Incontro in Palazzo Vecchio sulla sicurezza negli stadi, l'assessore Giani: "Piena condivisione del decreto Pisanu, ma servono aggiustamenti"

Piena condivisione con la filosofia e gli obiettivi del decreto Pisanu, ma allo stesso tempo la necessità di approfondimenti e integrazioni per l'applicazione pratica. E' quanto, in estrema sintesi, è emerso al termine dell'incontro convocato in Palazzo Vecchio dall'assessore allo sport Eugenio Giani con i colleghi delle 8 città che ospiteranno gli Europei di calcio del 2012 (in caso che l'Italia sia la nazione prescelta) per fare il punto sull'applicazione del decreto sulla sicurezza negli stadi emanato dal ministro dell'interno Giuseppe Pisanu lo scorso 6 giugno.All'incontro hanno partecipato gli assessori allo sport di Bologna Anna Patullo e Milano Aldo Brandirali, i dirigenti e funzionari dei Comuni di Genova, Napoli e Torino. Per il Comune di Firenze oltre all'assessore Giani erano presenti il direttore dei servizi sportivi Luigi Francalanci e il funzionario Andrea Benvenuti. La Federcalcio era rappresentata da Paolo Piani e la Fiorentina dall'amministratore delegato Sandro Mencucci. Non erano presenti il Comune di Roma (perché lo stadio è gestito direttamente dal Coni) e Palermo (per motivi logistici)."Siamo tutti d'accordo con lo spirito che anima il decreto del ministro Pisanu – ha detto l'assessore Giani, facendosi portavoce dei colleghi delle altre città – e non possiamo che fare un plauso per l'iniziativa. La sicurezza e l'incolumità degli spettatori e dei cittadini prima, durante e dopo le partite di calcio è un tema da affrontare con misure importanti. Una testimonianza della volontà da parte dei Comuni di adeguarsi a queste norme è testimoniata dal fatto che oggi, 5 agosto, siamo tutti qua a lavorare in questa direzione. Restano però da chiarire una serie di aspetti che necessitano di un ulteriore approfondimento e quindi di una proroga di 6 mesi, come il decreto stesso prevede. Per questo siamo disposti, già nei primi giorni di settembre, a un confronto col ministero e con l'osservatorio per l'applicazione del decreto, per concordare assieme aggiustamenti e integrazioni che non intendono stravolgere il provvedimento".Fra i problemi sollevati dai Comuni quelli relativi alle barriere di sicurezza all'interno degli stadi e le cosiddette zone di filtraggio all'esterno. "Nel decreto – ha aggiunto l'assessore Giani – si parla di barriere che dividono le tifoserie all'interno degli impianti e per questo i Comuni hanno già investito, e continueranno a farlo per la sicurezza degli spettatori. Le norme Uefa però parlano di ‘stadi aperti', senza barriere. E allora la domanda è: se l'Italia ospiterà gli europei del 2012 come dovranno essere i nostri stadi? Anche sull'aspetto esterno servono investimenti perché gli stadi non sono in mezzo a un deserto, ma molto spesso nelle zone semicentrali delle città. I Comuni dovranno quindi ponderare attentamente queste spese che non saranno indifferenti. Per questo sarebbe auspicabile un supporto da parte dello Stato". Qualche problema anche per l'applicazione del "biglietto nominativo", che però rientra nelle competenze delle società.L'assessore Giani infine ha confermato che il Comune di Firenze presenterà in tempo utile (attorno al 20 agosto) i progetti al ministero e chiederà, al pari delle altre città, la proroga di sei mesi.(fd)