Convegno sulla Riforma della giustizia minorile. Assessore Lastri: "il disegno di legge del Governo è da bocciare"

Oggetto del Convegno che si è svolto nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio era proprio la discussione del disegno di legge di riforma della giustizia minorile presentato dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dal Ministro alla Giustizia Roberto Castelli il 1/7/2002 n. 126. Il convegno "Riforma della giustizia minorile. Opportunità e rischi, riflessioni e testimonianze" è stato promosso dall'assessorato alla Pubblica Istruzione e Servizi socio-educativi per l'infanzia e i minori, dall'Associazione Italiana dei Magistrati per i minorenni e la famiglia e dall'Associazione Nazionale dei Magistrati.Numerosi gli interventi da parte di magistrati, avvocati e tecnici. Assente a sorpresa, l'onorevole Iole Santelli, sottosegretaria del Ministero di Giustizia, con la quale sarebbe potuto emergere un contraddittorio, sostenendo le posizioni del Governo. Numerosi, invece, i giudizi contrari e le critiche espresse nei confronti del disegno di legge."L'obbiettivo principale – ha auspicato l'assessore ai Servizi socio-educativi per l'infanzia e ai minori Daniela Lastri -, è lo scambio proficuo di idee tra persone con competenze diverse con la speranza che possa servire per fermare e ridiscutere il disegno di legge. È necessario – ha proseguito l'assessore – che i minori non siano più visti come oggetto di precisi indirizzi politici, bensì come persone con dei propri diritti. Tre sono i punti fondamentali dai quali non si può prescindere: concezione dei diritti umani, l'evoluzione della giustizia minorile e lo stato sociale. Non è possibile scindere questi tre elementi. Per recuperare i minori in difficoltà che passano attraverso l'esperienza del tribunale o del carcere minorile, si è lavorato sui progetti dello stato sociale questo grazie soprattutto alla legge 285/97 che disciplina gli interventi a favore dell'infanzia e dell'adolescenza".Ricordiamo che il nuovo disegno di legge prevede fra le novità, la non punibilità del minore fino a 13 anni, la carcerazione per chi ha compiuto i 18 anni, la non specializzazione del giudice per i minori, la separazione del procedimento fra civile e penale, la non presenza di giudici onorari (e quindi l'assenza di tecnici come psicologi e sociologi), la presenza di consulenze esterne (che possono non avere nessun rapporto col territorio), l'assenza di risorse economiche per la realizzazione di questi progetti."Peccato che oggi sia mancato il confronto col Governo – ha commentato Piero Tony, Presidente del Tribunale per i minorenni di Firenze -. Speriamo che questa riforma riesca ad aumentare l'efficienza delle tutele dei minori con la massima omologazione agli standard europei, con un accentramento delle competenze ed il decentramento territoriale della giustizia minorile. La tutela del minore dev'essere estesa a tutta la famiglia".Molto spesso i minori sono elevati a criminali e l'attuale disegno di legge sembra perseguire proprio questo scopo: criminalizzare i minori ed eliminare ciò che di buono è stato fatto in questi anni coi contributi forniti da sociologi, psicologi che invece hanno fornito input innovativi per recuperare i minori in difficoltà."Il superiore interesse del minore – ha sottolineato l'onorevole Anna Finocchiaro Deputato della Commissione Giustizia - dev'essere il cardine attorno al quale deve ruotare la riforma della giustizia minorile e al minore stesso dev'essere assicurata un'adeguata tutela nel corso dei procedimenti civili e penali che lo riguardano. Auspico che il Governo non proceda su questa proposta di legge ed i contenuti emersi da questo convegno, permettano di modificare l'iter finora attuato sul progetto di legge governativo".Il magistrato Luisa Romagnoli, uno dei promotori del convegno, ha auspicato una "razionalizzazione delle competenze in materia di giustizia minorile con uffici unici diffusi capillarmente sul territorio, assicurando il giusto processo ed il principio del contraddittorio e la terzietà del giudice. La riforma della giustizia civile minorile appare ormai improcrastinabile e la migliore soluzione possibile è quella di istituire dei Tribunali per la famiglia come uffici unici di primo grado competenti per tutte le materie di diritto familiare".L'onorevole Andrea Annunziata Deputato della Commissione Giustizia ha spiegato che "anche la Margherita si è detta contraria al progetto di legge del Governo poiché si tratta di un salto indietro di diversi anni scaturito dalla logica dell'emergenzialità. Si ha invece la necessità di una riforma vera".Presente al convegno anche Francesco Fleury Presidente della Sezione Toscana dell'Associazione Nazionale Magistrati. (uc)PALAZZO VECCHIO, 13 Novembre 2002