Teatro comunale, lettera aperta di Cigliana (FI), Sarra (AN), Tondi (UDC), Toccafondi (ApF) e Grazzini
Questo il testo della lettera aperta:«LETTERA APERTAal Maestro Zubin Mehtaal Sindaco Leonardo Domenicialle Organizzazioni Sindacalial Personale del Teatro del Maggio Musicaledi FirenzeNella lingua greca antica la parola "krìsis" significa "scelta", "decisione" fra tesi diverse o opposte. Quindi a buon diritto e con molta serenità si può parlare di "crisi" nel Consiglio di Amministrazione del Teatro Comunale: una crisi destinata ad aprire la strada a nuove scelte e nuove decisioni a favore di un ulteriore potenziamento del Teatro.Come ci insegnano gli antichi sapienti - anche in questo caso Greci - la crisi presuppone quasi necessariamente un cambiamento, essendo l'esito di un'analisi, di un approfondimento, di una ricerca; in tal senso ogni cambiamento presuppone anche un trauma, dal momento che ciò che è vecchio e consolidato dall' uso, essendo divenuto norma, non accetta l' alterità. La crisi, dunque, è il segno della trasformazione.Per questo sbaglia - e il suo errore diviene colpevolezza - chi vuole manipolare il significato di una crisi diffondendo sospetti, lanciando accuse, esercitando violenza sul pensiero dell' altro. E la colpevolezza è ancora più grave se, a causa di false interpretazioni, viene ritardato lo sviluppo del dibattito e si impedisce l'individuazione delle nuove scelte fino alla definitiva risoluzione. E' naturale che il vecchio cerchi di garantire se stesso, ma non è naturale che cerchi di sopprimere il nuovo.Appare dunque legittima la posizione di quei Consiglieri del nuovo C.d.A. del Teatro che hanno chiesto - con una procedura corretta ma assolutamente inattesa - approfondimenti sulle metodologie fino ad allora seguite, nuovi criteri per l' assegnazione delle deleghe oltre che precise definizioni di programmi in funzione del bilancio e del futuro sviluppo del Teatro: tutto, prima ancora di procedere alla designazione del Sovrintendente.Ed è corretto che la mancanza di risposte chiare e trasparenti da parte degli altri Consiglieri abbia di fatto aperto la crisi nel nuovo C.d.A.. Hanno gridato allo scandalo tutti coloro che rappresentano il vecchio, i vecchi privilegi, le posizioni consolidate, i centri di potere dentro e fuori il Teatro. Causa dello scandalo, i nuovi Consiglieri di nomina del Governo: dunque, la crisi si è aperta perché il vecchio, rappresentato dai gruppi dirigenti del centrosinistra, non ha accolto le richieste di trasparenza degli atti e di nuova programmazione avanzate dal nuovo, ovvero dai Consiglieri del centrodestra.Il Presidente del C.d.A., il Sindaco Domenici, esprimendo il suo livore contro il Governo di centrodestra, ha realmente collocato a sinistra i vecchi Consiglieri, attribuendo loro una bandiera di partito e di coalizione: e finalmente ha gettato la maschera, sua come degli altri. E ha anche fatto uscire finalmente allo scoperto il Sindacato più forte, la CGIL.La situazione acquisterebbe i caratteri del grottesco - come converrebbe ad un teatro di maschere - se qui non fosse in gioco il destino del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino: il quale, per sua natura, non dovrebbe presupporre lottizzazioni di parte ad opera di uomini di parte. Il Teatro è di tutti i cittadini, non è dei DS né dei suoi alleati né dei suoi vassalli.I nuovi Consiglieri hanno posto il quesito di come sia possibile per loro entrare a far parte di un' Azienda che non rivela sicurezza tecnica e finanziaria né una certa programmazione futura, dal momento che sono sempre più diffuse le voci di una scarsa copertura finanziaria e di ampi deficit, di una gestione del personale lottizzata e discriminante, di una insistita carenza di pubblico.Una sola certezza: il Teatro del Maggio esprime grandi professionalità che lo fanno apprezzare in tutto il mondo: dall' orchestra al coro al corpo di ballo alle maestranze tutte. Quindi i quesiti sollevati non mirano a mettere in difficoltà il Teatro, anzi mirano a potenziarlo, a qualificarlo attraverso nuovi strumenti e nuovi criteri più trasparenti, più manageriali. Solo così sarà possibile superare asfittici bilanci e introdurre nuovi sponsor, che permettano di affrontare e superare eventuali difficoltà connesse ai minori finanziamenti del FUS: in una nuova visione, tutto il personale troverebbe condizioni di maggiore tranquillità, non solo per il proprio posto di lavoro ma anche per la qualità stessa del proprio lavoro.E' escluso quindi che questa crisi significhi un attacco al Sovrintendente: è confermato invece che questa crisi esprime profonde critiche ai modi di gestione di certi Consiglieri e di certi tecnici.Il Presidente Sindaco Domenici ha dimenticato anche un particolare non irrilevante: il Teatro del Maggio - per condurre le celebrazioni della sua fondazione - ha bisogno di un forte intervento finanziario del Governo: quindi nessuno può pensare che dei Consiglieri di centrodestra operino contro il Teatro e contro il C.d.A. nel momento stesso in cui dovranno accollarsi l' onere, assieme al Presidente Sindaco e al Sovrintendente, di sollecitare l' attenzione del Governo a favore del Teatro e quindi a favore della città che questo Teatro rappresenta.Ecco perché è indispensabile che il C.d.A. oggi non sbagli: e oggi ci sono le condizioni perché questo avvenga.I Capigruppo dei Gruppi Consiliari:Forza Italia Rodolfo CiglianaAlleanza Nazionale Riccardo SarraUDC Federico TondiAzione per Firenze Gabriele ToccafondiIl Vice Presidente della Commissione Cultura Graziano GrazziniFirenze, 30 settembre 2002»