Via al progetto di scannerizzazione degli archivi anagrafici e di stato civile

Due milioni e mezzo di documenti, 24 addetti all'operazione, 17 postazioni di computer, un anno e mezzo di lavoro, 220.000 euro di spesa. Questi, in estrema sintesi, i "numeri" del progetto di scannerizzazione degli archivi anagrafici e di stato civile, presentato stamani in Palazzo Vecchio dall'assessore all'informatizzazione Elisabetta Tesi e dal direttore dei servizi demografici Sandra Lastrucci."Il Comune di Firenze – ha spiegato l'assessore Tesi – ha avviato in questi giorni un importante Progetto di informatizzazione dei suoi archivi, iniziando dall'Archivio più delicato per la vita di una città: l'archivio anagrafico e di stato civile. Già a seguito dell'alluvione del 1966 era stato provveduto, per salvare l'archivio dell'anagrafe, a microfilmare tutte le schede personali dal 1878 al 1966, che sono ora facilmente consultabili".Questo nuovo Progetto prevede di continuare quel lavoro, naturalmente con tecniche diverse, cioè scannerizzando, ovvero fotocopiando le schede anagrafiche e i registri di stato civile in modo che le immagini siano poi raccolte in un'archivio informatico facilmente consultabile. Ciò permetterà di riunire i dati delle schede personali dei cittadini che sono stati residenti a Firenze dal 1966 al 1998 (anno in cui è stato adottato il nuovo sistema informatico della popolazione) e di archiviare definitivamente i documenti cartacei.Tale operazione riguarderà anche i "cartoncini delle carte d'identità", cioè quella parte con foto che rimane all'ufficio di anagrafe al momento del rilascio della carta d'identità e che deve essere conservata dal Comune per 10 anni oltre la scadenza del documento.L'operazione complessiva di scannerizzazione riguarderà due milioni e mezzo di documenti ed impegnerà 10 persone "a tempo determinato" assunte appositamente che lavoreranno con il coordinamento di 14 dipendenti comunali con particolare esperienza nei servizi demografici, alcuni dei quali parteciparono già alla microfilmatura effettuata dopo l'alluvione. Tutti hanno partecipato a un corso di formazione a cura della società Italdata."Questo – ha sottolineato l'assessore Tesi – consentirà di avere un'anagrafe informatizzata al cento per cento e ottenere alcune certificazioni in tempo reale, cosa che attualmente necessita mediamente di 5 giorni". Il riferimento va a certificati storico-anagrafici, documenti per eredità o successioni.Il tempo previsto per il completamento delle operazioni è di un anno e mezzo.Il Comune ha investito risorse i pari a Euro 220.000 per l'acquisizione di moderni scanner e 17 postazioni di computer. Due degli scanner più sofisticati possono acquisire fino a 5000 documenti l'ora.Più complessa è invece la scannerizzazione dei registri di stato civile contenenti gli atti di nascita, di matrimonio, di morte e di cittadinanza che dovrà essere fatta attraverso uno scanner che fotografa dall'alto le pagine del registro che dovrà essere posizionato manualmente.Dopo aver acquisiti i due milioni e mezzo di schede personali e di famiglia dovrà essere provveduto alla creazione dell'indice di quanto memorizzato per permetterne la ricerca automatica. Verranno, quindi, definitivamente rottamati macchinari girevoli e potrà essere recuperata ad altro uso la monumentale sala di Palazzo Vecchio che, con accesso dal cortile della Dogana, contiene ad oggi l'archivio anagrafico."Questa operazione – ha concluso l'assessore Tesi – ci porterà una serie di vantaggi riassumibili nel risparmio di 4 unità di personale e di 80 milioni di vecchie lire come spese di manutenzione degli archivi meccanici. Oltre a questo sarà possibile ottenere documenti in qualsiasi punto anagrafico, anche decentrato, trasmettere i dati via Internet e ridurre di circa l'80% la possibilità di errore".(fd)