Progetti di cooperazione decentrata in Romania e Sudan. Il Comune stanzia 15.000 euro
I progetti sono stati promossi dall'assessorato alle politiche del lavoro e immigrazione in collaborazione con l'Assessorato alla cultura e cooperazione internazionale che li hanno finanziati con 15.000 euro."Anche con piccoli ma significativi progetti di cooperazione internazionale, Firenze si conferma una città aperta verso le politiche del sostegno ha spiegato l'assessore alle politiche del lavoro e all'immigrazione Marzia Monciatti -, dimostrando di non preoccuparsi solo di quello che succede in città ma anche all'esterno dei suoi confini geografici. Inoltre, proprio la Romania è uno di quei Paesi individuato anche dalla Regione Toscana per la cooperazione internazionale a livello regionale. L'altra cosa importante è che questi progetti nascono sulla spinta di associazioni di immigrati presenti sul nostro territorio. Per quanto riguarda la Romania il riferimento fiorentino è l'Associazione A.I.E.E. (Associazione Immigrati Europa dell'Est) mentre per il Sudan direttamente la comunità sudanese della Toscana".Il Comune di Firenze, nell'ambito delle attività di interventi sociali che vedono come beneficiari, cittadini di altri Paesi, promuove e valorizza le risorse umane disponibili nell'area di intervento, sostenendo percorsi di formazione professionale rivolti anche ai cittadini dei Paesi in via di sviluppo, inoltre è stato considerato che i beneficiari delle azioni proposte sono comunque in prevalenza minori in stato di abbandono.Due i Paesi interessati dai progetti: il Sudan e la Romania.L'Associazione Sviluppo 2000 ONG ha realizzato nel campo profughi di Jabal Awlia in Sudan, un corso di formazione per operatore socio-sanitario della durata di 240 ore e sarà realizzato e supervisionato tramite missioni svolte dall'Associazione Sviluppo 2000 e dai suoi volontari. Sono circa 75.000 i profughi presenti nel campo a seguito degli eventi bellici che stanno sconvolgendo il Paese negli ultimi 20 anni. Attualmente la popolazione non riceve alcun tipo di assistenza medico-sanitaria e quindi la mortalità infantile (stimata all'interno del campo intorno al 60%) e le patologie infettive incidono notevolmente fra le circa 9.000 famiglie accolte."Il progetto ha spiegato l'assessore alla cooperazione internazionale Simone Siliani- prevede la creazione di strutture igienico sanitarie essenziali: in particolare la realizzazione di un poliambulatorio mobile che consenta di agire su un vasto raggio di azione. Sarà possibile avviare, all'interno di questo programma più ampio, un corso di formazione per 15 donne, presenti al Campo Profughi di Jabal Awlia, che potranno così essere gli operatori socio-sanitari che presteranno le cure essenziali alla popolazione del Campo. Anche in Romani sarà sviluppata un'assistenza socio-sanitaria e scolastica".La finalità del corso di formazione è quella di fornire conoscenze teorico-pratiche per consentire alle donne di prestare cure e informazioni igienico sanitarie ai profughi accolti; in particolare il corso in oggetto fornirà alle donne selezionate (che dovranno sapere leggere e scrivere) sia nozioni di pronto soccorso che nozioni di igiene dell'ambiente, nozioni di igiene personale e di educazione alla salute che utilmente saranno diffuse fra la popolazione del Campo profughi. Le donne preparate da questo corso dovranno essere in grado inoltre di lavorare nel sostegno all'educazione sanitaria al fine di diminuire l'alto tasso di mortalità e morbilità soprattutto infantile.La Casa Famiglia S. Andrea di Iasi vuole cercare di fornire in Romania un valido contributo alla soluzione delle problematiche sui minori istituzionalizzati o costretti a vivere in strada (circa 110.000) e sulle donne sole con minori a carico. Il progetto vuole riqualificare ed aggiornare professionalmente lo staff di educatori ed il personale ausiliario del centro di accoglienza S.Andrea e degli operatori sociali dell'area di Iasi, promuovere il dialogo e la cooperazione tra i rappresentanti delle istituzioni locali della Provincia di Iasi ed i soggetti toscani del Tavolo di coordinamento regionale per l'Europa Centro Orientale . Il Centro di Accoglienza di S. Andrea di Iasi attualmente ospita circa 20 ragazzi di età compresa fra gli 8 e i 18 anni e necessita di contributi anche per il solo sostentamento. Il progetto è finalizzato a qualificare le condizioni di vita dei ragazzi all'interno del centro, sia tramite azioni specifiche per l'assistenza allo studio e alla formazione professionale, sia tramite azioni di aggiornamento del personale del Centro di Accoglienza di Iasi. Grazie al sostegno del Comune di Firenze, sarà sviluppata un'assistenza socio sanitaria ed un'assistenza allo studio, favorendo un programma di attività psico-pedagogiche e di attività educative e culturali, senza però trascurare le più urgenti necessità della casa che sono costruite da scarsi beni materiali di prima necessità e da esigenze di natura medica e di pronto soccorso. (uc)PALAZZO VECCHIO, 21 Novembre 2002