Crisi al quartiere 2, Verdi: «Quel che è successo non trova giustificazioni, per nessuno»
Questo il testo della dichiarazione del capogruppo dei Verdi Alessio Papini, del portavoce cittadino Sergio Paderi e del portavoce provinciale Paolo Della Giovanpaola:«L'epilogo della vicenda della crisi di governo del Consiglio del Quartiere 2, generata dal dimissionamento da parte di una parte della maggioranza del Presidente Aiazzi, è lezione perfetta di cosa non si deve fare se vogliamo ridare un senso all'esperienza ulivista.Questo vale per tutti coloro che hanno scelto la sconfitta e l'interesse particolare (di partito o addirittura individuale) a quello pubblico e generale. Perché lasciare un quartiere senza governo è innanzitutto un atto di irresponsabilità politica e civile e di scorrettezza nei confronti degli elettori.E' colpevole chi ha voluto sfiduciare (DS, PDCI) il Presidente Aiazzi, unico Presidente di Quartiere non di sinistra, che ha ricoperto il proprio ruolo con autonomia (forse troppa per qualcuno) e responsabilità.E' stato colpevole chi non ha fatto abbastanza (Margherita, SDI) per ricucire i rapporti tra le forze dell'Ulivo ma ha giocato sino all'ultimo sul terreno della contrattazione di poltrone e ruoli.E' colpevole chi ha creduto di interpretare sino all'ultimo ruoli da improbabile salvatore della patria (i Verdi) autoproponendosi come possibile Presidente e raccogliendo miseramente i voti della destra.I Verdi non si riconoscono nell'atteggiamento del proprio Consigliere Cappelletti , inutile e dannoso per la credibilità del Governo del Quartiere e ritengono concluso questo modo disinvolto di operare fuori dai, seppur difficili, rapporti politici che contraddistinguono la vita dell'Ulivo cittadino.Con la sua scelta il Consigliere Verde è passato dalla ragione al torto, fornendo alibi a chi ormai non li aveva più. Il riferimento è alla scelta del Partito di maggioranza relativo che ha scelto di sfiduciare un'esperienza di governo senza alcun preavviso e con lo strumento odioso della sfiducia personale. I DS sono coloro che hanno dato vita a questa tragicomica crisi e loro era la responsabilità di risolvere questa partita. E' stato scelto di far macerare le cose fino alla fine, agendo peraltro in maniera schizofrenica, aprendo le porte positivamente al rapporto con Rifondazione e sbarrando nel contempo il cammino ad un coinvolgimento dell'unico esponente dipietrista presente nelle assemblee elettive fiorentine.I Verdi hanno assunto fino ad ora a livello cittadino un comportamento dettato dalla responsabilità e dal rifiuto della rissa politica: lo hanno dimostrato rinunciando alla staffetta al quartiere 1 (che era nei patti elettorali) con la Presidente Diessina e lo hanno dimostrato in occasione dei rimpasti di Giunta dove non hanno mai chiesto nulla e anzi si sono assunti ulteriori responsabilità con la pesante e critica delega sul traffico e la mobilità (dopo l'abbandono di due assessori DS).E' chiaro che così non si può andare avanti: o l'Ulivo ritrova un suo modo di lavorare basato sulla reciproca fiducia e trasparenza nei comportamenti o è evidente che anche i Verdi saranno costretti a rivedere il proprio atteggiamento, sin qui responsabile e collaborativo, verso una dimensione più contrattuale.Per questo chiediamo l'immediata convocazione dell'Ulivo cittadino che deve diventare il luogo della decisione e della discussione e non il simulacro di qualcosa che non esiste.Chi non crede nell'Ulivo lo dica subito: sarà meglio per tutti.Da oggi i Verdi sono al lavoro per riscrivere il programma dell'Ulivo per il Quartiere 2: partiti, associazioni, girotondini, comitati sono invitati a partecipare.Da una cattiva esperienza può venire una cosa buona».(fn)