«No alla guerra contro l'Iraq», risoluzione di Sgherri (Rifondazione)

Una risoluzione contro la guerra all'Iraq è stata presentata dalla capogruppo di Rifondazione Comunista Monica Sgherri.Nel documento la Sgherri sottolinea anzitutto «le forti opposizioni e perplessità di organismi internazionali come l'ONU, di paesi come Cina, Russia, Germania, Francia e mondo arabo che ritengono necessario fare ogni sforzo politico e diplomatico per evitare un intervento armato che provocherebbe disastri enormi per la popolazione civile e pesanti conseguenze per gli equilibri mondiali» e «l'esplicita condanna all'uso della guerra pronunciata più volte in queste ultime settimane dalla chiesa cattolica».«Per la pace e contro la guerra - ha aggiunto la capogruppo di Rifondazione - deve svilupparsi ancor più in queste settimane, l'impegno prioritario delle istituzioni, delle forze sociali e politiche, della società civile per fermare la corsa alle armi e prevenire i conflitti, coerentemente con quanto sancito dall'articolo 11 della Costituzione. La lotta al regime dittatoriale di Saddam Hussein, agli integralismi ed ai terrorismi di ogni tipo deve esprimersi non con la guerra, i bombardamenti e l'embargo economico, che colpiscono soprattutto la popolazione civile ma, nel rispetto delle risoluzioni ONU, con il sostegno alla opposizione democratica dei popoli iracheno e curdo, con un vero embargo sul traffico delle armi, con lo strumento della cooperazione internazionale, con soluzioni positive al conflitto israelo-palestinese che si aggrava sempre più».La risoluzione chiede al governo italiano «di non seguire gli USA in questa nuova avventura militare e di rispettare l'articolo 11 della Costituzione, di attivare un'adeguata iniziativa diplomatica tesa a evitare un conflitto armato, di adoperarsi in tutte le sedi per porre fine all'embargo economico all'Iraq che, in dieci anni ha causato la morte di centinaia di migliaia di persone, ma non ha scalfito il potere di Saddam Hussein» ed «esprime contrarietà in questo contesto internazionale all'invio del contingente di alpini in Afghanistan». (fn)Questo il testo della risoluzione:Tipologia RisoluzioneSoggetto Proponente Monica SgherriOggetto Contro la guerra all'IraqIL CONSIGLIO COMUNALE DI FIRENZEDi fronte al pericolo di una nuova guerra in Iraq, mentre ancora non sono cessati gli echi del conflitto in Afghanistan;Considerate le forti opposizioni e perplessità di organismi internazionali come l'ONU, di Paesi come Cina, Russia, Germania, Francia e mondo arabo che ritengono necessario fare ogni sforzo politico e diplomatico per evitare un intervento armato che provocherebbe disastri enormi per la popolazione civile e pesanti conseguenze per gli equilibri mondiali;Considerata l'esplicita condanna all'uso della guerra pronunciata più volte in queste ultime settimane dalla Chiesa Cattolica;Consapevoli che per la pace e contro la guerra deve svilupparsi ancor più in queste settimane, l'impegno prioritario delle istituzioni, delle forze sociali e politiche, della società civile per fermare la corsa alle armi e prevenire i conflitti, coerentemente con quanto sancito dall'art. 11 della Costituzione;RITIENE NECESSARIO FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE DI CONDANNA CONTRO OGNI GUERRA, E, IN PARTICOLARE OGGI, CONTRO UN POSSIBILE ATTACCO MILITARE ALL'IRAQ, MINACCIATO DAGLI USA E DA ALCUNI ALLEATI PIU' FEDELI,in applicazione di una inaccettabile teoria della "guerra preventiva" nella convinzione che:o La guerra non porta alla pace, ma apre le porte a nuove guerre ed a nuovi conflitti,anche se fosse indetta o autorizzata dall'ONU;o La guerra non elimina il terrorismo, ma lo alimenta, perché rappresenta la fine della ragione e della giustizia, come purtroppo confermato dalla tragica esperienza afgana;o Questa nuova volontà di guerra è motivata in primo luogo da esigenze di controllo strategico dell'area;o La lotta al regime dittatoriale di Saddam Hussein, agli integralismi ed ai terrorismi di ogni tipo deve esprimersi non con la guerra, i bombardamenti e l'embargo economico, che colpiscono soprattutto la popolazione civile, ma –nel rispetto delle risoluzioni ONU – con il sostegno alla opposizione democratica dei popoli iracheno e curdo, con un vero embargo sul traffico delle armi,con lo strumento della cooperazione internazionale, con soluzioni positive al conflitto israelo-palestinese che si aggrava sempre più;RIVOLGE UN APPELLO ALLE NAZIONI UNITE affinché svolgano concretamente in questa vicenda il loro ruolo di controllo, di intervento diplomatico per prevenire e risolvere i conflitti internazionali nel rispetto della propria Carta costitutiva e in piena autonomia dagli interessi delle grandi potenze e in particolare degli USA;ESPRIME SOLIDARIETA' AI POPOLI IRACHENO E CURDO, oppressi da anni di sacrifici, repressioni, guerre, embargo economico e mancanza di democrazia;CHIEDE AL GOVERNO ITALIANO di non seguire gli USA in questa nuova avventura militare e di rispettare l'art. 11 della Costituzione, di attivare un'adeguata iniziativa diplomatica tesa a evitare un conflitto armato, di adoperarsi in tutte le sedi per porre fine all'embargo economico all'Iraq che, in dieci anni ha causato la morte di centinaia di migliaia di persone, ma non ha scalfito il potere di Saddam Hussein.Esprime contrarietà in questo contesto internazionale all'invio del contingente di alpini in Afghanistan.