Nove consiglieri comunali alla "Festa di protesta" che si terrà sabato a Roma

Anche i consiglieri Susanna Agostini, Antongiulio Barbaro, Ugo Caffaz, Alberto Cianchi, Vincenzo Esposito, Giovanni Fittante, Alberto Formigli, Alessandro Lo Presti e Luca Pettini parteciperanno alla manifestazione di protesta contro il progetto di legge sul cosiddetto "legittimo sospetto" organizzata a Roma il 14 settembre da numerose associazioni e movimenti.«Si tratta - hanno commentato i nove consiglieri del centrosinistra - di un legge di dubbia costituzionalità, ritagliata più che altro sulle necessità processuali di alcuni imputati eccellenti che con questa modifica del codice di procedura penale intendono ritardare l'iter dei processi in atto e quindi ottenere la prescrizione dei reati. Tutto ciò è aggravato sia dalla circostanza che in Parlamento siedono con ruoli di primo piano gli avvocati difensori di tali imputati, sia dalla fretta con cui la maggioranza parlamentare di centro-destra intende approvare il provvedimento: l'impressione è che si intenda anteporre l'interesse di pochi potenti a quello generale».«Saremo perciò presenti anche noi - hanno proseguito - condividendo l'allarme che questa vicenda ha destato tra tante cittadine e cittadini: vicenda che va ad aggiungersi alle altre leggi di favore che l'attuale maggioranza parlamentare non ha esitato a votare nei mesi scorsi, dalla depenalizzazione del falso in bilancio alle norme per bloccare le rogatorie internazionali. Riteniamo doveroso essere presenti perché ciò che sta avvenendo non è la semplice attuazione di un programma politico di destra, seppur per noi non condivisibile, bensì il dispiegarsi di un atteggiamento e di una cultura predatoria che piega le istituzioni repubblicane a ben individuati interessi particolari e che intende fare strame dell'equilibrio tra i poteri dello Stato.Saremo presenti anche perché troviamo infondate e stucchevoli le critiche di chi intende contrapporre le pacifiche e legittime manifestazioni pubbliche alle istituzioni democratiche. La democrazia repubblicana non si esaurisce certo nella delega periodica che avviene al momento del voto, ma può e deve alimentarsi e rinnovarsi anche tramite il continuo confronto tra le istituzioni e l'opinione pubblica: altrimenti si rischia il regime autoritario o un simulacro di democrazia basata sui sondaggi e sul controllo dell'informazione». (fn)