In Palazzo Vecchio si è riunito il consiglio della elette nel Comune di Firenze
Gli adeguamenti allo statuto del consiglio delle donne sono stati al centro della riunione di questa mattina, in Palazzo Vecchio, delle elette nel Comune di Firenze.Erano presenti, fra le altre, la consigliera dei DS Susanna Agostini, la vicepresidente del Quartiere 4 Elisabetta Masciarelli e la presidente del consiglio degli stranieri Divina Capalad.«Abbiamo anche sentito il bisogno di lanciare un appello ai partiti - ha spiegato la consigliera Susanna Agostini - per una rappresentanza femminile numericamente rispettosa della comunità che rappresentiamo. In vista delle elezioni amministrative è necessario garantire più spazio alle donne nelle liste dei partiti e più visibilità anche durante la campagna elettorale. Conosciamo bene gli ostacoli alla partecipazione femminile imposti da desueti modelli maschili del fare politica: si tratta di comportamenti trasversali, che riguardano tutte le componenti della politica». «Nelle iniziative pubbliche organizzate in vista delle amministrative - hanno aggiunto Agostini, Masciarelli e Divina Capalad - si vedono già sempre e solo uomini: eppure si parla di aumentare le candidate e le sale si riempiono di donne che ascoltano, che intervengono e hanno forza capacità e coraggio di sostenere le loro idee e le loro opinioni».«Il consiglio delle donne - hanno concluso - dovrà rimanere un importante luogo di confronto della politica cittadina. Vogliamo mantenere vivo il motivo per cui è nato, ovvero garantire il diritto di partecipazione e di rappresentanza femminile, anche con il contributo delle associazioni che da anni lavorano sulle tematiche di genere. Aggiorneremo questo organismo per sostenere lo sviluppo delle pari opportunità in materia di promozione della salute e contro tutte le forme di esclusione e di violenza verso le donne».Il consiglio delle donne ha anche espresso «sdegno per la conferma della condanna a morte per lapidazione della nigeriana Amina Lawal» ed ha chiesto «un intervento del sindaco in tutte le sedi più opportune». (fn)