Scoperta a Ponte a Ema una lapide in ricordo di Gino Bartali
"Gino Bartali nacque in questa casa. Da qui iniziò la sua corsa per la strada della vita e dello sport. Suscitò entusiasmo e passioni fino a entrare nella leggenda". Sono queste le parole che campeggiano sulla lapide posta via Chiantigiana 118, accanto al bar "L'Intramontabile", casa natale del grande Gino Bartali. La lapide è stata scoperta stamani da Adriana Bartali, moglie del compianto "Ginettaccio" e da Giulia, un'alunna della classe quarta della scuola elementare Vittorino da Feltre. Ed è proprio a questa classe (allora era una prima) che è venuta l'idea di apporre una targa. I bambini la realizzarono inizialmente in cartone e da lì il percorso che ha portato alla giornata di oggi.Alla cerimonia erano presenti l'assessore allo sport Eugenio Giani, il sindaco di Bagno a Ripoli Luciano Bartolini, l'assessore provinciale allo sport Alessandro Martini, il presidente dell'Associazione Amici del Museo del Ciclismo Andrea Bresci e i figli di Bartali Andrea a Luigi."Quella di oggi ha detto l'assessore Giani è una giornata importante perché vede la luce un'idea di un gruppo di bambini che hanno voluto ricordare il loro illustre concittadino. Bartali, non mi stancherò mai di ripeterlo, è lo sportivo più importante di Firenze. Queste parole incise su questa targa sono il modo migliore per ricordarlo".Questa cerimonia per il borgo di Ponte a Ema è la prima tappa di un percorso che porterà all'inaugurazione (il 15 maggio) del museo intitolato a Bartali e alla partenza della tappa Firenze-Ravenna del Giro d'Italia, il giorno successivo.(fd)