Finanziaria 2003, il Consiglio comunale chiede la «mobilitazione contro le misure che strangolano i bilanci degli enti locali»
Un ordine del giorno nel quale si esprime «sostegno alle posizioni dell'ANCI e della Lega della Autonomie in merito alla finanza locale, anche alla luce del disegno di Legge Finanziaria 2003 annunciato dal Governo» è stato approvato dal Consiglio comunale. Il documento era stato presentato dai capigruppo della maggioranza di centrosinistra.«La mancata soluzione dei problemi che affliggono i bilanci degli enti locali - sottolinea il documento - e, anzi, il loro aggravamento per effetto della mancata attuazione dell'articolo 119 della Costituzione e delle nuove norme annunciate dal Governo, rischiano di impedire la chiusura dei bilanci comunali per il 2003, ovvero il taglio di essenziali servizi sociali ed educativi».L'ordine del giorno impegna a «mobilitarsi nelle forme che le circostanze consentiranno, ed in adesione alle iniziative unitarie promosse dall'ANCI e dalla Lega delle Autonomie, affinché il ruolo crescente assunto dai Comuni nella garanzia dei servizi e nella guida dello sviluppo del territorio siano compresi dall'opinione pubblica e dalla forze politiche, e inducano il Governo ed il Parlamento a recedere dall'approvare misure che rischiano di strangolare ogni possibilità di manovra degli enti locali». (fn)Questo il testo dell'ordine del giorno:ORDINE DEL GIORNO"Per esprimere sostegno alle posizioni dell'ANCI e della Lega della Autonomie in merito alla finanza locale, anche alla luce del disegno di Legge Finanziaria 2003 annunciato dal Governo"IL CONSIGLIO COMUNALEVISTA la Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n° 3 "Modifiche al Titolo V della Parte seconda della Costituzione", con la quale assumendo il principio di sussidiarietà sono stati ridisegnati in senso federale ambiti di competenza e poteri dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni;RILEVATO in particolare come con la Legge n° 3/2001 sia stato radicalmente modificato l'art. 119 della Costituzione, stabilendo l'autonomia finanziaria di entrata e spesa anche per i Comuni e le Città metropolitane, la disposizione a loro favore della compartecipazione al gettito dei tributi erariali riferibile al loro territorio, l'istituzione di un fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante, tutte risorse con le quali i Comuni e le Città metropolitane debbono essere messe in condizione di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite;RICORDATE le proprie Risoluzioni n. 718/2001 "Per modificare la proposta di legge finanziaria 2002, anche alla luce della riforma federalista del Titolo V della Costituzione" e n. 80/2002 "Perché la Regione Toscana promuova il procedimento per conflitto di attribuzione relativamente alle norme sul patto di stabilità interno previste dalla Legge 28 dicembre 2001, n° 448", nonché il proprio Ordine del Giorno n. 218/2002 "Per sollecitare il Governo affinché adotti il decreto di copertura integrale dei maggiori oneri per i Comuni derivanti dalle esenzioni del Canone per l'installazione degli impianti pubblicitari";RICORDATO che la Legge Finanziaria 2002 ha già introdotto nuove e pesanti norme relative al Patto di stabilità interno, in particolare per quanto riguarda il limite all'incremento degli impegni di spesa per l'anno 2002 rispetto al 2000, nonchéla riduzione dei trasferimenti erariali negli anni 2002, 2003 e 2004, senza peraltro dare concreta attuazione ai principi di federalismo fiscale stabiliti dal Titolo V della Costituzione;RICORDATO che l'intesa istituzionale Stato-Regioni-Autonomie locali del 30 maggio 2002 aveva stabilito la creazione di un Tavolo comune di lavoro per affrontare e mettere a fuoco le misure volte a dare concretezza all'art. 119 della Costituzione, intesa che è andata delusa sia nella fase di predisposizione del DPEF 2003 che dell'imminente disegno di Legge Finanziaria 2003;CONDIVISI i documenti presentati dall'ANCI e dalla Lega della Autonomie nel luglio 2002 in merito al DPEF 2003, con i quali si propone la revisione del Patto di stabilità interno finalizzata a rimuovere i vincoli sugli incrementi di spesa e ad eliminare i trasferimenti erariali in luogo di una piena attuazione del principio della compartecipazione al gettito IRPEF, e si rivendica la soluzione di annosi e più recenti problemi quali la neutralizzazione dell'IVA sui contratti di servizio, la restituzione del minor gettito derivante dalla modifica al canone sulle insegne pubblicitarie, la restituzione del minor gettito derivante dai tagli operati in passato (taglio Dini);APPRESI gli orientamenti del Governo in materia di finanza locale e di Patto di stabilità interno che dovrebbero trovare corrispondenza nel disegno di Legge Finanziaria 2003, di imminente adozione (taglio del 2% ai trasferimenti erariali e ad altri fondi già previsti nella Legge Finanziaria 2002, congelamento delle addizionali IRPEF, blocco delle assunzioni di personale, blocco negli acquisti di beni e servizi);VISTA la nota congiunta inviata il 26 settembre scorso al Presidente del Consiglio dei Ministri dal Presidente della Conferenza delle Regioni, dal Presidente dell'Associazione Nazionale dei Comuni, dal Presidente dell'Unione delle Province e dal Presidente dell'Unione delle Comunità Montane, nella quale si chiede un'immediata convocazione per avviare ''un confronto vero, franco e leale'' sulla Legge Finanziaria 2003; e, richiamando l'intesa istituzionale del 30 maggio 2002, si sollevano critiche ad "un impianto normativo proposto dal Ministro Tremonti, che non solo non rispetta i contenuti dell'intesa, ma addirittura si pone in aperto contrasto con essa e con i principi costituzionali, ingessando nei fatti i bilanci degli enti territoriali";ESPRIME VIVA PREOCCUPAZIONEper le misure annunciate dal Governo in merito alla finanza locale e al Patto di stabilità interno, che dovrebbero essere contenute nella Legge Finanziaria 2003;CONDIVIDE IL GIUDIZIO ESPRESSO DALL'ANCI E DALLA LEGA DELLE AUTONOMIEsecondo il quale la mancata soluzione dei problemi che affliggono i bilanci degli Enti Locali e, anzi, il loro aggravamento per effetto della mancata attuazione dell'art. 119 della Costituzione e delle nuove norme annunciate dal Governo, rischiano di impedire la chiusura dei bilanci comunali per il 2003, ovvero il taglio di essenziali servizi sociali ed educativi;SI IMPEGNA A MOBILITARSInelle forme che le circostanze consentiranno, ed in adesione alle iniziative unitarie promosse dall'ANCI e dalla Lega delle Autonomie, affinché il ruolo crescente assunto dai Comuni nella garanzia dei servizi e nella guida dello sviluppo del territorio siano compresi dall'opinione pubblica e dalla forze politiche, e inducano il Governo ed il Parlamento a recedere dall'approvare misure che rischiano di strangolare ogni possibilità di manovra degli Enti locali;AUSPICAche gli atti del Governo Regionale e del Consiglio Regionale, in attuazione dell'art. 117 della Costituzione, siano capaci di dare risposta alle esigenze di sopravvivenza delle capacità finanziarie del nostro come degli altri Comuni della Toscana;IMPEGNA IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALEa trasmettere il presente Ordine del Giorno al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti dei due rami del Parlamento, al Presidente dell'ANCI e al Presidente della Lega delle Autonomie, ai parlamentari di tutte le forze politiche eletti in Toscana, al Presidente della Regione Toscana e al Presidente del Consiglio regionale della Toscana.