Telepass, Agostini (DS): «Il Comune non ha penalizzato i medici di famiglia»

«Abbiamo giustamente riconosciuto che i medici di famiglia sono pubblici ufficiali ma era sbagliato equipararli a chi, come poliziotti o carabinieri, ha un'operatività 24 ore su 24». Così la presidente della commissione per le politiche sociali e della salute Susanna Agostini replica alle dichiarazioni della vicecapogrupo di Forza Italia Bianca Maria Giocoli che aveva presentato una mozione, poi bocciata dal consiglio comunale, per esentare i medici di famiglia dal pagamento del canone di servizio del telepass.«E' giusto e opportuno - ha detto l'Agostini - che i 360 medici di famiglia, oggi autorizzati ad accedere nella zona a traffico limitato grazie ad appositi permessi, aumentino il loro diritto alla mobilità con un cartellino di riconoscimento che garantisca le eventuali soste durante le visite a domicilio. Questa novità, introdotta dopo la discussione in commissione sanità della mozione di Forza Italia, riconosce a questi medici lo svolgimento della funzione di pubblico ufficiale. Ma le esenzioni dal pagamento del canone di servizio del telepass vale per funzioni che vengono svolte continuativamente nell'arco delle 24 ore e non occasionalmente, come invece avviene per le visite mediche o per i prelievi a domicilio».«Nel mio intervento in consiglio comunale ho sottolineato che il centrodestra sposa nobili cause e poi le riduce in rivendicazioni meramente economiche - ha concluso la presidente della commissione sanità - in questa vicenda del telepass la Casa delle Libertà, alla fine, chiedeva maggiori accessi nella ztl che avrebbero però peggiorato la vivibilità e la qualità della vita dei cittadini. Nel rispetto della categoria dei medici sostengo che l'obiettivo raggiunto oggi sia un riconoscimento vero all'attività svolta per le famiglie. Esentare questa categoria dal pagamento di 65 euro poteva risultare anche offensivo: la professionalità non si riconosce monetizzando una funzione così importante per la vita delle persone». (fn)