falqui (gruppo misto): «Per costruire il nuovo Ulivo c'è bisogno di una nuova alleanza tra partiti e movimenti»

Costruire il nuovo Ulivo è possibile ma c'è bisogno di dare vita ad una nuova alleanza tra partiti e movimenti. E' quanto sostiene il consigliere Enrico Falqui (gruppo misti) secondo il quale «bisogna coinvolgere quell'eccezionale patrimonio di uomini e donne che, anche a Firenze, sono scesi in piazza nel corso delle numerose e entusiasmanti manifestazioni nazionali e locali degli ultimi 18 mesi ma che sono emarginate dal percorso elitario di vertici dei partiti e dei movimenti».«In questa fase - ha spiegato Falqui - è sbagliato privilegiare le procedure del confronto tra partiti del centrosinistra e movimenti richiedendo garanzie di quote sulla composizione delle assemblee che dovranno costruire il nuovo Ulivo. Sono invece i valori e gli obiettivi politici concreti che vanno messi a confronto per conoscere quali sono le forze che sottoscrivono tali impegni. Quest'azione di confronto permette di indirizzare la lotta politica verso obiettivi che qualificano l'azione del nuovo Ulivo come "alternativa" rispetto a quella del centrodestra e, contemporaneamente, costruisce un programma comune per il governo della città con tutte le forze che intendono garantire ed estendersi il ruolo democratico e solidale del Comune».«Proprio i Comuni - ha aggiunto - sono oggetto di una vera e propria campagna di accerchiamento per spegnere il loro ruolo di programmatori dell'interesse collettivo e di mediatori dei conflitti sociali. A questa domanda di unità, indirizzata a tutte le forze del centrosinistra, si aggiunge dunque una necessità di creare un movimento di cittadini che indirizzi tutte le proprie energie per la garanzia e l'estensione del ruolo pubblico e democratico dei Comuni, per garantire la qualità dei servizi sociali ed estendere la tutela dei diritti, soprattutto per i ceti sociali più poveri. Il dialogo tra nuovi movimenti e centrosinistra può trovare un fertile punto di sintesi in un programma di azione sociale e di sviluppo sostenibile delle città, che rappresentano oggi il terreno di scontro più elevato sul ruolo dei Comuni e dell'intervento pubblico».«I partiti del centrosinistra - ha concluso Falqui - devono assumere il limite della loro attuale capacità di rappresentanza degli interessi ma anche delle idee e dei valori dei loro elettori di riferimento. Così come i nuovi movimenti devono capire il limite della loro composizione sociale e culturale che non permettere loro un'omogeneità di comportamenti politici, quando la battaglia "contro" (la guerra, il WTO) deve trasformarsi in responsabilità politica che indica soluzioni e sceglie obiettivi programmatici. Firenze esprime tutte le condizioni perché questo esperimento di "cessione di sovranità" politica possa essere tentato con il consenso dei partiti di centrosinistra e quello dei nuovi movimenti». (fn)