Fittante: «Per il "Nuovo Ulivo" è decisivo il dialogo tra partiti e movimenti ma ora si deve passare dalle parole ai fatti»

«Le proposte avanzate da Fassino e da Rutelli ultimamente relativamente al "Nuovo Ulivo" fanno ben sperare ma adesso occorre passare dalle parole ai fatti». E' quanto sostiene Giovanni Fittante capogruppo di "Insieme per l'Ulivo in Toscana".«Come gruppo consiliare e come movimento - ha ricordato Fittante - siamo sempre stati convinti della necessità di un vero rilancio dell'Ulivo su nuovi contenuti e, soprattutto, su nuove basi organizzative. Questa nostra convinzione si è adesso trasformata in una necessità dopo la nascita di grandi movimenti di opinione e, allo stesso tempo, il progressivo declino della popolarità dell'attuale Presidente del Consiglio dei Ministri».Secondo Fittante «i partiti del centrosinistra devono smettere di diffidare dei movimenti considerandoli come loro avversari. Al contrario si tratta di fenomeni che testimoniano il fermento e la partecipazione che si sta sviluppando in tutta Italia e anche qui in Toscana sui temi centrali che stanno alla base della convivenza civile e democratica. Si tratta di fenomeni capaci di raccogliere moltissime persone che, anche se di centrosinistra, non si sentono adeguatamente rappresentate dagli attuali partiti».«La manifestazione di Roma di sabato scorso - ha osservato - è l'ennesima dimostrazione di quanto sia necessario per i partiti tradizionali aprire un confronto serio e paritario con queste nuove forme di partecipazione che stanno emergendo con grande forza in tutta Italia e, soprattutto, qui a Firenze e in Toscana. E' solo da tale confronto che può ripartire la rinascita dell'Ulivo e non certo dalle continue e noiose liti all'interno dei partiti del centrosinistra, peraltro dannose e controproducenti in questa fase, su chi dovranno essere i nuovi leader della coalizione, anche a livello locale o regionale. Il nostro movimento e il nostro gruppo consiliare, da sempre convinti della necessità di dare vita ad un "Nuovo Ulivo", già lo scorso anno avevano elaborato un documento, articolato in 11 punti, successivamente trasmesso al coordinamento regionale toscano dell'Ulivo, a Rutelli ed a Fassino. Si tratta di un modesto contributo che, anche se non esaustivo, crediamo possa rappresentare un utile spunto di riflessione».«E' arrivato il momento - ha concluso Fittante - di passare dalle parole ai fatti. Il rischio non è solo quello di una perdita di identità ma anche, e soprattutto, quello di una incapacità di elaborare una proposta politica idonea a rispondere ed attrarre tutte le nuove istanze che stanno emergendo dalla società e dal popolo del centrosinistra in questo ultimo periodo. O siamo in grado di esprimere una nuova identità, un nuovo modello partecipativo oppure saremo travolti e riusciremo nell'ardua impresa di riconsegnare al centrodestra non solo l'Italia ma anche le cosiddette "roccaforti" elettorali del centrosinistra come la Toscana e Firenze». (fn)Questo il testo del documento trasmesso da Giovanni Fittante, nel febbraio 2002, al coordinamento regionale dell'Ulivo, a Fassino ed a Rutelli:1. ULIVO NAZIONALE - Il nuovo Ulivo dovrebbe essere costituito su base federativa nazionale tra le varie realtà regionali consentendo loro di mantenere una propria autonomia decisionale e propositiva;2. COSTITUZIONE "DELL'ULIVO DELLE REGIONI" ATTRAVERSO UN NUOVO MODELLO ORGANIZZATIVO - Un progetto federativo per il nuovo Ulivo con nuove regole organizzative che comprenda partiti tradizionali, Movimenti, Associazioni regolarmente costituite su base regionale con pari dignità;3. PRIMARIE - Una regolamentazione interna nel nuovo Ulivo per le primarie: sia per la selezione della leadership sia per i candidati nelle varie elezioni. Questa dovrebbe essere una regola rigida valida sempre e per tutti;4. COSTITUZIONE DEI COMITATI DI COLLEGIO DEL NUOVO ULIVO - Una organizzazione sulla base di Comitati di Collegio per permettere un reale rapporto diretto con la base e con l'impegno dei Parlamentari di riferimento a dare la loro disponibilità ad essere presenti e le risorse per organizzare le varie sedi di collegio con relative segreterie. Ulteriore luogo dove far partecipare i nostri elettori all'elaborazione del nuovo programma (o delle nuove tesi);5. RIUNIONI DELLA COALIZIONE - Stabilire regole che contemplino riunioni sistematiche della coalizione in modo che possano essere presenti non solo i partiti del centrosinistra ma anche i Movimenti e le Associazioni regolarmente costituite a livello nazionale e regionale, coinvolgendo chi abbia questi requisiti;6. CIRCOLI TERRITORIALI E TEMATICI - lavorare per incrementare la costituzione di circoli territoriali e/o tematici, su cui già oggi il Movimento "Insieme per l'Ulivo in Toscana" basa la propria organizzazione al fine di recuperare un rapporto più stretto e diretto con la base facendola partecipare all'elaborazione del nuovo programma (o delle nuove tesi);7. QUESTIONE MORALE, GIUSTIZIA E LEGALITA' - Rilancio della questione morale, della giustizia, della legalità e dell'etica politica come punti primari del programma del nuovo Ulivo;8. RAPPORTI CON I SOCIAL FORUM - Costituzione di un laboratorio "pensatoio" aperto per permettere un approfondimento ed una elaborazione dei temi portati avanti dai social forum - aprendo un dialogo diretto con gli stessi - contribuendo così all'elaborazione politica di nuovi progetti e contenuti.9. I GIOVANI E LA POLITICA QUALE NUOVA CLASSE DIRIGENTE. CORSI DI FORMAZIONE POLITICA DELL'ULIVO – Proporre un corso di formazione politico culturale svincolato ideologicamente. L'idea è di far diventare la Toscana riferimento della formazione di una nuova classe dirigente dell'Ulivo superando la singola appartenenza ai partiti tradizionali e coinvolgendo personalità del mondo della cultura e delle istituzioni: le risorse intellettuali non ci mancano;10. ALLEANZE ELETTORALI E DIALOGO CON ALTRI SOGGETTI (ITALIA DEI VALORI E RIFONDAZIONE COMUNISTA)- Riapertura di un dialogo costruttivo sulla base di contenuti di programma con l'Italia dei Valori e con Rifondazione Comunista partendo da: 1) un patto di opposizione; 2) iniziative comuni su contenuti condivisi come ad esempio possibili referendum sulle rogatorie, sul conflitto di interessi, ecc; 3) percorso per la costituzione di un nuovo progetto di proposta politica da presentare agli elettori che possa essere o condiviso in modo organico o, in alternativa, un patto di desistenza con chiare e precise regole da rispettare.11. SQUADRA DI GOVERNO – Dopo l'approvazione della legge sull'elezione diretta dei Sindaci e del Presidente della Regione e con l'indicazione del candidato premier sarebbe utile prevedere che il candidato designato (Sindaco, Presidente Regione, Premier) presenti al vaglio degli elettori la squadra di Governo. Questo al fine: a) dare più forza al progetto; b) evitare fibrillazioni successive alle elezioni.