Presentato il Profilo di Salute di Firenze, l'assessore Cioni: "Una città anziana e in cui la speranza di vita si allunga sempre più"

Una città tutto sommato in salute, caratterizzata dalla presenza di una rilevante popolazione anziana; una città in cui la speranza di vita è aumentata a 77 anni per gli uomini e a 83 per le donne (ma se si considera gli over 65enni si passa a 82 anni per i maschi e 85 per le femmine), con una mortalità tra le più basse della nostra regione ma che si caratterizza per un elevato ricorso alle cure ospedaliere e per la notevole diffusione, tra le cause di morte, delle malattie cardiovascolari (41%), seguite dai tumori (31%).E' questa la fotografia di Firenze che emerge dal Profilo di Salute, presentato questa mattina nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio alla presenza dell'assessore alle politiche sociosanitarie Graziano Cioni e del direttore generale dell'Azienda sanitaria fiorentina Luigi Marroni.Il Profilo di Salute è una ricerca che presenta, in maniera sintetica, i dati demografici, sociali, economico-lavorativi ed ambientali disponibili che forniscono informazioni di contesto relative ai fattori extra sanitari in grado di influenzare la salute delle persone. Attraverso l'analisi di macroindicatori di salute, di problematiche sociali e sanitarie di alcuni gruppi di popolazione, nonché dei risultati di specifiche indagini si fornisce un quadro dello stato di salute dei cittadini di Firenze. Ma il Profilo di Salute è qualcosa di più, è uno dei primi atti della nuova organizzazione dei servizi sociosanitarie varata con la Società della salute. "Questo documento è particolarmente importante – spiega l'assessore Cioni – perché oltre a contenere tutta una serie di dati utili a descrivere lo stato di salute della nostra città, è un primo tentativo di leggere in maniera congiunta dati di diversa natura: sanitari, sociali, socioeconomici e ambientali. E proprio dal profilo, attraverso l'individuazione degli obiettivi di salute, costruiremo il Piano Integrato di Salute con un processo in cui coinvolgeremo anche i cittadini". Si tratta infatti di uno strumento di programmazione integrata che si occupa particolarmente delle politiche sociali, sanitarie, ambientali. Sì perché, come sottolinea Cioni, soltanto il 10-15% dei fattori determinanti lo stato di salute sono sanitari. Il resto dipende da cause diverse, ovvero sociali, economici ed ambientali, spesso al di fuori del controllo individuale o collettivo. Per questo un obiettivo fondamentale per la promozione della salute è aumentare il controllo che le persone hanno sugli aspetti della loro vita che influenzano la salute, soprattutto su quelli non inerenti alla sfera direttamente sanitari. L'assessore Cioni si sofferma poi sulla sperimentazione, ormai avviata, della Società della Salute. "La macchina è partita e nei prossimi mesi sarà messa a punto. Ma alcuni problemi e aspettative – aggiunge ancora l'assessore Cioni – hanno tempi più veloci e per questo abbiamo individuato per la fase di avvio, alcune priorità, sulle quali lavorare da subito. Si tratta dell'accesso unitario ai servizi, la sburocratizzazione dei percorsi, gli screening oncologici e la lista unitaria delle Rsa. Su queste vogliamo, da subito, dare risposte, anche perché crediamo di aver maturato in questi anni attraverso l'accordo di programma le conoscenze in grado di farci fare un salto in avanti, e soprattutto perché crediamo che un sistema efficiente che ottimizzi le risposte è la migliore garanzia per difendere e sviluppare il sistema pubblico dei servizi: perché per noi la salute è un bene pubblico".Il direttore generale dell'Azienda sanitaria Marroni entra più nel dettaglio dei dati, sottolineando come per molti degli indicatori Firenze si pone a livelli sicuramente migliori rispetto di gran parte della Toscane e dell'Italia e addirittura internazionali. Tra questi la speranza di vita alla nascita e il tasso di mortalità infantile. "Questo stato di cose è un ulteriore stimolo per consolidare e migliorare i risultati già positivi. E la Società della salute è chiamata proprio a centrare questo obiettivo". Il direttore generale Marroni si sofferma poi sul nuovo modello di cura sanitaria, il Cronich Care Model, all'interno del quale agiscono tutti gli attori della sanità pubblica: dai medici di medicina generale fino all'ospedale. "L'80% dei malati fiorentini soffre di malattie croniche. Con questo modello riusciamo a dare risposte sanitarie mirate con maggior qualità nella cura e minori disagi per