Quartiere 4: lettera aperta del presidente del quartiere Eros Cruccolini al presidente della Regione Toscana Claudio Martini

Riflessione a cuore aperto su alcuni problemi della società politica toscana.«Caro Presidente Martini,quando sei venuto a Villa Vogel, pochi giorni fa, non ho avuto agio di interloquire con te come avrei desiderato su alcune questioni di fondo che stanno interessando la società politica toscana. Provo a farlo adesso, in qualità di presidente del Quartiere 4, anche perché il Consiglio ha appena votato un ordine del giorno contrario all'abolizione delle preferenze. Credo inoltre che la voce dei quartieri, la cellula istituzionale più vicina ai cittadini, debba essere sentita anche quando sono in gioco scelte e principi di natura generale.1) Lo Statuto e il voto di preferenza. Se non lo interpreto male il tuo silenzio su questo suona come una volontà di non mettersi di traverso rispetto al lavoro della Commissione; temi che un tuo intervento diretto possa determinare uno sbilanciamento del dibattito e sovrapporsi così alle competenti potestà legislative dell'assemblea regionale. Capisco il tuo riserbo e la tua sensibilità istituzionale ma vorrei anche farti rilevare l'altra faccia della medaglia: il prezzo politico salatissimo che si dovrà pagare nel caso che passi la proposta di abolizione del voto di preferenza. E' chiaro a tutti il senso di questa operazione. Si tratterebbe di una restaurazione in piena regola del "sistema dei partiti", con un impressionante trasferimento di potere dalla libera scelta dei cittadini alla discrezionalità delle segreterie politiche. Nella Toscana del Social Forum e dei movimenti, nella regione che ha visto decine di amministratori locali riconoscersi nei valori di Porto Alegre, affermando i principi di partecipazione, eticità, trasparenza e responsabilità nelle scelte politiche che presiedono alla vita di una comunità locale, le "liste bloccate" assumono inequivocabilmente il significato di uno schiaffo in faccia. Con il rischio, molto concreto, che questo comporti distacco, fatalismo e rassegnazione oppure la fuga rabbiosa nell'astensionismo. In questa vicenda colpisce dolorosamente la profonda incomprensione di un fatto storico ormai acquisito: l'incapacità dei partiti, nella loro attuale configurazione, di rappresentare l'intero spettro della complessità sociale e il parallelo affermarsi di nuove forme di soggettività politica. A questo fenomeno, che riguarda l'intera società occidentale, si reagisce irrigidendosi nelle prerogative di controllo "partitico" rivendicando un "primato" che suona inevitabilmente come una pretesa totalitaria e inaccettabile. Rispetto a una problematica di questa dimensione credo che un personaggio della tua statura e della tua autorevolezza politica non possa rinunciare a "mettere i piedi nel piatto".2) Il balletto dei tecnici della Sanità. Mi riferisco alla vicenda Menichetti e alla palese lottizzazione che le forze politiche, senza alcun pudore, continuano a vantare pubblicamente, avanzando o stroncando le candidature ai vertici delle aziende sanitarie e sottoponendo l'operato dei manager al gioco delle appartenenze politiche piuttosto che al vaglio, molto più sensato, delle competenze professionali. Questo è un corollario del teorema precedente. In questo caso la tessera di partito viene fatta valere come forma di promozione o di interdizione della carriera, lasciando indietro il curriculum professionale. Tutto questo avviene nel momento in cui ci si accinge alla sperimentazione della Società della Salute e al varo dei Piani Integrati di Salute, dove la scommessa è esattamente opposta: promuovere la Salute nel vivo del territorio e della società civile, attivando e facendo interagire tutte le energie disponibili, indipendentemente dalle appartenenze politiche, ideologiche o confessionali. L'applicazione di criteri di spartizione politica strozzerebbe in culla queste nuove creature, togliendo loro forza e credibilità e trasformandole in carrozzoni burocratici e inefficienti. Non credi? Personalmente, ma anche in qualità di responsabile DS per la sanità e i servizi sociali, mi sento di affermare che non sopporto più questi metodi e questo modo di far politica.Ti ringrazio anticipatamente per l'attenzione che vorrai dedicare a queste note.»Con stima e amicizia,Eros Cruccolini, presidente del Consiglio di Quartiere 4 del Comune di Firenze(segr.red.)