Centro di permanenza temporanea, Amato (Fi): "Se vuole fare politica attiva, Cruccolini deve dimettersi dalla presidenza del consiglio comunale"

Non si può ricoprire il ruolo di presidente del consiglio comunale, cui spetta la funzione di rappresentare e garantire l'intera assemblea degli eletti in Comune, e al tempo stesso fare politica attiva. A maggior ragione se ci si schiera contro l'applicazione di una legge dello Stato, ovvero quella che prevede i centri di permanenza temporanea. E' quanto dichiara il capogruppo di Forza Italia Paolo Amato in riferimento alla lettera scritta dal presidente del consiglio comunale Eros Cruccolini al presidente dei Ds Massimo D'Alema sul tema del centro di permanenza temporanea."Il presidente del consiglio comunale Eros Cruccolini – spiega Amato – ha scritto una lettera aperta al presidente dei Democratici di Sinistra Massimo D'Alema per criticare l'invito, rivolto da quest'ultimo agli esponenti locali del suo partito, ad aprire quanto prima un centro di permanenza temporanea per immigrati clandestini. Che è poi, com'è noto, una delle richieste avanzate da Forza Italia nei dibattiti sulla sicurezza svolti in Palazzo Vecchio e in consiglio regionale. Ora è chiaro che sul tema della sicurezza dei cittadini e della lotta alla criminalità i Ds, divisi come sono, oscillano tra il minimalismo riformista alla D'Alema e quel massimalismo demagogico alla Rifondazione Comunista, purtroppo imperante in Toscana dove tutti – a cominciare da Cruccolini – seguono Nichi Vendola nella sciagurata crociata contro i Centri di Permanenza Temporanea. E ciò nonostante che le evidenti ragioni della lotta al terrorismo consiglierebbero, specie in un momento come questo, maggiore prudenza"."Certo – continua il capogruppo di Forza Italia – ad una sinistra in crisi di identità, la quale nei consigli comunali e regionali vota contro l'applicazione di una legge dello Stato che prevede i centri di permanenza temporanea, è obbiettivamente difficile chiedere senso di responsabilità. E' però grave che ad intervenire nella polemica interna ai DS sulla istituzione o meno di tali centri sia stato non un capogruppo o un consigliere o un coordinatore diessino, bensì proprio il presidente del consiglio comunale di Firenze cui spetta (o, per meglio dire, spetterebbe) la funzione di rappresentare e garantire l'intera assemblea degli eletti in Comune"."E' vero che non è la prima volta che Cruccolini tradisce la propria funzione istituzionale di garanzia e rappresentanza per entrare direttamente nell'agone politico. Anzi, negli ultimi tempi, sembra aver accentuato una caratterizzazione ideologica e di parte, atteggiandosi spesso a guida e a santone dell'estrema sinistra. Ma è pur vero – aggiunge ancora Amato – che questo pone tutte le forze politiche rappresentate in consiglio comunale di fronte ad un serio problema di carattere politico-istituzionale. Perché: o Cruccolini si decide a fare finalmente il presidente, anteponendo ad ogni sua valutazione il doveroso rispetto per la funzione istituzionale che ricopre; o Cruccolini si mette a fare politica attiva come tutti gli altri consiglieri comunali. Nel qual caso deve dimettersi da presidente"."Ciò che Cruccolini non può fare – ribadisce il capogruppo di Forza Italia – è continuare a coltivare un'ambiguità che mischia furbescamente la politica "politicienne" alla politica istituzionale. Perché tale ambiguità avvilisce il ruolo del consiglio comunale e ingenera confusione. Resta il fatto che i Ds non solo non riescono ad avere una posizione comune e condivisa sulla sicurezza e i centri di permanenza temporanea, ma scaricano le loro contraddizioni interne sulle istituzioni. Un fatto inaccettabile, che dimostra ulteriormente come non basta essere classe politica per essere classe dirigente" conclude Amato.(mf)