A Palazzo Vecchio un convegno sull'accoglienza dei minori in difficoltà

"Ci vuole tutta una città per far crescere un bambino" è il titolo del convegno promosso dall'assessorato all'istruzione ed alle politiche socio-educative per l'infanzia e dal CNCA, il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, per discutere delle Reti di famiglie accoglienti che, sempre più, devono diventare protagoniste, al centro del nuovo Welfare, soprattutto in vista della chiusura degli Istituti, delle strutture residenziali, prevista entro il 2006."La scelta – ha commentato l'assessore Daniela Lastri – è di promuovere continui incontri fra Ente locale ed associazionismo come il CNCA, confrontandoci su progetti che integrino il pubblico ed il privato per creare quella rete che rappresenta un sistema di sostegno e di solidarietà per i bambini e le loro famiglie. A Firenze, lo sviluppo dei servizi dell'Ente locale, permette che queste ed altre esperienze possano essere un punto di riferimento per garantire una migliore offerta ai bisogni dei minori e delle famiglie. Si tratta di un arricchimento dell'offerta di servizi".Secondo il vicepresidente del CNCA Lucio Babolin, "la finalità del convegno è di illustrare una serie di esperienze nate in Italia come le associazioni di famiglie che hanno mostrato di essere ben disposte verso l'affidamento; sono forme di accoglienza aperta. Entro il 2006 dovranno essere accolti 20.000 bambini e la speranza è di assicurare ad ognuno di loro una famiglia. Il progetto è di far assumere a queste strutture una valenza giuridica, così da farle sedere al tavolo della concertazione insieme alle Istituzioni." Sono 400-500 in tutta Italia le famiglie affiliate alla CNCA che si impegnano nell'accoglienza dei minori; in Toscana l'esperienza sta nascendo, al Sud Italia ci sono difficoltà per far sviluppare tali strutture.Nell'ambito del Convegno, l'assessore Daniela Lastri è intervenuta anche sui temi della legge Finanziaria del Governo dicendosi contraria alla proposta: "se dovesse andare avanti così, senza nessuna correzione da parte del Parlamento, l'impoverimento degli Enti locali comporterebbe che i sacrifici proposti dal Presidente del Consiglio dei Ministri, sarebbero solo a carico dei bambini, delle famiglie e di tutti quei soggetti deboli che non hanno bisogno di tagli alla spesa sociale ma necessitano di continue attenzioni e di risorse disponibili per offrire tutte quelle opportunità di intervento contro il disagio e per la promozione del benessere sociale". (uc)PALAZZO VECCHIO, 28 Settembre 2002