Celebrato l'anniversario della Liberazione di Firenze. Il sindaco: "Democrazia e libertà valori di ieri e di oggi"

"La storia non è tutta uguale e le posizioni non possono essere indistinte. Non si può celebrare e rispettare qualcuno solo perché ha delle convinzioni ed agisce in base ad esse. Questo non basta: perché allora oggi dovremmo celebrare anche chi si fa esplodere per portare la morte a civili inermi, o chi ha provocato le stragi dell'11 settembre. Quindi vorrei che la questione fosse chiara una volta per tutte: il rispetto per i morti accomuna tutti gli uomini. Ma noi ricordiamo bene che nell'agosto del '44 c'era chi combatteva per la libertà e la democrazia, e c'era chi stava invece dalla parte sbagliata, forse in buonafede, ma colpendo non solo i nemici ma anche donne, ragazzi, anziani nelle strade della nostra città. E questo non possiamo né dobbiamo dimenticarlo". Sono le parole che il sindaco Leonardo Domenici ha pronunciato stamani nel Salone di Cinquecento in Palazzo Vecchio, durante la solenne cerimonia per celebrare il 58° anniversario della Liberazione di Firenze.Una giornata iniziata alle 10 in piazza dell'Unità d'Italia, dove alla presenza della autorità civili, militari e religiose sono state deposte le corone al monumento ai caduti di tutte le guerre. Poi il corteo, aperto dalla banda della Filarmonica Rossini, si è spostato in Palazzo Vecchio dove nel Salone dei Cinquecento, dopo le note di "Bella Ciao", si sono tenuti gli interventi del sindaco e del presidente del consiglio comunale Alberto Brasca. Sul palco anche due figure storiche della Resistenza a Firenze: Orazio Barbieri e Maria Luigia Guaita, che proprio oggi compiva 90 anni e che è stata lungamente applaudita. Nella sala, gremita di pubblico nonostante la domenica di pioggia, erano rappresentati il tricolore, la bandiera del Comitato toscano di Liberazione nazionale, quella del Corpo volontari della Libertà, i gonfaloni di Firenze, della Regione Toscana, della Provincia di Firenze e degli altri comuni dell'area fiorentina; presenti anche i labari della federazione delle associazioni partigiane e della associazioni d'arma e combattentistiche. Nel salone commozione e applausi, al ricordo di quei giorni di 58 anni fa e quando sono stati ribaditi il ruolo della Resistenza nella nostra città e i valori della democrazia e della libertà, per cui si batterono i nostri concittadini. E' proprio grazie a qeusto patrimonio - ha detto ancora il sindaco - che Firenze deve essere anche oggi un punto di riferimento per tutti, per riproporre quei valori in una prospettiva di pace".Questa sera alle 21 la Filarmonica Rossini, a chiusura della giornata, terrà un concerto in piazza Signoria. (ag)