Appartamenti Sai/Fondiaria, Esposito (presidente commissione urbanistica): «La proprietà apra le trattative con i sindacati per il rinnovo dei contratti di locazione»

«Accendiamo i riflettori sugli oltre 200 alloggi di proprietà di Sai/Fondiaria». Lo ha chiesto il presidente della commissione urbanistica Vincenzo Esposito che in una mozione invita «l'amministrazione a sostenere la trattativa con i sindacati per il rinnovo dei contratti di locazione». Il documento è stato firmato anche dal capogruppo dei Ds Ugo Caffaz, dal consigliere Alberto Formigli e dal capogruppo dei Verdi Alessio Papini.«Sai/Fondiaria - si legge nella mozione - è proprietaria di appartamenti che si trovano in zone centrali come viale Matteotti, via San Gallo, viale Lavagnini, via Landini, via Lorenzo il Magnifico, piazza della Libertà, via Benivieni, via Vannucci, via Silvio Pellico. Gran parte dei contratti di locazione, stipulati con i cosiddetti "patti in deroga", giungono in questi giorni a scadenza e la proprietà ha già provveduto ad inviare numerosi sfratti. Nei fatti Sai/Fondiaria non ha accolto l'invito, formulato anche dall'assessorato alla casa, per aprire un tavolo di trattativa con le organizzazioni sindacali degli inquilini, finalizzato al rinnovo dei contratti di locazione e le sue richieste per il rinnovo prevedono aumenti nell'ordine del 100%».Esposito, oltre a chiedere che il Comune «assuma tutte le iniziative utili per consentire l'apertura del tavolo di trattativa», invita l'amministrazione, attraverso il parlamento ed il governo, «a far sì che la finanziaria preveda la concertazione obbligatoria nel caso di mancato accordo per i rinnovi dei contratti di locazione degli appartamenti delle compagnie assicurative, di enti privatizzati e di soggetti giuridici e individuali detentori di grandi proprietà immobiliari». (fn)Questo il testo della mozione:1. Tipologia: Mozione2. Soggetto/i proponente/i: Ugo Caffaz, Vincenzo Esposito e Alberto Formigli (D.S.) – Alessio Papini (Verdi)3. altri firmatari:4. OGGETTO: Per sostenere la trattativa per il rinnovo dei contratti di locazione degli inquilini della proprietà SAI/FONDIARIAIL CONSIGLIO COMUNALEPreso atto che la Società SAI/FONDIARIA è proprietaria di un numero rilevante di alloggi in Firenze (oltre 200), ubicati in zone centrali e consolidate (v.le Matteotti, via S. Gallo, v.le Lavagnini, via Landini, via Lorenzo il Magnifico, p.zza della Libertà, via Benivieni, via Vannucci, via Silvio Pellico, …) un patrimonio quindi di entità consistente, di buona qualità e ubicato in posizione strategica per un assetto equilibrato della residenza in città;Accertato che gran parte dei contratti di locazione di questi alloggi, stipulati con i cosiddetti "patti in deroga" nel 1994 giungono in questi giorni a scadenza e che la Società SAI/FONDIARIA ha già provveduto ad inviare a numerosi inquilini citazioni di sfratto;Accertato che ad oggi la Soc. SAI/FONDIARIA non ha nei fatti accolto l'invito, formulato anche dall'Assessorato alla Casa del Comune di Firenze, per aprire un tavolo di trattativa con le Organizzazioni Sindacali degli inquilini, finalizzato al rinnovo dei contratti di locazione, e che le richieste formulate dalla proprietà per il rinnovo dei contratti prevedono aumenti nell'ordine del 100%, determinando quindi sentimenti diffusi di disagio e conflittualità, che potrebbero sfociare anche in situazioni destinate di fatto ad aggravare la già grave emergenza abitativa in città;Preso atto della tipologia sociale degli inquilini degli alloggi, dove è presente una percentuale elevata di anziani, e riaffermata quindi l'esigenza primaria di tutela delle fascie deboli della popolazione da "aggressioni" portate in nome della massima redditività del patrimonio di edilizia di civile abitazione secondo interpretazioni selvagge del libero mercato;Richiamati gli intendimenti generali di politica abitativa espressi a chiare note sia nel programma di governo della città che negli elaborati in itinere del Piano Strategico e del Piano Strutturale, che individuano uno dei cardini della politica abitativa nel mantenimento e nell'accrescimento della residenza nel centro storico e nelle zone consolidate della città, garantendo il mantenimento degli attuali residenti;Palesata la necessità che vertenze come questa del rinnovo dei contratti di locazione degli alloggi di proprietà della SAI/Fondiaria non rimangano confinate nel solo ambito locale, ma che trovino rispondenza in sede nazionale, nell'ambito di provvedimenti a carattere generale che possono e devono disciplinare e guidare la gestione dei patrimoni di edilizia di civile abitazione di proprietà di compagnie assicurative e degli enti di previdenza.Tutto ciò osservato, esplicitato e consideratoINVITA IL SINDACO1) Ad assumere tutte le iniziative utili a consentire l'apertura del tavolo di trattativa per il rinnovo dei contratti di affitto degli alloggi di proprietà della SAI/FONDIARIA secondo modalità concordate tra le OO.SS. dei conduttori e la proprietà;2) A farsi promotore, verso il Parlamento ed il Governo, affinchè già con la Legge Finanziaria oggi in discussione si preveda che nello spirito della L. 431/98 (Legge di riforma delle locazioni) e delle indicazioni contenute nell'art. 1 della Convenzione Nazionale dell'8.2.1999 emanata di concerto tra il Ministro delle Finanze e il Ministro dei Lavori Pubblici, per le compagnie assicurative, gli enti privatizzati e i soggetti giuridici e individuali detentori di grandi proprietà immobiliari, in caso di mancato accordo per i rinnovi dei contratti di locazione tra queste proprietà e le OO.SS. dei conduttori, i canoni di locazione e i contenuti normativi siano disciplinati dagli accordi territoriali come previsto dalla L. 431/98 art. 2 comma 3.IL CONSIGLIO COMUNALERende esplicito fin da ora il proprio fermo intendimento di seguire con la massima attenzione e partecipazione l'evolversi della vicenda, valutando, in un quadro che non potrà che essere unitario, l'insieme dei rapporti in essere e futuri con la Società SAI/FONDIARIA.Si impegna, per quanto di propria competenza, per attivare tutti i rapporti utili a riportare i termini della questione, in particolare relativamente al tema trattato al precedente punto 2, secondo un quadro di garanzie di minima a carattere nazionale.