Pubblicato il bando per la selezione del socio privato di Publiacqua. L'assessore Coggiola: "Anche i soci privati devono rispettare i principi di sviluppo sostenibile"

E' stato pubblicato ed è disponibile anche sulla rete civica del Comune di Firenze (www.comune.fi.it) il bando per la selezione di un socio privato di minoranza per la Publiacqua, la società che gestisce il ciclo integrato delle acque dell'Ato 3 (oltre cinquanta comuni dell'area metropolitana di Firenze, Prato e Pistoia per un totale di un milione e 200mila abitanti). Il bando è stato presentato questa mattina dagli assessori ai lavori pubblici Paolo Coggiola e alle aziende partecipate Simone Tani, dai sindaci di Lastra a Signa Carlo Moscardini, di Montemurlo Ivano Menchetti e di Pontassieve Mauro Perini membri del collegio di vigilanza sull'accordo di programma siglato dai comuni per la costituzione della spa mista pubblico-privata per la gestione del ciclo integrale dell'acqua. Presenti anche il presidente della Publiacqua Amos Cecchi e il vice presidente Armando Risaliti. Si tratta di una gara articolata in più fasi: il bando appena pubblicato è l'avvio della procedura di preselezione dei potenziali partner. I privati interessati all'acquisizione del 40% del capitale sociale hanno tempo fino al 19 novembre per inviare le manifestazioni di interesse. Le proposte verranno poi valutate dalla commissione di gara che entro il 28 novembre individuerà i soggetti ammessi alla fase di presentazione dell'offerta. A questi verrà inviata una lettera di invito con la disciplina dettagliata delle modalità di presentazione dell'offerta che sarà comunque articolata in una offerta tecnica e una economica. L'aggiudicazione avverrà sulla base dell'offerta economicamente più vantaggiosa. "Questo bando è praticamente uguale a quello pubblicato per la ricerca di un socio privato per Acque spa, la società gemella di Publiacqua nell'Ato 2 – spiega l'assessore Coggiola –. Una scelta non casuale e che risponde all'obiettivo di arrivare in tempi brevi all'unificazione delle due società e alla creazione di un soggetto industriale di dimensione rilevanti".Insieme al bando è stato presentato il quadro strategico di sviluppo della società con i punti fermi e gli obiettivi dei comuni. "Chi partecipa alla gara – aggiunge l'assessore Coggiola – deve tener conto di alcuni principi fondamentali per le amministrazioni locali in un settore vitale come quello della gestione dell'acqua". Per esempio la preferenza per un soggetto misto (industriale e finanziario) nella forma di raggruppamento di imprese capace di coinvolgere espressioni dell'economia e della società toscana. In questa ottica viene ipotizzato, sempre nel rispetto della maggioranza pubblica, anche un aumento di capitale destinato in via prioritaria all'azionariato diffuso. E ancora il servizio dovrà continuare a rispondere al principio di universalità in materia di disponibilità e accesso da parte di tutti i cittadini alle stesse condizioni. "L'acqua è un bene indispensabile e vitale – aggiunge l'assessore Coggiola – e per questo non può essere gestita come una qualsiasi merce. Devono rimanere fermi i principi di solidarietà, di equa distribuzione, di sviluppo sostenibile, di riduzione degli sprechi e di attenzione all'ambiente". La proposta di devolvere parti dell'utile (è allo studio l'ipotesi di un centesimo per ogni metro cubo) per sostenere progetti di cooperazione internazionale risponde a questo obiettivo. "I soci privati devono aver chiaro che questi principi sono fondamentali – precisa l'assessore Coggiola – e per questo saranno ribaditi nei patti parasociali e nel futuro statuto della società mista".L'assessore Coggiola interviene anche sulla polemica sulla presunta segretezza del bando di gara. "Il bando è pubblico e con esso tutti i documenti e le schede della società. Non c'è nessuna secretazione della procedura di gara ma soltanto la specificazione che i lavori della commissione di gara per la valutazione delle domande di ammissioni sono a porte chiuse e che il diritto di accesso agli atti è differito al momento in cui la valutazione è stata fatta. Si tratta – conclude l'assessore Coggiola – della normale procedura in questi casi e un elemento di garanzia per tutti". Il presidente della Publiacqua Cecchi ricorda il piano di investimenti previsti dalla società nei prossimi 20 anni (periodo della concessione del servizio) per un totale di 750 milioni di euro: "Nei prossimi tre anni verrà concluso il depuratore di San Colombano. Ma è prevista anche la realizzazione dell'acquedotto della Val di Bisenzio, l'autostrada delle acque, il collegamento tra l'impianto di acqua di riuso presso il depuratore e l'acquedotto industriale di Prato, l'emissario in riva sinistra d'Arno, il serbatoio di Castello e altri interventi fondamentali per migliorare l'efficienza del sistema". (mf)