Social Forum, il sindaco replica a Franco Zeffirelli

Oggi "Il corriere della sera" ha pubblicato un intervento di Franco Zeffirelli in merito al prossimo Forum Sociale europeo che si terrà a Firenze dal 6 al 10 novembre prossimi. Il sindaco Leonardo Domenici ha inviato al direttore del "Corriere" la sua risposta a Zeffirelli. Eccola."Caro direttore,leggo sul "Corriere" di ieri, lunedì 21 ottobre, una lettera di Franco Zeffirelli intitolata: "Salvate Firenze dai no global – Mandateli tutti a Viareggio". Mi sono chiesto se valeva la pena replicare (visto che Zeffirelli mi chiama direttamente in causa) e alla fine ho ritenuto opportuno farlo, poiché attorno a questa vicenda del Social Forum Europeo sta prendendo corpo una operazione politica di ampio respiro che tende a coinvolgere lo stesso governo italiano. Vediamo intanto di riportare le questioni a un livello accettabile di realtà. I fatti: gli organizzatori del Forum Sociale chiesero, nell'aprile scorso, di poter tenere il loro incontro europeo a Firenze e le istituzioni locali si dissero disponibili a ospitarlo, così come già avevano fatto altre città italiane (Napoli e Venezia, per esempio). Non sono un "no global" e spesso non condivido le posizioni che questo "movimento di movimenti" esprime, ma vedo anche che in esso sono presenti temi importanti e coesistono orientamenti differenziati, uniti dalla volontà comune di esprimere un punto di vista critico sulla globalizzazione: confrontarsi con questa realtà, senza accodarsi ad essa, penso sia il comportamento più giusto da tenere. Se questo movimento richiede di essere ospitato per discutere e manifestare, mi è difficile capire perché si dovrebbe opporre un "no". In particolare, se questa città si chiama Firenze e appartiene, come giustamente dice Zeffirelli, "alla cultura e alla civiltà del mondo". Finché io sarò sindaco, Firenze non sarà una città chiusa. Significa, allora, che questo raduno sia privo di rischi? Sarebbe bello sapere che cosa oggi, nelle nostre città, è privo di rischi: trovo perfino un po' macabro che Zeffirelli porti New York come esempio di metropoli sicura. Nel caso del Forum Sociale Europeo il rischio maggiore è rappresentato da gruppi che non si riconoscono nel comitato organizzatore e possono venire a Firenze con l'obiettivo di contestare l'avvenimento. Mi pare di aver capito che questa è la preoccupazione degli stessi vertici della sicurezza nazionale e del Viminale. Se il problema è questo, allora bisogna fare esattamente il contrario di quello che suggerisce Zeffirelli: non criminalizzare indistintamente questo movimento, ma chiamare a una forte responsabilizzazione i partecipanti e gli organizzatori dell'evento, intenzionati a venire a Firenze non per metterla "a ferro e fuoco", bensì per discutere. Aggiungo una informazione. A Firenze non si è tenuto nessun referendum in base al quale risulti che "i tre quarti dei fiorentini hanno espresso un parere contrario": l'unica consultazione in atto è promossa da Confcommercio fra i propri iscritti allo scopo di conoscerne l'opinione. Gli esiti saranno resi noti in questi giorni.La proposta di spostare altrove il Social Forum non mi sembra né ragionevole né sensata, poiché creerebbe molti più problemi di quanti si presume potrebbe risolverne. Così come certamente non aiuta l'esasperazione della polemica attorno a questo evento: se davvero si ama Firenze, lo si dovrebbe capire. Mi sembra che lo abbia ben compreso anche il ministero dell'Interno, con il quale abbiamo avuto finora una proficua collaborazione che credo continuerà. Mi auguro che il governo italiano svolga il suo ruolo senza farsi coinvolgere nella polemica politica. Anche questo non aiuterebbe". (ag)