Fiorentina, lettera aperta di Toccafondi (Azione per Firenze)

Questo il testo della lettera aperta del capogruppo di Azione per Firenze Gabriele Toccafondi:«Ormai ci siamo. E' davvero finita. Dissoltisi i fax colombiani, ifranchitato', gli appelli del prefetto; spariti giocattolai, venditori ditappetti, affaristi olandesi; volatilizzato quello che fa i jeans,quell'altro che fa le maglie, quello che fa le scarpe, tutta gente che ha interessi a Firenze, che ci lavora ci fa affari e continuerà a farli.Ma tutti hanno lasciato che la Fiorentina finisse nel baratro.Un amico mi dice addio Superchi-Galdiolo-Roggi, addio a Casarsa-Antognoni-Speggiorin, addio corse allo stadio all'apertura dei cancelli, addio bandiera-striscione, addio batticuore, addio i lunedi' a scuola senza voce, i punti in classifica segnati sul diario, l'autografo di Antognoni, la forca per andare a vedere gli allenamenti, addio agli striscioni e alle coreografie che solo i fiorentini sanno creare.Sara' vero che l'eta' rincoglionisce ma qui, ci tolgono un pezzo di infanzia e un bel po' di adolescenza. A tre anni tre, ci convincono a buttare il ciuccio promettendoci di andare allo stadio. Verso i tredici anni che tristezza quando finisce il campionato e che aspettative d'agosto con i nuovi acquisti anche quando si chiamano Diego Aguirre o Kubik.Ma quanta tristezza in questo addio. Quanta amarezza nell'immagine di questa Firenzina che cade a pezzi, che si sbriciola, che scivola verso la mortecivile. Firenzina piccola piccola.Che rabbia vedere sindaci e assessorucci - un tempo sodali,intimi, di Cecchi Gori, lesti nell'affiancarlo in tribuna d'onore, percoglierne l'onda di pubblicita', quando le cose andavano bene. Che schifochi due anni fa, sciarpetta al collo, stava in campo con gli atleti alla hollywoodiana presentazione e adesso sia gita e si commuove.E che vergogna questa stampa sportiva che da un anno si straccia le vestisui perche' e i percome quando da sei-sette anni almeno tutti sapevano -loro per primi - che qualcuno sprofondava nei debiti, ma si sperava che, siccome tutti fanno così, anche a noi non poteva succedere niente.E invece sta succedendo proprio a noi, forse perché per educarne cento qualcuno bisogna colpire. E non si colpisce mai uno qualunque, ma uno debole, una Firenzina piccola, piccola.E' questa citta' morta, questa Firenzina che si merita il fallimento».(fn)