"Le politiche abitative dei comuni": presentata l'indagine Anci-Cresme che riporta al centro del dibattito politico il problema della casa

Una "fotografia" delle politiche abitative nei comuni italiani, che ha messo in luce una serie di problematiche e, conseguentemente, modalità di intervento. L'indagine "Le politiche abitative dei Comuni" effettuata da Cresme per conto della consulta nazionale Anci-casa, è stata presentata oggi a Napoli nel corso dell'assemblea nazionale dell'Anci. Le informazioni elaborate in questa indagine sono state raccolte dagli assessorati competenti di 117 comuni italiani, di cui 10 città metropolitane. Gli argomenti trattati sono stati: la consistenza del patrimonio pubblico esistente nel Comune, i contributi a relativi al fondo di sostegno alla locazione (Legge 431/98), i programmi di edilizia residenziale pubblica, gli sfratti."Da questa indagine – sottolinea l'assessore alle politiche per la casa del Comune di Firenze e coordinatrice nazionale Anci-Casa Tea Albini – emerge chiaramente la necessità di ricorrere all'edilizia residenziale pubblica come risposta forte per le categorie sociali più deboli. A prescindere da come questa possa essere attuata, anche con strumenti innovativi urbanistici, di finanza e di progetto. L'ultimo finanziamento statale sull'edilizia residenziale pubblica, per il quale sono state individuate le risorse, risale all'allora ministro Nesi che coniò lo sloga ‘20mila appartamenti in affitto'. Oggi questo ci viene presentato come unica soluzione da parte dell'attuale governo per fronteggiare il bisogno abitativo. Accanto a questo le ultime leggi finanziarie, che hanno ‘tagliato' in modo considerevole il fondo per il contributo a sostegno alla locazione, costringono i comuni a spostare risorse all'interno dei propri bilanci. L'esempio più evidente – prosegue l'assessore Albini – potrebbe riguardare il sociale con cifre sottratte a servizi per l'infanzia, per gli anziani, per l'assistenza, per surrogare un'assenza colpevole di finanziamento statale sulla legge 431, che di fatto è l'unica possibilità di risposta sull'emergenza"."Città come Roma, Napoli, Palermo, Firenze, Venezia – aggiunge l'assessore alle politiche della casa del Comune di Napoli Ferdinando Balzamo – si vedono costrette a operare scelte difficili sui propri bilanci per rispettare i vincoli del patto di stabilità". Concetto ripreso dall'assessore al patrimonio del Comune di Roma Claudio Minelli: "Poco effetto hanno le scelte governative di sgravi fiscali, se poi i comuni sono costretti a ‘tagliare' servizi o contributi a bisogni primari, come quello della casa. La situazione di emergenza che stiamo vivendo rischia di essere aggravata dalla vendita del patrimonio abitativo degli enti previdenziali – aggiunge Minelli – che metterà in crisi le famiglie che non potranno acquistare il proprio alloggio, andando ad allungare le graduatorie comunali per gli aventi diritto a una casa pubblica". "Rimane comunque essenziale ed indispensabile – ha concluso l'assessore Albini – la concertazione anche a livello locale in quanto i problemi delle città, non possono essere risorti dal semplice confronto fra lo stato e le Regioni. Un esempio per tutti: il recupero del centro storico di Palermo".Sul versante Legge Finanziaria, l'assessore Albini ha ribadito che è volontà dell'Anci portare avanti la rivendicazione nei confronti del governo. (fd)