I Ds raccolgono firme per un servizio sanitario pubblico ed efficiente

Una raccolta di firme per «impedire che il servizio sanitario nazionale sia smantellato» sarà lanciata dai gruppi comunale e provinciale dei Ds.L'iniziativa sarà presentata al convegno "La salute di tutti e per tutti. Firenze per un servizio sanitario pubblico efficiente e universalistico" che si terrà domani alla sala Onice del Palacongressi.«Un caposaldo della riforma Bindi - hanno spiegato il vicecapogruppo dei Ds Sandro Domenichetti e la Presidente della commissione sanità Susanna Agostini - verrà meno con la controriforma del centrodestra: l'esclusività del rapporto di lavoro per i medici del servizio sanitario nazionale, cosicché i medici che lavorano nelle strutture pubbliche potranno visitare i pazienti, senza alcun vincolo e senza regole, anche nello studio o nella clinica privata, conservando stipendio e prerogative uguali ai medici che lavoreranno esclusivamente per il servizio pubblico, laddove sarebbe stato invece più opportuno concordare con le Regioni ed i sindacati l'applicazione della esclusività di questo rapporto, migliorandola ove fossero state evidenti storture. Questo come emblema di una linea di progressivo abbandono di ogni responsabilità pubblica nei confronti della salute con l'evidente intenzione di perseguire la strada di dividere il paese tra cittadini che pagano i ticket per le medicine nelle regioni governate dal polo delle libertà e cittadini che non li pagano come in quelle governate dal centrosinistra».«Il risultato - hanno aggiunto - sarà quello di favorire le cliniche e i gruppi della sanità privata più o meno qualificati, nonché quello di rendere più debole il cittadino, abbandonato ad un sistema sanitario che, anziché produrre salute, miglioramento delle professionalità e ricerca della qualità, moltiplicherà le prestazioni ed i guadagni della case farmaceutiche e delle cliniche private».«I DS - hanno concluso Agostini e Domenichetti - si oppongono con forza alla proposta di controriforma del governo, continuando sulla strada di un servizio sanitario sempre equo, solidale ed efficiente, che cerca di produrre salute ed una medicina appropriata con al centro il paziente ed i suoi diritti. Intendendo con questo sostenere e proseguire su una linea etico-politica che permette di ridisegnare un servizio sanitario pubblico meno autoreferenziale, più partecipato e più vicino ai cittadini e sostenere la costruzione di un grande sistema di solidarietà pubblica nel quale tutti i protagonisti, dagli amministratori ai tecnici, sentano di partecipare ad un impresa che è, prima di tutto, al servizio dei cittadini e del benessere della comunità». (fn)