Medio Oriente, Shimon Perez in Palazzo Vecchio appoggia la candidatura di Firenze per i colloqui di pace. La soddisfazione di Domenici

"Firenze è una scelta naturale per ospitare i colloqui di pace. Ha già avuto in passato un ruolo importante e spero che questo avvenga ancora. Per questo manderò un messaggio a Sharon, siamo amici personali ". Shimon Perez, premio Nobel per la pace e leader del partito laburista israeliano in visita a Firenze per ricevere il premio "Galileo", ha accolto la proposta del sindaco Leonardo Domenici per la candidatura di Firenze come sede fisica per colloqui, negoziati, conferenze internazionali fra israeliani e palestinesi sulla pace in Medio Oriente."Sono molto soddisfatto per le parole di Perez – ha commentato il sindaco dopo l'incontro con l'ex premier, che si è svolto in Palazzo Vecchio – perché ha riconosciuto alla nostra città il prestigio e il ruolo che da sempre ha svolto sul tema della pace. Riconoscimento particolarmente importante, perchè viene da un uomo esemplare, che non si è mai tirato indietro neanche nei momenti più difficili della sua lunga carriera politica, e con tenacia e forza morale ha sempre portato avanti le ragioni del dialogo".Durante l'incontro Domenici aveva ricordato a Perez la tradizione di Firenze come città operatrice di pace, riferendosi anche alla recente iniziativa sulla 'Road map'. "Qui abbiamo ospitato decine di incontri internazionali, a partire dai ‘Colloqui mediterranei' del sindaco la Pira negli anni '50, fino ai più recenti colloqui riservati tenuti nel '95 per preparare gli importanti incontri di Tabe, in Egitto – ha detto il sindaco – Ora insieme al presidente della Regione Claudio Martini abbiamo rinnovato al presidente Berlusconi la nostra disponibilità, proponendo anche di inviare al ‘quartetto' che ha promosso la ‘Road map', Bush, Putin, Prodi e Annan, una lettera che proponga ufficialmente Firenze come sede di colloqui di pace".Da parte sua Perez ha ricordato che l'Italia in questo momento è alla presidenze dell'Unione Europea e che il governo italiano può fare molto: "Il vostro paese è sempre stato molto sensibile e negli ultimi anni si è dato molto da fare per promuovere la pace" ha sottolineato, riferendosi anche al ‘piano Marshall' proposto per il Medio Oriente. L'ex premier israeliano ha ricordato anche di aver conosciuto e incontrato Giorgio La Pira, "un uomo che ha saputo coniugare la bellezza di questa città con il desiderio di pace".Sulla "Road map" Perez ha detto che se fallisse "sarebbe una catastrofe" e si è detto ottimista: "E' finalmente partito un processo di pace e stiamo aspettando che si diffonda – ha dichiarato –ma questo non può prescindere dalla lotta al terrorismo, non solo in Medio Oriente. E' necessario che il bisogno di sicurezza venga percepito anche dai palestinesi, ma sono contento che anche in Israele si stia accettando l'idea di avere uno stato palestinese. Ogni successo porta anche dei problemi, ma il vento ha cominciato a tirare dalla parte giusta". (ag)