Presentato in Palazzo Vecchio il Quaderno del Circolo Rosselli "L'Europa della difesa"

"L'Europa della difesa", è il titolo dell'ultimo numero della rivista Quaderni del Circolo Rosselli presentato oggi in Palazzo Vecchio. Alla presentazione hanno partecipato l'assessore alle politiche del lavoro Riccardo Nencini, il presidente della Fondazione Circolo Rosselli e direttore dei Quaderni del Circolo Rosselli Valdo Spini, Giancarlo Grasso di Finmeccanica, Pascal Vennesson dell'Istituto Universitario Europeo. Era presente il curatore del volume Pietro Maccari."La sfida di costituzione dell'Europa – ha detto l'assessore Nencini – come modello complessivamente competitivo, ci propone il tema del modello europeo di difesa e con esso quello della qualità industriale del settore. L'autonomia e la competitività dell'Unione Europea passano anche da queste strade che possono portarci a confrontarsi con un sistema di difesa che si occupi di politiche di pace".Spini ha messo in evidenza come la mancata ratifica della nuova Costituzione avrebbe effetti negativi in particolare nel settore della politica estera e di difesa europea. Infatti la nuova Costituzione permette ai paesi membri che lo vogliono di costituirsi in ‘cooperazione strutturata', cui possono partecipare quei paesi che si sentono in grado di collaborare in questo settore senza essere bloccati dagli altri."Infatti – ha sottolineato Spini – la proposta di cooperazione strutturata viene sì approvata dal Consiglio europeo ma a maggioranza qualificata. Non solo, ma la decisione di fare entrare eventualmente un nuovo paese membro che lo richiedesse verrà effettuata con un voto a maggioranza qualificata che coinvolge solo i paesi che della cooperazione strutturata stessa siano già membri"."Se si pensa poi – ha concluso Spini – che nella Costituzione vi sarà una clausola di solidarietà che riguarda gli aspetti civili (calamità naturali) ma anche quelli militari, per fare in modo che la clausola di solidarietà della Ueo non si dissolva con il superamento di questa ultima. Per non parlare poi degli effetti indiretti sulla politica estera di difesa europea che avrebbe la mancata istituzione di un ministro degli esteri europeo, vertice diplomatico della medesima. Anche per tutti questi motivi, si impone la ratifica del nuovo Trattato costituzionale europeo che darebbe finalmente una struttura istituzionale agibile alla cooperazione in una materia, da un lato la più giovane della vita della Unione Europea dall'altro lato, cruciale per il suo sviluppo politico".(fd)