Demolizione panchine in Santa Croce, interrogazione di Andriulli (AN)
«L'amministrazione deve spiegare perché ha fatto demolire le panchine ottocentesche di piazza Santa Croce». La richiesta è del consigliere di Alleanza Nazionale Antonio Gerardo Andriulli secondo il quale «in futuro, per casi analoghi, sarebbe utile creare uno "strumento di intervento e di collegamento" con gli enti deputati, in primis il ministro per i beni culturali ed ambientali».In una interrogazione, che porta la firma anche della consigliera Gaia Checcucci, Andriulli vuole conoscere «le motivazioni, anche tecniche, di tali demolizioni e del progettato spostamento della statua di Dante, nonché i responsabili», «se tali azioni siano avvenute nell'interesse ed utilità dei cittadini, nel rispetto delle normative municipali e nazionali, previa verifica della legittimità di eventuali appalti e della congruità dei costi» e «se le demolizioni, avvenute poche ore prima delle manifestazioni del Forum Sociale Europeo, non si fossero rese già necessarie in tempi antecedenti per un probabile pericoloso deterioramento dei manufatti e perché, in tal caso, non si sia provveduto prima». (fn)Questo il testo dell'interrogazione:Tipologia: InterrogazioneSoggetto proponente: Antonio Gerardo AndriulliAltri firmatari: Gaia CheccucciOggetto: per avere informazioni su Piazza S. CroceCONSTATATE la recentissima demolizione delle storiche panchine di Piazza S. Croce e la prospettata modifica di ubicazione della statua di Dante, testimonianza di Firenze Capitale;ASCOLTATE le perplessità, i dubbi e le insinuazioni da parte dei cittadini Fiorentini, in particolare del Q1, circa il comportamento dell'Amministrazione Comunale ritenuto lesivo dell'interesse della Cittadinanza chiamata, ancora una volta, a pagare per scelte imposte dall'alto;INTERROGO IL SINDACO"urgentemente"per sapere:1) le motivazioni, anche tecniche, di tali demolizioni e del progettato spostamento della statua, nonché i responsabili;2) se tali azioni siano avvenute nell'interesse ed utilità dei Cittadini, nel rispetto delle normative municipali e nazionali, previa verifica della legittimità di eventuali appalti e della congruità dei costi;3) se le demolizioni, avvenute poche ore prima delle manifestazioni del Social Forum, non si fossero rese già necessarie in tempi antecedenti per un probabile pericoloso deterioramento dei manufatti e perché, in tal caso, non si sia provveduto prima;4) se non sia il caso di creare, cosa che può essere utile in futuro per casi analoghi, uno "strumento di intervento e di collegamento" con gli Enti deputati, in primis il Ministro per i Beni Culturali ed Ambientali.Antonio Gerardo AndriulliGaia Checcucci