Bilancio, Casa delle Libertà: «La giunta non dice il vero, il governo Berlusconi non ha ridotto i trasferimenti dello Stato al Comune»

«E' falsa l'affermazione del vicesindaco Matulli secondo la quale il bilancio di previsione 2003 è ingessato e sacrificato a causa della finanziaria del governo Berlusconi, colpevole di aver ridotto i trasferimenti, di aver attentato all' autonomia degli enti locali e di aver deliberatamente ridotto la spesa sociale a danno dei cittadini più deboli». E' quanto hanno dichiarato i consiglieri della Casa delle Libertà Rodolfo Cigliana, Bianca Maria Giocoli, Valerio Abbate, Francesco Leoni e Massimo Pieri (FI), Gaia Checcucci (AN), Federico Tondi (UDC) e Gabriele Toccafondi (ApF).«I trasferimenti dallo Stato - hanno aggiunto - sono stati in realtà diversamente ripartiti e, nel loro complesso, hanno segnato un aumento a favore del Comune di Firenze per più di 700 mila euro: su questo la sinistra tace per motivi di propaganda e il vicesindaco, invece di spiegare ai cittadini le difficoltà obiettive di questa giunta e di motivare concretamente lo sbilanciamento fra entrate e uscite, attacca scorrettamente il governo e, con facile demagogia, denuncia, come ha già fatto l'assessore Tea Albini, l'attentato del centrodestra al settore sociale. Per questo, nella convinzione che sia effettivamente possibile reperire le risorse necessarie nelle diverse voci di bilancio, i consiglieri presenteranno un emendamento relativo al contributo in conto affitti, affinché l'amministrazione reintegri la somma necessaria per rispondere alle esigenze dei cittadini più in difficoltà. Questo bilancio si fonda invece su entrate incerte e sull'aumento della pressione fiscale. 68 milioni di euro saranno trasferiti al consorzio Quadrifoglio con un aumento del 7,5% della tassa sui rifiuti; 4 milioni di euro in più arriveranno dalle multe che in totale rappresentano un'entrata pari a 30 milioni di euro; le tariffe dei servizi pubblici aumenteranno del 5%. Tutto questo per coprire i 45 milioni di euro di buco senza essere riusciti a risparmiare su nessuna voce e a tagliare le spese inutile, soprattutto quelle per le consulenze esterne che ammontano a 22 milioni di euro. Non dimentichiamo, infine, il varo della nuova "tassa sui defunti", pari a 150 euro a defunto. In compenso continuano a non esserci manovre strutturali come le tanto decantate esternalizzazioni con il piano dei servizi e le privatizzazioni. E' evidente che questi buoni propositi contenuti nel programma del sindaco resteranno solo sulla carta per non scatenare tensioni sindacali e della sinistra della coalizione ad un anno dalle elezioni amministrative».«Mentre il Governo ha fatto ad oggi il suo dovere - hanno proseguito gli otto consiglieri della Casa delle Libertà - è la Regione del Governatore Martini che non ha aumentato il suo gettito a favore del Comune in modo proporzionale al + 11% di risorse da spendere rispetto al 2002 e, quindi, ha tradito i principi del federalismo fiscale e della sussidiarietà.Questa Giunta è inoltre colpevole di aver immesso voci di entrate che il Comune avrebbe potuto incassare nei prossimi 10 anni, come la concessione per l' installazione delle antenne di telefonia mobile, o addirittura 18 anni, come il canone per la concessione delle infrastrutture a Publiacqua, bloccando di fatto il bilancio dei prossimi anni a partire dal 2004. Quindi il bilancio di oggi è funzionale alle elezioni del 2004, presentando un pareggio finanziario e contabile solo politico ma, colpevolmente, causando la crisi dei bilanci futuri con pesanti ricadute a danno dei cittadini e, di conseguenza, ipotecando gli impegni elettorali dei candidati a Sindaco per le amministrative del 2004: infatti la rimodulazione del debito, fatta oggi, farà sì che il debito stesso aumenterà proprio dal 2005. Siamo perciò consapevoli delle responsabilità che dovrà accollarsi chi si troverà a vincere il prossimo confronto elettorale: dovrà spiegare alla città la politica volutamente sbagliata dalla sinistra e dovrà pesantemente intervenire sulla voce delle entrate come delle uscite con sacrifici certi dei cittadini». (fn)