Publiacqua, Checcucci (AN): «Le dichiarazioni del ministro confermano che le procedure di affidamento dei servizi idrici sono illegittime»
«Le dichiarazioni del ministro Matteoli hanno riconfermato, se mai ce ne fosse strato bisogno, che l'affidamento a Publiacqua, così come alle altre società pubbliche dell'Ato 2, 5 e 6 sono illegittime e che le argomentazioni della commissione europea a tale riguardo sono le stesse del ministero dell'ambiente». Il giudizio è della consigliera di Alleanza Nazionale Gaia Checcucci.«Come ha ben detto il ministro Matteoli - ha aggiunto la Checcucci - ci sono due posizioni alternative e non conciliabili: o si affida la gestione del servizio attraverso una gara pubblica, oppure si consente che alcune aziende possano risultarne affidatarie senza passare al vaglio della concorrenza e del confronto. Su questa alternativa il ministero ha da tempo compiuto una scelta chiara ed irreversibile in direzione della libera concorrenza. Del resto si tratta di una scelta obbligata anche dalla nostra appartenenza all' Unione europea, fondata su un trattato che esplicitamente nega la legittimita' di una procedura che eviti una verifica concorrenziale per l' assegnazione di appalti o di servizi. E l' Ue ha aperto una procedura di infrazione a carico dell' Italia per gli affidamenti diretti del servizio idrico vari ambiti».«La Toscana - ha spiegato la consigliera di Alleanza Nazionale - è l'esempio eclatante di come gli amministratori pubblici riescano a inneggiare all'Europa, per poi non rispettarne i trattati e le direttive e, contemporaneamente, sfilare insieme ai no global che sostengono invece posizioni opposte. Lo dimostra il fatto che proprio il Social Forum ha tra le sue principali richieste caratterizzanti proprio il no' alle privatizzazioni, mentre il sindaco per tutta risposta privatizza tutto e male. Salvo, poi, concedersi l'aperta dichiarazione di disobbedienza' rispetto alle leggi nazionali e alle direttive comunitarie per quanto riguarda la società delle acque. Curioso anche che il presidente della regione parli di "democrazia partecipativa" quando i bandi per la vendita delle quote ai privati finanziari, e non imprenditori, sia stato secretato e che i consiglieri non possano prendere visione della procedura. Il consiglio comunale sarà chiamato a decidere su questa privatizzazione e lì vedremo quanto contano i convincimenti dell'anima no-global e quanto, invece, gli interessi di bilancio». (fn)