i cittadini". Grande impegno viene dedicato alla prevenzione. "Stiamo lavorando – aggiunge Marroni – su nove progetti speciali che puntano a incidere sui fattori di rischio per la salute dei cittadini. Per esempio il potenziamento dei controlli sui cantieri edili e l'attivazione, sul territorio fiorentino, di un osservatorio sugli infortuni e sui rischi sui luoghi di lavoro".Per ulteriori informazioni, il Profilo di Salute è disponibile sulla rete civica del Comune, nel link dedicato alla Società della Salute: www.comune.fi.it/sds. (mf)IN ALLEGATO LA SINTESI DEL PROFILO DI SALUTEIl Profilo di Salute presenta, in maniera sintetica, i dati demografici, sociali, economico-lavorativi ed ambientali disponibili che forniscono informazioni di contesto relative ai fattori extra sanitari in grado di influenzare la salute delle persone. Attraverso l'analisi di macroindicatori di salute, di problematiche sociali e sanitarie di alcuni gruppi di popolazione, nonché dei risultati di specifiche indagini si fornisce un quadro esaustivo dello stato di salute dei cittadini di Firenze.Il profilo di salute fornisce gli elementi tecnici dai quali scaturirà, successivamente, un quadro sintetico che evidenzierà i problemi che caratterizzano le condizioni sociali, sanitarie e ambientali della città e della popolazione che vi vive e che la comunità riconosce come pertinenti al proprio stato di salute. A partire da questo quadro sintetico, nel Piano Integrato di Salute, che rappresenta il nuovo strumento di programmazione, verranno individuati i problemi da affrontare in via prioritaria e le azioni da metter in atto per raggiungere gli obiettivi di salute preposti.Quadro demografico della città di FirenzeGli aspetti demografici più rilevanti possono essere sintetizzati nei seguenti punti:• Una città "strutturalmente" vecchia, con una elevata presenza di anziani soliNella città risiede un elevato numero di anziani. In particolare i residenti ultra 75enni sono circa 48mila di cui circa 28mila ultra 80enni. Questo da una parte testimonia il buono stato di salute generale della popolazione, che porta molte persone a vivere a lungo, ma fa assumere particolare rilevanza alle necessità assistenziali della popolazione anziana, sia sul versante sanitario che sociale. I bisogni assistenziali sono acuiti dal fatto che una quota rilevante di anziani (40%) vive da solo.Un dato che sintetizza la struttura per età della popolazione è rappresentato dall'indice di vecchiaia che mostra come a Firenze per ogni bambino o ragazzo di età fino a 14 anni siano presenti più di 2,3 persone ultra 64enni, rispetto a 1,8 in Toscana e 1,3 in Italia.• Riduzione della popolazione residente per dinamiche demografiche e migratorieIl numero di residenti nella città si riduce progressivamente da molti anni a causa di dinamiche demografiche legate sia alla bassa natalità (il numero medio di figli per donna in età fertile è infatti pari a 1,1 ben al di sotto della cosiddetta soglia di sostituzione di 2,1 figli, che assicurerebbe una stazionarietà della popolazione) che allo spostamento di residenza in altre aree, in gran parte confinanti.• Basso numero medio di componenti per famigliaLa dimensione media della famiglia fiorentina è di appena 2,1 componenti (2,5 Toscana e 2,6 Italia). Relativamente alla tipologia, si registra una elevata presenza di famiglie composte da una sola persona e di famiglie composte da un solo genitore con figli.• Elevata presenza di popolazione immigrata da altri paesiNella città sono residenti circa 26mila persone con cittadinanza non italiana, in gran parte provenienti dai cosiddetti paesi a forte pressione migratoria. Questi sono circa il 7,7% della popolazione residente, un dato che fa di Firenze la terza città italiana per presenza di stranieri, dopo le metropoli di Milano e Roma. La presenza degli stranieri si va delineando come un elemento fondamentale per la dinamica demografica ed in ambito lavorativo, dove tra l'altro gli immigrati svolgono un importante ruolo nelle attività di supporto alle persone anziane e non autosufficienti. E' comunque una fascia di popolazione portatrice di specifiche problematiche sanitarie, sociali e di "integrazione".