L'assessore Coggiola: "Il Palazzo di Giustizia va avanti. I lavori del secondo lotto inizieranno nel 2004"
"Il Palazzo di Giustizia non frana, anzi i lavori stanno andando avanti". L'assessore ai lavori pubblici Paolo Coggiola interviene così nella polemica sull'affidamento del secondo lotto dei lavori alla ditta che aveva vinto la gara per la prima tranche dei lavori. Il Ministero di Giustizia ha fatto pervenire un parere contrario a questa procedura obbligando l'Amministrazione comunale a indire una nuova gara per il secondo lotto con il risultato concreto di aumentare i costi del progetto di una quindicina di milioni di euro e di far slittare la fine dei lavori a 2005. "Questa procedura spiega l'assessore Coggiola permetteva di utilizzare il consistente ribasso d'asta della prima gara (37% della base d'asta corrispondente a 74 miliardi di vecchie lire) insieme ai nuovi finanziamenti per realizzare il secondo lotto. L'ipotesi già stata sottoposta al vaglio del Ministero nel 1998 e allora venne dato il via libera plaudendo anzi alla soluzione individuata". I lavori sono iniziati ma in seguito ai cambiamenti della normativa (che ha visto l'introduzione del giudice unico) si è resa necessaria la modifica della distribuzione e organizzazione degli spazi interni e quindi una risistemazione del progetto. All'inizio del 2000, anche in base a pareri su casi analoghi espressi dall'autorità di vigilanza dei lavori pubblici, si concretizza l'ipotesi di approvare una perizia suppletiva che comprenda anche i lavori inseriti nel secondo lotto. La delibera è approvata dalla giunta nel maggio 2000 e, su richiesta del Ministero della giustizia, viene inviata all'esame del consiglio superiore dei lavori pubblici che non ha espresso il parere facendo decadere i termini previsti. E qui che nasce il problema. "Secondo il Ministero spiega l'assessore Coggiola la mancanza del parere del consiglio superiore dei lavori pubblici equivale a un giudizio negativo quando invece la proposta di parere negativo non è stata approvata e quindi è di fatto inesistente. In mancanza di questo pronunciamento c'era comunque un parere positivo espresso in precedenza. Si tratta di una interpretazione aggiunge l'assessore Coggiola formalistica e letterale che oltre a dimostrare uno scarso buon senso va in senso opposto a quanto deciso in analoghi casi". In concreto l'Amministrazione comunale bandirà una nuova gara per il secondo lotto (settembre-ottobre 2003) i cui lavori non potranno partire prima della primavera del 2004, periodo in cui il cantiere del primo lotto dovrebbe essere quasi terminato. "I due cantieri non possono lavorare nello stesso periodo precisa il direttore delle Grandi Infrastrutture Paolo d'Elia e per questo stiamo definendo un accordo con la ditta che sta eseguendo i lavori del primo lotto perché lascino libere le aree interessate dalla seconda tranche dell'intervento prima possibile".L'assessore Coggiola coglie l'occasione anche per rispondere ad alcune obiezioni sollevate dai Verdi. "Il progetto del Palazzo di Giustizia rispetta pienamente la legge 10 del 1991 sul risparmio energetico, anzi per alcuni parametri è molto più attenta di quanto prescrive la normativa. Inoltre, grazie a un accordo con l'Enel che, in cambio della possibilità di sistemare una cabina nel palazzo, procederà all'interramento dell'elettrodotto che da via Mariti arriva al parco delle Cascine". (mf)