Publiacqua, Sgherri (Rifondazione): «Sospendere la gara di affidamento per l'ingresso di un socio privato. L'acqua non è una merce»
«La gara per l'ingresso di un socio privato in Publiacqua va sospesa». La richiesta è contenuta in un ordine del giorno presentato dalla capogruppo di Rifondazione Comunista Monica Sgherri.«Nei mesi scorsi - ha rilevato la Sgherri - Publiacqua aveva già annunciato un rincaro di circa del 14% delle bollette e l'ingresso di un socio privato che, gioco forza, mira a fare i propri interessi, contraddice uno degli obiettivi primari che è quello di ridurre gli spechi di acqua e combattere gli eccessi di consumo. Perché, è evidente, che tutto il piano di investimenti, reggendosi solo sugli incassi delle bollette pagate dai cittadini non può permettersi una riduzione degli introiti. Paradossalmente, a fronte di un consumo più consapevole di acqua i cittadini sarebbero obbligati a pagare proprio l'acqua che non consumano».«Questa è la logica di impresa - ha aggiunto la capogruppo di Rifondazione - e pensare di "tenere a bada" gli interessi del socio privato preparando un bando per la privatizzazione del 40% dell'azienda, è una pia illusione: il capitale accetta vincoli solo se ottiene profitti adeguati, in caso contrario va da un'altra parte.Noi pensiamo si debba partire, dall'adesione alla "Carta dell'acqua" degli enti locali e dei cittadini dove gli amministratori si impegnano a "mantenere nella sfera pubblica la proprietà e la gestione dell'acqua ovvero il capitale ed i servizi ad essa collegati".E d'altronde, lo ricordo, le nostre stesse perplessità sull'entrata del privato le hanno avanzate in questi giorni anche una decina di sindaci dell'ATO 3.I tempi sono cambiati: un'accelerazione a livello nazionale verso una liberalizzazione selvaggia dei servizi pubblici ha messo molti amministratori in allarme, molte certezze cominciano a venir meno sull'effettiva capacità di controllo del socio privato, mentre sempre più diffusa è la certezza di porre alcune priorità come quella di garantire il ruolo e la proprietà pubblica di alcuni beni fondamentali, come quello dell'acqua. Dunque se riconosciamo l'acqua bene fondamentale primario, è inaccettabile il solo correre il rischio di ridurla a pura merce: non possiamo correre il rischio di dipendere da un socio privato per 25 anni che gestisca l'acqua come una semplice merce». (fn)