• Elevata presenza di "utilizzatori non residenti"Nella città è presente una elevata quota di persone che, pur non risiedendovi anagraficamente, studiano o lavorano, con una presenza pendolare giornaliera o stabilendovi il proprio domicilio. Ad esempio i cittadini con il solo domicilio sanitario (espressione di una presenza stabile), sono circa 13mila. Inoltre la città attrae un importante flusso turistico: nell'ipotesi che le giornate di presenza dei turisti che permangono in città siano equamente distribuite durante tutto l'anno, queste corrisponderebbero a circa 17.500 abitanti. Tutto ciò contribuisce in maniera importante alla vita economica e culturale, ma comporta un ulteriore carico sugli aspetti logistici ed ambientali della città.Fattori che incidono sullo stato di SaluteLa salute di una popolazione è influenzata non solo dal contesto sanitario (progressi della medicina, disponibilità di strutture adeguate, etc.), ma anche, e forse in maniera preponderante, da fattori legati al contesto socio-economico, ambientale e culturale in cui le persone vivono.• L'economia e il lavoro dell'area urbana fiorentinaLa componente quantitativamente più rilevante dell'economia locale è rappresentata dal terziario: pubblica amministrazione, commercio e servizi (in particolare legati al turismo). Ben l'82,4% dei lavoratori risulta infatti occupato nel terziario. Il tasso di disoccupazione provinciale (4,3%) è inferiore sia al tasso regionale (4,8%) che, soprattutto, a quello nazionale (9%). La maggior parte degli occupati (88%) ha un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.• Presenza di reati e microcriminalità tipici dei centri urbaniIl tasso di criminalità a Firenze è superiore a quello rilevato sia a livello regionale che nazionale: a Firenze ci sono 100 reati ogni 1.000 abitanti residenti contro i 39 della Toscana e i 41 dell'Italia. In particolare, la situazione a Firenze è negativa per i reati di borseggio (14 furti ogni 1.000 residenti), cinque volte superiori a quelli regionali, e per il furto di autoveicoli (7 furti ogni 1.000 abitanti residenti) tre volte superiore a quello regionale, specificità di ogni grande centro urbano, soprattutto se caratterizzato da un vasto interland urbano.• L'inquinamento atmosferico e acustico dipendono soprattutto dal traffico veicolareIl rapporto 2003 dell'ARPAT relativo a Firenze e ai comuni limitrofi conferma che il traffico veicolare rappresenta la principale fonte di inquinamento atmosferico e acustico. I fattori di inquinamento atmosferico più critici, e di cui non si è raggiunto o consolidato il rispetto dei limiti di riferimento, si confermano essere le polveri fini (PM10 e PM2,5), l'ossido di azoto, l'ozono.• Elevata produzione di rifiuti urbani ed aumento della raccolta differenziataCon 686 Kg/anno pro-capite, Firenze è tra le aree italiane con maggiore intensità di produzione di rifiuti solidi urbani. Negli ultimi anni si registra una crescita consistente della raccolta di rifiuti differenziati che sono arrivati al 28% nel 2003, anche se non è stato raggiunto l'obiettivo del 35% previsto per il 2003 dal Decreto Ronchi.• La qualità delle acque superficiali non è ancora soddisfacenteLa qualità dei corsi d'acqua nell'area fiorentina è complessivamente scadente, in particolare per l'Arno, a valle dell'area fiorentina. Questa situazione dipende soprattutto dal deficit di capacità di depurazione delle acque reflue da scarichi civili, anche se la situazione è in via di miglioramento con il progredire del completamento dell'impianto di depurazione di San Colombano.• Gli stili di vita: attenzione a fumo e sovrappeso-obesitàDall'indagine "La salute a Firenze" emerge che il 28% dei fiorentini fuma e di questi il 19% fuma più di un pacchetto di sigarette al giorno; oltre al problema "fumo" dall'indagine emerge che il 40% dei fiorentina tra i 35 e i 74 anni è in sovrappeso e il 13% obeso.Stato di SaluteLa situazione di Firenze presenta per tali aspetti un quadro nella maggior parte dei casi ampiamente positivo che può essere così sintetizzato:• Elevata Speranza di vita alla nascitaA Firenze questa è nei maschi superiore a 77 anni e nelle femmine raggiunge quasi gli 83 anni. Questi valori coerenti con quelli mediamente osservati in Toscana ed in Italia, sono tra i più elevati a livello internazionale, e testimoniano il buono stato di salute complessivo della popolazione fiorentina.• Ridotta Mortalità generale, prematura e infantileLa mortalità generale (poco meno di 4.500 decessi per anno), dopo aggiustamento per età, presenta a Firenze uno tra i valori più bassi osservati in Toscana. Tale parametro presenta da tempo un trend decrescente in entrambi i sessi che è proseguito per tutti gli anni '90, con una riduzione media annua intorno al 2,3%.Anche i decessi prima dei 65 anni, importante indice di mortalità prematura, hanno presentato una riduzione costante nel corso degli anni '90, leggermente più accentuata nelle femmine (-2.9% per anno) che nei maschi (-2,4% per anno). Il livello di tale parametro a Firenze è comunque analogo a quello medio toscano.Infine la mortalità infantile presenta a Firenze (meno di 3 decessi ogni 1.000 nati vivi) uno dei valori più bassi osservati in Toscana.