Social Forum, il sindaco in consiglio comunale: "Orgoglioso di Firenze, questa città ha fatto un miracolo"
"Io non credo ai miracoli. Ma se in questa vicenda c'è stato un miracolo, lo ha fatto la città di Firenze. E tutti i ringraziamenti e i riconoscimenti che mi sono stati fatti in queste ore, anche oggi in questa sala, penso vadano intesi prima di tutto verso questa città, di cui mi onoro e sono orgoglioso di essere il sindaco". Lo ha detto stasera Leonardo Domenici, chiudendo il dibattito in consiglio comunale sul Social Forum Europeo. Un dibattito seguito da una folta rappresentanza di cittadini, che hanno lungamente applaudito il sindaco. "Non è giusto ora parlare di scampato pericolo o di sospiri di sollievo ha detto Domenici Oggi si deve pensare soprattutto a ciò che questo evento ha significato per Firenze, per il suo ruolo e per la sua identità di città a vocazione universale, che proprio per questa sua attitudine si trova e deve accettare le sfide più di quanto accada ad altri luoghi. Se gli organizzatori hanno scelto Firenze, c'era un duplice motivo: da un lato per il suo forte e saldo tessuto civile e democratico, dall'altro per il suo valore simbolico, di città universale. Sono soddisfatto, perché sono state raccolte le parole della lettera aperta che ho scritto ai fiorentini prima del Social Forum: auspicavo che la città mostrasse la sua anima vera, fatta di ospitalità, accoglienza, cultura e civiltà, e chiedevo a chi veniva da fuori di rispettarla come patrimonio dell'umanità intera. E questo è accaduto".Domenici ha ribadito il valore del dibattito che si è sviluppato a Firenze con il Social Forum: "Sarebbe un grave errore, direi un delitto politico' non ascoltare la voce delle migliaia di giovani venuti qui per discutere. Se vogliamo costruire una nuova Europa, dobbiamo confrontarci con loro. E Firenze deve svolgere un ruolo importante in questo processo. Questa è la città del Social Forum ha detto il sindaco ma anche dell'Istituto universitario europeo: questa è una città che ha una vocazione che viene da lontano, dalla sinistra, dalla tradizione laica e liberale, ma anche e soprattutto dal pensiero legato al nome di Giorgio La Pira. Il suo è un messaggio ancora vivo, che va reinterpretato e aggiornato in termini nuovi rispetto alla globalizzazione, ma dall'alto valore profetico".Venendo alle polemiche sull'apertura dei negozi, Domenici ha detto di "non aver mai criminalizzato quei commercianti che, sbagliando, hanno deciso di chiudere, anche dopo l'incontro che l'11 ottobre il prefetto ed io avemmo con le categorie economiche. Sarebbe interessante magari capire se poi ci sono state pressioni, chiare o nascoste, perché i negozi restassero chiusi". "Chi ha sbagliato, chi ha fatto un grave errore politico fomentando un clima di paura in città ha detto ancora il sindaco - dovrebbe avere l'onestà morale e intellettuale di ammetterlo, dovrebbe aprire una riflessione seria, senza rinunciare alle proprie idee e ai propri principi, per elevare il tono del dibattito, ristabilire un clima di serenità in città e far crescere una classe dirigente che non si è dimostrata all'altezza. Quando ci si vuole candidare al governo di una città, bisogna rispettarla. E questo qualcuno non l'ha fatto". (ag)