Privatizzazione delle aziende pubbliche che gestiscono il ciclo delle acqua, dibattito di Rifondazione alla SMS di Rifredi

«Profitti anche sull'acqua», questo il titolo del dibattito pubblico che si terrà domani sera alla "Società Mutuo Soccorso" di via Vittorio Emanuele. L'iniziativa, organizzata da Rifondazione Comunista, vedrà la partecipazione della capogruppo in Palazzo Vecchio Monica Sgherri, di Roberro Musacchio, responsabile ambiente e territorio di Rifondazione e Emilio Molinari, del comitato italiano "Contratto mondiale dell'acqua".Al centro del dibatto la privatizzazione delle aziende pubbliche che gestiscono il ciclo delle acque.Intanto la capogruppo Monica Sgherri ha presentato una mozione per chiederela sospensione del bando di gara per l'ingresso del socio privato al 40% in Publiacqua.«La politica delle acque - scrive la Sgherri - deve essere occasione di avvicinamento reale ad un modello che guarda ai diritti universali e a criteri che non seguano le regole rigide e consuete dell'economia di mercato. Di conseguenza si tratta di governare la risorsa idrica accentuando il ruolo della mano pubblica in maniera da riuscire ad ancorare tale materia sempre più ai principi di risorsa primaria che essa contiene».«L'avviso di gara per la selezione di un socio privato che entri in Publiacqua al 40% - prosegue la mozione - consegnerà per 25 anni la gestione del ciclo delle acque ad un unico socio privato, creando cosi un monopolio privato in sostituzione di un monopolio pubblico».Per questo la capogruppo di Rifondazione Comunista chiede al Sindaco di «attivarsi per sospendere il bando di gara per l'ingresso di un unico socio privato al 40%, per avviare un approfondimento sulla possibilità di sperimentare la fattibilità per la costituzione di una azienda pubblica al quale affidare direttamente la gestione del ciclo delle acque o, in subordine, la predisposizione di un bando che preveda l'ingresso di soci privati nella forma di azionariato diffuso ed includendo vincoli di quote azionarie private nella misura non superiore al 5% e con divieto assoluto di patti sindacali finalizzati ad acquisire il controllo politico della società».La mozione impegna anche l'assemblea di Palazzo Vecchio «a stabilire annualmente un Consiglio comunale specifico sulla gestione del ciclo delle acque, sul livello di attuazione del piano industriale, sui criteri di determinazione delle tariffe al fine di riconsegnare all'istanza elettiva il potere di indirizzo e di controllo che le compete». (fn)Questo il testo della mozione:Tipologia MOZIONESoggetto Proponente Monica SgherriOGGETTO Sospendere il bando di gara per l'ingresso del socio privato al 40% nella società di gestione delle acquePREMESSOche a distanza di quasi un anno dall'entrata in vigore dell'art.35 della legge 448/2001, Legge finanziaria 2002, che impone la messa sul mercato dei servizi pubblici locali ela privatizzazioni di tutti gli attuale gestori degli stessi servizi, si registra a livello nazionale una pressocché generalizzata resistenza all'applicazione di tale norma da parte del sistema delle autonomie locali;che l'Anci, conformemente a quanto deliberato dal proprio consiglio nazionale il 6 aprile 2001, in sede di discussione parlamentare del provvedimento in questione, ne ha chiesto lo stralcio o una radicale modifica al fine di salvaguardare l'autonomia in materia da parte degli enti locali;Diverse Regioni, tra cui la Regione Toscana, hanno impugnato di fronte alla Corte Costituzionale detto articolo 35 per chiederne la dichiarazione di incostituzionalità, in quanto los tesso va a disciplinare impropriamente materie che il Titolo V° della Costituzione nona nnovera tra quelle di competenza legislativa statale; la commissione Europea ha recentemente avviato una "procedura di infrazione" nei confronti del nostro Paese, riferita alla norma in questione, fondando tale contestazione sulla tesi secondo la quale l'affidamento diretto della gestione dei servizi locali a delle Spa (la cui costituzione è imposta dalla stessa norma!) violerebbe la normativa comunitaria in materia di concorrenza, mentre tale normativa sarebbe ininfluente nel caso di affidamento ad aziende speciali di tipo