Firenze stringe un ‘patto di fratellanza" con le città del Nepal per dire no alla violenza. La ‘traversata' di Marco Banchelli come messaggero di pace

Dalla "Porta dell'Amicizia" ai confini con la Cina fino alla frontiera dell'India: Marco Banchelli ha attraversato in un paio di settimane tutto il Nepal in bicicletta per dare una testimonianza di pace e anche per rappresentare la sensibilità di Firenze verso una terra che da otto anni vive il dramma della guerra civile. Questo viaggio ha, infatti, rappresentato una tappa importante nella costruzione di un "patto di fratellanza" tra Firenze e la capitale del Nepal Kathmandu e la cittadina di Pokhara.Oggi l'assessore allo sport Eugenio Giani ha ricevuto in Palazzo Vecchio Marco Banchelli che dai sindaci del Nepal ha portato come segno di amicizia e di collaborazione all'interno del "patto di fratellanza" con Firenze doni per il sindaco Leonardo Domenici, per l'assessore Giani e per la città."Il viaggio di Banchelli in Nepal è pieno di significati e racchiude molteplici finalità – ha spiegato l'assessore Giani – come viaggio alla Casa della Compassione e anche come occasione per iniziare un dialogo con questo popolo e per promuovere Firenze come sede di incontri tra le varie forze per avviare un cammino di pace in Nepal. La nostra battaglia mira infatti ad attivare tutti i percorsi di confronto e di mediazione possibili perché il Nepal non diventi un nuovo Tibet".Tra i doni, oltre a cornici, opera di antiquariato locale, il sindaco di Kathmandu ha inviato anche, come regalo per la città, la riproduzione di un tempio buddista, simbolo di pacifica convivenza tra le diverse religioni."In bicicletta abbiamo percorso oltre 700 chilometri, pedalando, oltre che per la traversata ufficiale – ha ricordato Banchelli – dal confine con la Cina a quello con l'India anche in città e luoghi di assoluta bellezza. Spero che i ‘patti di fratellanza' avviati possano costituire le basi di una via diversa alle armi per le parti da anni in lotta in Nepal" (vp)