Toccafondi, Stella (Fi) e Alessandri (An): "Lo spazio multiculturale in lungarno Pecori Giraldi? Un'esperienza di integrazione culturale fallimentare"
"No al mercatino multietnico come progetto di integrazione, di riqualifica dell'area e come strumento di lotta all'abusivismo." E' quanto sostengono i consiglieri Marco Stella e Gabriele Toccafondi di Forza Italia e Stefano Alessandri di Alleanza Nazionale, che sottolineano "il fallimento del progetto portato avanti dal 2001, anno in cui nacque lo spazio in lungarno Pecori Giraldi, ad oggifino ad oggi"."Nel 2001, con una delibera riguardante lo sviluppo economico il Comune di Firenze creò il mercatino spiega Marco Stella - con l'intento di combattere l'abusivismo, delibera che poi è diventata di sicurezza sociale nel 2003. Dal 31 dicembre del 2004 si è concluso il rapporto con l'associazione Arci Cospe che gestiva lo spazio e ad oggi non sappiamo neanche chi lo gestisce. A questo riguardo chiediamo chiarimenti anche considerando il fatto che all'epoca il Comune di Firenze pagò la cifra di 75.000 Euro per avviare l'attività". I dubbi dei tre consiglieri riguardano soprattutto le intenzioni iniziali che l'amministrazione aveva nei riguardi di quell'area e che poi non si sono realizzate: "Doveva essere recuperato e migliorato il giardino continua Stella , lo spazio doveva contribuire all'integrazione sociale e culturale e doveva servire a limitare i commercianti abusivi, tutti obiettivi che non sono stati assolutamente raggiunti"."Dopo quattro anni lo scopo non è stato centrato e questo è sotto gli occhi di tutti commenta Gabriele Toccafondi - il dialogo con chi vende non c'è poiché il centro storico è pieno di abusivi e nessuno è riuscito ad integrarsi con l'artigianato fiorentino. Oggi noi chiediamo che si ripensi totalmente a quell'area e che venga stilato un nuovo progetto di riqualificazione, visto che quello portato avanti fino ad oggi è fallito". D'accordo anche il consigliere di An Stefano Alessandri:" "L'unico risultato raggiunto è che abbiamo ghettizzato la comunità in un angolo, non facendola entrare nel tessuto commerciale fiorentino, si sono spesi soldi spiegano i consiglieri - e ad oggi non sappiamo nemmeno chi gestisce lo spazio e come si concluderà quest'esperienza, alla quale siamo contrari e che chiediamo di abbandonare".(lb)