consortile;Richiamata la Carta dell'acqua degli enti locali e dei cittadininella quale si assume l'acqua un bene vitale, patrimoniale e comune dell'umanità, di cui ribadiamo alcuni principi ispiratori, quali:l'utilizzo del bene acqua deve essere subordinato ai principi fondamentali della sostenibilità integrale: ambientale, economica, politica e istituzionale;che è necessario mantenere nella sfera pubblica la proprietà e la gestione dell'acqua ovvero il capitale ed i servizi ad essa collegata;"garantire la sicurezza dell'accesso all'acqua, nella quantità e qualità necessarie alla vita, a tutti i membri della comunità locale e in solidarietà con le atre comunità e con le generazioni future….""applicare un sistema tariffario giusto e solidale, fondato sul principio della sostenibilità: al principio secondo cui chi spreca paga e chi inquina paga va aggiunto il principio secondo cui lo spreco non può essere accettato: devono essere posti dei severi limiti ai consumi massimi tollerabili, oltrepassati i quali le sanzioni di "ridurre nei nostri territori i prelievi eccessivi e sconsiderati …"Ricordato che ad oggi in Italia degli 89 ATO previsti dalla legge Galli (L.36/94) solo 48 sono quelli insediati e di questi solo 9 hanno deliberato la concessione del servizio idrico integrato ad un gestore esterno e di questi 9 ATO ben 5 sono in Toscana.Che, se questi dati ci mostrano che la legge Galli ha trovato sostanziale difficoltà di attuazione per quanto riguarda la gestione del servizio idrico integrato va precisato che comunque non era rilevabile in alcuna sua parte l'obbligo alla privatizzazione; infatti, tra le forme possibili di gestione oltre alla società per azioni erano anche le aziende speciali, comunali e consortili.Constatato, in applicazione della legge Galli, che il costo del servizio è interamente a carico dell'utenza: costi di gestione, spese di funzionamento dell'AATO, opere di adeguamento della rete idrica, fognaria, della depurazione, e comprende altresì le quote di ammortamento e la remunerazione del capitale investito, gli interessi passivi, l'IVA ecc. , per cui non si riscontra la priorità di un soggetto privato esterno;Affermato che la politica delle acque, a partire dalle forme concrete di gestione poste in essere dai singoli ATO, devono essere invece occasione di avvicinamento reale tra un modello che guarda ai diritti universali e a criteri che non seguano le regole rigide e consuete dell'economia di mercato;che di conseguenza si tratta di governare la risorsa idrica accentuando il ruolo della mano pubblica in maniera da riuscire ad ancorare tale materia sempre più ai principi di risorsa primaria che essa contiene;Preso atto che è stato pubblicato l'avviso di gara per la selezione di un socio privato che entri in Publiacqua al 40%. Considerato che lo sviluppo di tale gara consegnerebbe per 25 anni la gestione del ciclo delle acque ad un unico socio privato, creando cosi un monopolio privato in sostituzione di un monopolio pubblico;INVITA IL SINDACOAd attivarsi nell'ambito della autorità di ambito al fine di sospendere il bando di gara per l'ingresso di un unico socio privato al 40% al fine di avviare un approfondimento circa la possibilità di sperimentare la fattibilità per la costituzione di una azienda pubblica al quale affidare direttamente la gestione del ciclo delle acque o, in subordine, la predisposizione di un bando che preveda l'ingresso di soci privati nella forma di azionariato diffuso ed includendo vincoli di quote azionarie private nella misura non superiore al 5% e con divieto assoluto di patti sindacali finalizzati ad acquisire il controllo politico della società.Ad inserire altresì un vincolo delle delibere dei Consigli di amministrazioni a preventive delibere dei consigli comunali in merito alle scelte di indirizzo del piano industriale, di intervento sul territorio e di determinazione delle tariffe;IMPEGNA IL CONSIGLIO COMUNALEA stabilire annualmente un Consiglio Comunale specifico sulla gestione del ciclo delle acque, sul livello di attuazione del piano industriale, sui criteri di determinazione delle tariffe al fine di riconsegnare all'istanza elettiva il potere di indirizzo e di controllo che le compete.