Convegno su "Le autorità locali europee per i diritti globali e l'inclusione sociale": la risoluzione finale
Una risoluzione il cui testo verrà inviato al Social Forum mondiale del gennaio 2003 a Porto Alegre. Il testo è stato elaborato al termine della due giorni che si è svolta nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio dal titolo "Le autorità locali europee per i diritti globali e l'inclusione sociale" organizzata dal Comune di Firenze, in collaborazione con la Federazione Mondiale Città Unite, il Comune di Porto Alegre e la rete della città per l'inclusione sociale. Al convegno erano rappresentati 120 Comuni con oltre 170 partecipanti.(fd)Questo il testo:A Porto Alegre si sono poste le basi per lo sviluppo di una rete internazionale dei poteri locali per l'inclusione sociale. La dichiarazione conclusiva del Forum individua il movimento internazionale delle autorità locali come un nuovo soggetto nello scenario globale che opera per lo sviluppo della democrazia, per la costruzione di un nuovo mondo di pace, di uno sviluppo economico equo che garantisca la crescita della qualità della vita e lo sviluppo dei diritti umani per tutti.In questo quadro si è dato vita ad un processo per la costruzione di una nuova organizzazione mondiale dei poteri locali, frutto della fusione della Federazione Mondiale delle Città Unite,dell'Unione Internazionale delle Autorità Locali e di Metropolis (rete delle metropoli mondiali).Questo incontro Europeo di Firenze vuole rappresentare un contributo a questo processo, a questo impegno.La globalizzazione neoliberista dell'economia mondiale, mentre a livello internazionale produce una differenziazione sempre più marcata fra Paesi ricchi e Paesi poveri, sul territorio, anche nei Paesi ricchi, produce esclusione sociale, un aumento della povertà assoluta, una intensificazione delle condizioni di insicurezza dei cittadini, un degrado dell'ambiente.Questi impatti negativi della globalizzazione rischiano di indebolire, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, le capacità di governi locali, talvolta appena costituiti. Abbiamo in questo senso bisogno di un processo di ricostituzione e rafforzamento dello spazio pubblico, soprattutto nel campo dei servizi essenziali per i cittadini eroso per effetto di alcuni dei processi di privatizzazione degli ultimi anni.Proprio per migliorare la qualità della vita nelle città e produrre inclusione sociale, la partecipazione dei cittadini alla formazione delle decisioni diventa fattore determinante. Le autorità locali lavorano perché a partire dal Trattato costituzionale europeo sia affermato il diritto alla partecipazione effettiva delle persone che fanno parte delle comunità locali, senza discriminazioni o limitazioni di sorta e con diritto di voto alle elezioni locali sia per tutti i cittadini dell'Europa allargata sia per gli immigrati residenti. E perché si diffondano pratiche di trasparenza e corresponsabilità sui bilanci locali, di coinvolgimento popolare nella gestione dei servizi pubblici di base, di redazione delle Carte dei diritti dei cittadini.Città più inclusive e cittadini più coinvolti nei processi decisionali democratici, sono città più sicure, che non temono le diversità culturali, ma anzi le considerano un elemento di ricchezza. La cooperazione internazionale fra queste comunità aperte rappresenta la nuova frontiera per diffondere la cultura di pace e per opporsi efficacemente a tutte le guerre e alle sopraffazioni che le generano. In questo scenario gli enti locali, impegnati contro la violenza del terrorismo, rifiutano la logica del riarmo, delle guerre che colpiscono soprattutto civili inermi.Le idee, le scelte della rete internazionale dei poteri locali per l'inclusione sociale e gli impegni degli stessi nelle loro azioni di cooperazione trovano importanti punti di convergenza con il movimento sociale mondiale che ha fatto della lotta contro la globalizzazione neoliberista dell'economia e contro la guerra il suo principale obiettivo.I poteri locali, dal canto loro, hanno competenze e responsabilità istituzionali. Forti di queste, sono chiamati a svolgere un ruolo determinante nella costruzione di un'Europa dei diritti e della qualità sociale.Oggi possiamo affermare che Lo sviluppo delle democrazie locali è un obiettivo fondamentale del processo di integrazione europea, e su questo terreno c'è un deficit culturale e normativo che va assolutamente colmato. (Basti pensare al fatto che nella Bozza di Trattato costituzionale europeo, la parola città non è nemmeno presente!) Gli enti regionali e locali europei già dispongono, e per questo devono essere valorizzati, di competenze e poteri nelle politiche di sussidiarietà che peraltro ispirano i principi dell'Unione. Gli enti regionali e locali sono oggi portatori di azioni innovative di cooperazione, in grado di collegare le azioni di solidarietà alle politiche di rafforzamento delle istituzioni locali dei paesi terzi e che, in questo settore, la cooperazione decentrata sta svolgendo un ruolo talvolta ben più significativo e qualificato della cooperazione intergovernativa. Sono gli enti regionali e locali che garantiscono eque politiche di integrazione culturale e sociale di fronte ai fenomeni migratori, mentre viene disatteso l'articolo 13 del Trattato (lotta contro tutte le forme di discriminazione). Gli enti regionali e locali sono protagonisti delle politiche europee di riequilibrio regionale e facilitano con loro le azioni di cooperazione l'allargamento dell'Unione Europea ai Paesi candidati.Sulla base di questi principi e di queste affermazioni, gli enti locali europei riuniti a Firenze si impegnano a: Promuovere le politiche di inclusione sociale, rafforzando con adeguate risorse finanziarie le capacità dei governi locali, in un quadro di sussidiarietà verticale con la Comunità internazionale e gli Stati. Rafforzare la cooperazione fra le comunità locali indirizzata allo scambio di esperienze, buone pratiche e allo sviluppo delle capacità di governo locale nei Paesi del Sud del mondo. Sviluppare la lotta contro la povertà globale e lo sviluppo sostenibile, perseguendo gli obiettivi espressi dalla Dichiarazione del Millennium delle Nazioni Unite, nel quadro della campagna organizzata dal Coordinamento Mondiale delle Associazioni Internazionali dei Poteri Locali (FMCU, IULA, Metropolis, ATO). Sostenere presso le proprie comunità una nuova cultura della pace, integrando le azioni locali con quelle della diplomazia internazionale nel perseguimento dei processi di pace nella aree di conflitto. Un particolare impegno vogliamo dedicare per creare un dialogo e una cooperazione fra enti locali israeliani e palestinesi per ricostruire la vita nelle città e creare un clima favorevole alla ripresa del processo di pace e l'applicazione delle risoluzioni dell'ONU per la creazione dello stato palestinese. Sviluppare un governo dei servizi pubblici, fondato sull'accesso universalistico, sulla solidarietà e sull'equità, sulla partecipazione dei cittadini-utenti e sulla salvaguardia dello stock delle risorse ambientali disponibili.Gli enti locali europei, riuniti a Firenze, parteciperanno sulla base di questi impegni alla Terza Conferenza per la Carta Europea per i diritti dell'Uomo (Venezia 9-10 dicembre 2002); al Forum delle Autorità Locali per l'inclusione sociale di Porto Alegre (gennaio 2003), riconoscendo il valore politico che questo appuntamento ha assunto nel confronto fra gli enti locali del mondo impegnati sui temi dell'inclusione sociale e del contrasto al modello neoliberista di globalizzazione e contro la guerra. Al Forum europeo delle Autorità locali di Saint Denis che si svolgerà nel 2003.Gli enti locali europei, riuniti a Firenze, salutano il Social Forum Europeo convinti che costituisca un'occasione importante di riflessione e di azione