Tutela salute mentale, mozione approvata all'unanimità dal Consiglio comunale

Una mozione per la tutela della salute mentale è stata approvata all'unanimità dal Consiglio comunale. Il documento, presentato dal consigliere dei DS Sandro Domenichetti, chiede anche un «reale sostegno alle famiglie dei malati psichiatrici».«Oggi più di sempre - hanno rilevato Domenichetti e la Presidente della commissione sanità Susanna Agostini - è importante attivarci per salvaguardare la salute pubblica attraverso il sistema sanitario nazionale. Le gravi affermazioni, fatte da autorevoli esponenti del governo, palesano un feroce attacco alla convivenza civile. Affermazioni gravi, ben comprese da coloro che oggi stanno vivendo le angosce quotidiane. Angosce che dipendono dalla sofferenza di persone vicine con problemi di salute mentale. Si prevedono tagli dei fondi statali proprio all'assistenza ai tossicodipendenti, ai pazienti psichiatrici. Si fanno drammatiche speculazioni attraverso i mass media dei reati commessi da minori, eventi da inserire in una rete di comprensione, protezione e cura».«Con la legge 180 - hanno proseguito Agostini e Domenichetti - l'Italia ha dimostrato di comprendere il valore della tutela sia sul piano tecnico che socioculturale e per questo vogliamo proseguire una battaglia politica che favorisca progetti di prevenzione mentale, maggiore sostegno alle famiglie, strutture per gli adolescenti in crisi e maggiori fondi per i servizi psichiatrici». (fn)Questo il testo della mozione:MOZIONEOGGETTO: Per la tutela della salute mentale e per un reale sostegno alle famiglieIl Consiglio ComunaleCONSIDERATO CHE il governo sta attaccando parti importanti della convivenza civile. L'assistenza ai tossicodipendenti, ai pazienti psichiatrici, i reati commessi da minori, fenomeni da occultare, da trattare come elementi di ordine pubblico e non come eventi da inserire in una rete di comprensione, protezione e cura.La legge 180 ha un valore sul piano tecnico e socioculturale che colloca il nostro paese come punto di riferimento per l'assistenza psichiatrica nella comunità internazionale.La legge 180 è una legge quadro che fissa alcuni principi generali, di cui i più significativi sono:Il superamento degli O.P., in quanto fattore di violenza istituzionale, isolamento affettivo e sociale e causa di disabilità croniche;L'integrazione dell'assistenza psichiatrica nell'ambito della medicina e, quindi, del SSN. Ciò ha prodotto un miglioramento complessivo degli interventi rivolti alla salute mentale della popolazione e soprattutto ha definito la sofferenza psichica come malattia e quindi esperienza profondamente umana che sta dentro un normale percorso di vita;Un orientamento comunitario dell'assistenza psichiatrica che tra l'altro, ha permesso all'opinione pubblica di maturare un atteggiamento verso le patologie mentali di maggiore comprensione, tolleranza e rispetto, quindi una restituzione e un riconoscimento ai soggetti psichiatrici del loro pieno diritto di cittadinanza, ivi incluso il diritto di essere curati e assistiti;Il definire la missione della psichiatria e di tutti gli operatori impegnati in servizi di salute mentale su precisi compiti di natura medica ed assistenziale, attraverso percorsi di "presa in carico" delle persone affette da disturbi mentali, mirati ai bisogni di salute del soggetto, alle necessità di trattamento a breve e a lungo termine e alle problematiche connesse alla vita delle famiglie;Il trattamento sanitario obbligatorio (TSO) come uno dei numerosi strumenti di intervento, che deve essere attuato ai fini terapeutici e in situazioni cliniche bendefinite:l'esperienza di questi ultimi 20 anni ha dimostrato che situazioni di emergenza tali da richiedere un TSO sono eventi relativamente poco frequenti, laddove i servizi territoriali sono presenti e funzionano;Lo sviluppo della ricerca sia nel campo delle neuroscienze che di quello delle scienze umane per trovare sistemi di cura più efficaci e per combattere l'isolamento sociale e lo stigma;VISTO CHE, al contrario, le proposte parlamentari del centrodestra minacciano l'assetto complessivo dell'assistenza psichiatrica, non sono accettabili perché sono portatrici di:Una connotazione della psichiatria in cui prevalgono concetti non sanitari di controllo e custodia, il ritorno alla psichiatria come elemento di controllo sociale e non d'intervento per la salute mentale;Una concezione del TSO che, da strumento per situazioni di emergenza clinico-psichiatrica, diventa strumento di gestione dell'ordine pubblico;Lo scopo e la dimensione delle strutture residenziali, che diventano contenitori indistinti, di grande dimensione, funzionali non al trattamento ma al controllo;Una totale disattenzione ad una gestione unitaria e coerente delle problematiche esistenziali, cliniche e sociali della persona affetta da disturbi mentali e dei suoi familiari, che è invece il cardine essenziale dell'assistenza psichiatrica. Tale compito può essere realizzato appieno solo da una struttura coordinata, pluriprofessionale e con competenze diversificate, quale si configura nel Dipartimento di Salute Mentale;La progressiva privatizzazione dell'assistenza psichiatrica.IMPEGNA IL SINDACOA) Far sì che si continui sulla strada dei Progetti Obiettivo per la Salute Mentale nazionale e della Regione Toscana. Strumenti che indicano e disegnano un'assistenza psichiatrica diffusa sul territorio, efficace sul piano terapeutico, civile su quello assistenziale. Sono questi gli strumenti che permettono il necessario adeguamento dell'assistenza psichiatrica ai cambiamenti sociali, epidemiologici e terapeutici.B) A sollecitare la Regione Toscana a intervenire con il prossimo PSR e Progetto Obiettivo Regionale, nelle aree di maggiore difficoltà:La residenzialità: bisogna creare un sistema fra i vari tipi di residenza di maggiore permeabilità e turn-over dei pazienti per aumentare l'utenza trattata e accentuare le caratteristiche terapeutiche delle strutture. Vi è l'esigenza di potenziare la disponibilità di strutture intermedie, case famiglia, ecc. per una maggiore appropriatezza della risposta assistenziale in regime di ricovero e residenziale;Infanzia-adolescenza: esigenza di strutture specifiche per adolescenti in situazioni critiche, visto la non adeguatezza per queste situazioni degli SPDC e delle pediatrie;Sostegno alle famiglie: queste hanno ancora un eccessivo carico, vi è necessità di inserimento attivo nel percorso terapeutico. Affrontare il problema dei pazienti non collaboranti;L'immediata utilizzazione dei fondi già destinati dall'art. 98 della legge finanziaria 2001 per un programma di comunicazione e di informazione contro lo stigma ed il pregiudizio sulla salute mentale e per la realizzazione di progetti di prevenzione per la salute mentale, aventi ad oggetto, in particolare, interventi in ambiente scolastico ed interventi di promozione per la collaborazione stabile tra medici di base e dipartimenti di salute mentale.Il monitoraggio per il 2002 della destinazione di almeno il 5% dei fondi sanitari della Regione per le attività dei Dipartimento di Salute Mentale e delle risorse se disponibili dalla utilizzazione del patrimonio degli ex ospedali psichiatrici.P.LA COMMISSIONELa Presidente