• Elevato ricorso alle cure ospedaliereIl ricorso alle cure ospedaliere (circa 78.500 ricoveri ospedalieri per anno, effettuati da circa 54mila pazienti), presenta a Firenze livelli superiori ai valori medi regionali, anche dopo aggiustamento per età. Il fenomeno pertanto non è dovuto solamente ad una maggior presenza nella città di anziani, né in base agli altri parametri esaminati, sembra essere dovuto ad un peggior stato di salute generale dei fiorentini. Altri fattori non strettamente sanitari contribuiscono a spiegare il maggior ricorso all'ospedale da parte dei fiorenti, tra i quali rivestono presumibilmente un ruolo rilevante le caratteristiche socio-demografiche della popolazione (piccola dimensione dei nuclei familiari, elevata presenza di anziani che vivono soli e via dicendo).• Le malattie e le cause di morte principaliLa gran parte dei decessi (87%) è causata da 5 gruppi di malattie o cause di morte: malattie del sistema circolatorio (41%), tumori (31%), malattie dell'apparato respiratorio (8%), traumatismi e cause violente (4%) e malattie dell'apparato digerente (3%). La maggior parte delle cause di morte ha presentato nella seconda metà degli anni '90 una riduzione. In particolare, la diminuzione della mortalità per malattie circolatorie, ed in misura minore da quella per tumori, spiega per il 50-60% la riduzione della mortalità generale verificatasi in tale periodo. Nei maschi è importante anche il contributo della diminuita mortalità per diabete ed AIDS.Il quadro dei motivi che causano il ricovero in ospedale è più articolato di quello fornito dalla mortalità, infatti 9 cause di ricovero sono responsabili di circa il 76% di ricoveri. Oltre alle patologie citate a proposito della mortalità hanno importanza le malattie del sistema nervoso, dei sistemi osteomuscolare e genito-urinario ed i disturbi psichici.Problematiche sociali e sanitarie di alcuni gruppi di popolazione• Maternità e infanziaGli indicatori sulla salute materna e dei neonati presentano in genere una situazione soddisfacente. I comportamenti riproduttivi indicano che il declino della natalità, anche se mitigato dalla presenza di donne straniere, è destinato a persistere.La riduzione della fecondità è particolarmente evidente nelle donne con meno di 30 anni, mentre si assiste ad un progressivo aumento della fecondità nelle donne con più di 30 anni ed in particolare in quelle tra i 35 e i 44.Tra le donne ben il 13% del totale dei ricoveri è causato da problematiche legate a gravidanza, parto e puerperio. Durante la gravidanza una donna effettua mediamente 7 visite di controllo e 4 ecografie, valori simili al resto della ASL 10 e della Toscana. Viceversa a Firenze è più frequente l'amniocentesi (40% rispetto al 32% della regione), in parte per la più elevata quota di gravidanze oltre i 35 anni. La percentuale di parti cesarei è pari al 22%, lievemente inferiore al dato medio della Asl 10 e della regione, ma decisamente più bassa rispetto ad altre realtà regionali.Negli ultimi anni si è registrato un lieve aumento dei neonati di basso peso (inferiore a 1,5 Kg) dovuto ai progressi nell'assistenza alla gravidanza e nella terapia intensiva neonatale.Il tasso di mortalità perinatale (numero di nati morti o morti nei primi sette giorni di vita ogni 1.000 nati) presenta a Firenze il valore più basso della Asl 10.• MinoriLa morte di un minore è un evento molto raro: a Firenze nel primo anno di vita muoiono 2,7 bambini ogni 1.000 nati vivi (uno dei valori più bassi della regione). I ricoveri ospedalieri sono un fenomeno relativamente più frequente: annualmente si hanno oltre 1.400 ricoveri nel primo anno di vita (di cui il 40% dovuti a cause postneonatali) e poco più di 4.200 ricoveri tra 1 e 17 anni. Tra 1 e 13 anni la principale causa di ricovero sono le malattie dell'apparato respiratorio, seguite dai traumatismi, che divengono predominanti, in particolare per i maschi, tra 14 e 17 anni.I minori seguiti dai servizi sociali rilevati dal Sistema Informativo Socio Assistenziale (SISA) sono aumentati da 1.251 nel 2000 a 1.451 nel 2002 (+16%). Il 40% delle prestazioni sono contributi economici essenzialmente di tipo straordinario, tipici di chi si trova in una situazione