Social Forum, Barbaro (DS): «C'è qualche esponente della destra interessato a discutere dei temi al centro del raduno anziché di ordine pubblico?»

«E' impressionante l'ossessione che l'evento del Forum Sociale Europeo di Firenze determina sugli esponenti della destra: tutti a discettare di ordine pubblico, una sparuta minoranza quelli disponibili a discutere dei temi al centro dei tanti dibattiti e workshop previsti». Lo ha detto il consigliere dei DS Antongiulio Barbaro.«Tutti questi solerti "allievi" di Silvio Berlusconi - ha aggiunto Barbaro - pare abbiano ben imparato la lezione del "cavaliere-piazzista": ripetere infinite volte un'affermazione, magari palesemente falsa come "meno tasse per tutti" insieme a "pensioni più dignitose", con l'intento di creare il convincimento tra i cittadini che tale affermazione sia graniticamente vera. Questa la tecnica, tipica degli spot pubblicitari, usata anche per il Forum Sociale Europeo: da mesi si paventano disordini e violenze, ma, ad oggi, non vi sono né prove né indizi seri al riguardo, come dimostra il fatto che lo stesso governo non ha ravveduto la necessità di sospendere gli effetti del trattato di Schengen, e che la prefettura, in un clima sostanzialmente collaborativo con gli organizzatori e le istituzioni locali, sta predisponendo i normali e doverosi servizi di controllo e prevenzione che si adottano quando si raggruppano tante persone».«Il risultato - ha proseguito il consigliere diessino - è che si sta oscurando la vera essenza di questo evento: un grande incontro continentale di discussione a tutto campo sui temi della globalizzazione, di come renderla più equa, più democratica, più rispettosa delle identità locali e delle limitate risorse ambientali del pianeta. Eppure ce ne sarebbe di materia per un dibattito politico. Invece praticamente nessuno a destra, men che meno gli esponenti politici locali, gelosi custodi delle molteplici rendite di posizione che vivono in città, sembra aver voglia di misurarsi con temi cruciali che toccano tutti noi, abitanti di questa Terra. E' solo un problema di insipienza politica e di provincialismo culturale o c'è dell'altro?».«Rimango fiducioso - ha concluso Barbaro - che i fiorentini sappiano invece rinnovare con orgoglio la tradizione che fa di Firenze città dell'accoglienza, e sappiano riconoscere e rigettare la demagogia e l'allarmismo opportunista di chi vuole impedire che il dibattito sia pubblico e sia capace di imprimere una svolta culturale e politica; creare il clima favorevole per qualche eventuale frangia desiderosa di compiere isolati e condannabili atti violenti e, magari, per una cieca e larga repressione conseguente; scoraggiare la libera e curiosa partecipazione della città ad un evento di plurale e pacifico confronto che si annuncia come tra i più importanti degli ultimi anni». (fn)