Parcheggio della Fortezza, dossier di Forza Italia al ministro Urbani: «Il sindaco ammetta gli errori e saremo pronti a dare il nostro contributo»
Un dossier sulla vicenda del parcheggio sotterraneo in largo Caduti dei Lager, alla Fortezza da Basso, è stato inviato da Forza Italia al Ministro per i beni culturali Giuliano Urbani. Lo ha annunciato questa mattina il coordinatore regionale di Forza Italia Denis Verdini durante una conferenza stampa in Palazzo Vecchio alla quale hanno partecipato anche il capogruppo Paolo Amato ed il vicecapogruppo Gabriele Toccafondi.Verdini ha proposto di «abbattere quella parte del parcheggio non prevista nei progetti originari» e ha rifiutato «la proposta del sindaco di nominare tre saggi per dirimere la questione». «Questa proposta è una pura follia ha sottolineato il coordinatore regionale mi fido invece della politica perché in questo modo si coinvolge pubblicamente la totalità dei cittadini».«Sulle grandi questioni infrastrutturali l'opposizione si è sempre mostrata pronta a dare il suo contributo ha aggiunto Verdini ma per prima cosa l'amministrazione deve ammettere pubblicamente i suoi errori e tornare indietro. Inoltre i progetti devono essere seri. Il parcheggio sotterraneo garantirà solo un modesto numero di posti auto in più rispetto al passato: questo è un classico esempio di come un ottimo strumento, la finanza di progetto, sia stato male impiegato».Da parte sua il capogruppo Paolo Amato ha rilevato che «l'amministrazione, dopo le dichiarazioni dell'assessore Biagi e l'ordinanza del sindaco, ha fatto una brutta figura». «Ci accusano di fare parte del cosiddetto "partito trasversale del non fare" ha ricordato il capogruppo di Forza Italia è vero invece che noi, da sempre, ci siamo detti pronti a dare il nostro contributo su progetti seri, motivati, evitando scempi. La nostra volontà di collaborazione l'abbiamo già mostrata sul tema dell'aeroporto».«Siamo contrari alla proposta dei saggi ha concluso Amato è preferibile la nostra proposta, avanzata durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative, per varare una vera e propria authority sulle grandi opere: questo è il vero, unico strumento per garantire il futuro della nostra città».Amato e il vicecapogruppo Gabriele Toccafondi hanno poi ripercorso le varie tappe della vicenda.«Il 31 gennaio 2000 ha ricordato Toccafondi - durante la conferenza dei servizi che riguardava l'intervento di pedonalizzazione dell'area fra la Fortezza da Basso e il Palazzo dei Congressi, la rivisitazione della zona acquisì pareri favorevoli. Nel corso della riunione, con la delegazione della sovrintendenza ai beni ambientali e architettonici, guidata dal soprintendente Mario Lolli Ghetti, fu aperto un tavolo di confronto. Già allora la soprintendenza pose una serie di questioni sul progetto, in particolare chiese uno studio più attento della sistemazione a verde e che si rispettasse il progetto originario dell'architetto Poggi, che prevedeva un giardino, chiedendo anche di realizzare l'opera con particolare attenzione all'edificio della Fortezza. L'allora assessore alle grandi opere Amos Cecchi, affermò che: "si è dato mandato ai nostri tecnici di considerare attentamente le osservazioni poste dalla soprintendenza, in modo da dare risposte positive (
) c'è l'impegno dell'amministrazione a sviluppare la progettazione unitaria dei due interventi puntando a ripristinare il giardino progettato e realizzato dal Poggi". Le caratteristiche del parcheggio, quindi, erano: l'interramento, la sistemazione a verde dell'area e la valorizzazione della Fortezza da Basso.«A fine ottobre 2000 ha proseguito il vicecapogruppo di Forza Italia la giunta approvò un'apposita delibera: l'accordo con gli industriali privati, veniva spiegato in un comunicato del 31 ottobre, prevedeva che in cambio della pedonalizzazione della Fortezza, "opera indispensabile per lo sviluppo del polo espositivo fiorentino", il Comune permettesse la realizzazione e la gestione dei parcheggi tra i quali quello di piazzale Caduti dei Lager, per 798 posti (278 per 99 anni, 520 per 30 anni). La giunta dichiarò: "sarà completamente ricostruito il disegno urbano dell'area, in base ai disegni originali del Poggi". Peraltro anche i progettisti della società Hydea, interpellati dalla stampa, il 22 aprile 2004 affermavano: "il nostro progetto prevedeva al massimo 80 centimetri di costruzione fuori dal piano di campagna in tutti i punti del costruito". Il 21 febbraio 2003, invece, la giunta annunciò che "grazie all'intesa raggiunta tra amministrazione e il concessionario sono apportate serie di modifiche che da un lato vengono incontro alle richieste avanzate dai cittadini e dall'altro contribuiscono a risolvere alcuni problemi che si sono presentati nel corso della progettazione esecutiva". Dopo alcuni imprevisti tecnici, ovvero la scoperta di presenza di una falda acquifera non nota in fase di progettazione preliminare, ci si accorse che il progetto doveva infatti essere in parte modificato. Rispetto al progetto originale furono "persi" 253 posti auto. Il parcheggio doveva quindi essere realizzato su due piani anziché su tre: in totale i posti auto sarebbero stati 545 invece che 798.Sempre nel comunicato stampa del 21 febbraio 2003 si evidenzia: "Nessuna variazione invece per la parte commerciale (oltre 1.200 metri quadrati)". Quest'ultima dichiarazione veniva ribadita in un comunicato stampa dell'8 luglio 2003. Il 22 aprile 2004 l´assessore Biagi, affermava: "nel piazzale Caduti nei Lager non è mai stato previsto né sarà realizzato alcun edificio fuori terra."Il 30 dicembre 2004 infine dopo un sopralluogo della giunta si arrivò a dire: "tutto si poteva fare meglio, ma anche peggio».«Il progetto iniziale ha concluso Toccafondi prevedeva solo 80 centimetri fuori dal piano di campagna in tutti i punti del costruito ricoperti anch'essi da giardino. L'opera, in fase di realizzazione, sarebbe fuoriuscita dal terreno anche di 3 metri. Cosa si può dunque fare ora? Ci siamo sempre impegnati per realizzare le opere che servono allo sviluppo di Firenze ma vogliamo che ciò sia fatto nel rispetto della città. L´idea che ci sia una città che "vuol fare" e un'altra che "vuole bloccare" non esiste». (fn)