di precarietà contingente; il 17% delle prestazioni consistono in inserimenti nei centri diurni, strutture rivolte prevalentemente a trattare problemi di socializzazione per prevenire fenomeni di emarginazione e/o devianza; il 15% delle prestazioni è rappresentato dall'assistenza extrascolastica, che comprende interventi e servizi educativi come quello educativo domiciliare; il 28% delle prestazioni, infine, consiste in inserimenti in strutture residenziali e di pronta accoglienza. I minori che usufruiscono di questi servizi sono in gran parte stranieri non residenti (rappresentano il 76% nelle strutture residenziali e ben il 96% nelle pronte accoglienze), maschi (80%) e tra 15 e 17 anni (90%).• AnzianiTra i residenti a Firenze, l'88% del totale dei decessi ed il 47% del totale dei ricoveri ospedalieri si verifica tra gli ultra65enni. Oltre il 70% dei decessi degli anziani è causato da disturbi all'apparato circolatorio (43%) e da tumori (28%). Le malattie dell'apparato circolatorio rappresentano anche la principale causa di ospedalizzazione degli anziani. I tumori sono la seconda causa di ricovero nei maschi, mentre nelle femmine sono al quarto posto, preceduti dai traumatismi (particolarmente importanti in quanto spesso riducono la condizione di autosufficienza) e dalle malattie del sistema nervoso (morbo di Parkinson ma anche il ricovero per intervento di cataratta). Il tasso di ricovero degli ulta75enni è significativamente più alto rispetto alla media regionale, probabilmente a causa dell'alto numero di anziani soli e di una struttura familiare di dimensioni ridotte e con maggiori difficoltà a supportare l'anziano, specie se non autosufficiente.Si stima che circa 8.000 ultra 65enni abbiano una disabilità medio-grave, e che circa 1.200 anziani diventino non autosufficienti ogni anno. Dei circa 9.000 utenti dei servizi socio-assistenziali del Comune di Firenze, il 48-49% è rappresentato da anziani, in particolare ultra 80enni. I ricoveri in strutture residenziali e l'assistenza domiciliare diretta sono i servizi maggiormente richiesti (in entrambi l'82% del totale degli utenti è rappresentato da anziani). Nel 2002 sono stati poco più di 2.600 gli anziani inseriti nelle strutture residenziali, con una netta prevalenza di anziani non autosufficienti (82%), grandi anziani (ben l'80% degli anziani in RSA ha più di 80 anni) e di donne (80%). Circa 1.300 sono stati gli anziani che hanno usufruito dell'assistenza domiciliare, in particolare donne (72%) e persone che vivono da sole (63%). Quest'ultima condizione comporta una maggior richiesta di prestazioni socioassitenziali anche da parte di anziani autosufficienti o con lieve grado di non autosufficienza.• ImmigratiTra gli stranieri di età compresa fra 15-54 anni, gli uomini si ricoverano prevalentemente per traumatismi (25%), a causa della più giovane età ma anche, probabilmente, per una maggiore esposizione a rischi lavorativi; le donne si ricoverano prevalentemente per motivi legati alla gravidanza, ed in particolare per le interruzioni volontarie di gravidanza. Nel complesso, la frequenza di queste cause di ricovero fa sì che in 2 casi su 3 i ricoveri ospedalieri riguardino le donne.Per sua natura, l'immigrazione influenza la realtà in cui viviamo. Questa è infatti indispensabile per l' influsso positivo sulla dinamica demografica e lavorativa. Il fenomeno presenta tuttavia anche aspetti problematici legati a difficoltà nell'effettuare politiche efficienti di accoglienza e integrazione. Infatti la presenza degli immigrati in fenomeni quali l'emergenza alloggiativa, la marginalità, la tossicodipendenza e la criminalità va ben oltre quella che è la loro percentuale nella popolazione.• DisabiliI soggetti con disabilità media o grave a Firenze sono circa 12.300: 150 minori (inferiori a 18 anni), 4.150 adulti (18-64 anni) e 8.000 anziani (ultra65enni). Il rapporto maschi/femmine è approssimativamente di 1:1 sotto i 65 anni di età, mentre negli anziani, vista l'età media più avanzata delle donne, per ogni uomo disabile ci sono due donne disabili.Gli adulti disabili che hanno usufruito dei servizi socio-assitenziali del Comune di Firenze sono stati 1.102, pari al 27% della stima degli adulti disabili residenti a Firenze. Inoltre, gli utenti disabili rappresentano il 34% del totale degli utenti adulti che si sono rivolti ai servizi sociali.Rispetto alle diverse prestazioni, più del 50% riceve prestazioni integrative, il 37% contributi economici e il 12% prestazioni sostitutive (residenze sanitarie assistite, RSA).