Interrogazione di FI su cartello con "divieto di ingresso" per Presidente Consiglio Ministri
Questo il testo dell'interrogazione:INTERROGAZIONEOggetto: interroga il Sindaco per avere notizie in merito all'esposizione in un negozio del centro di un cartello con l'immagine di Berlusconi raffigurata in un "divieto di ingresso"Il sottoscritto Consigliere Comunale, visto che in un negozio di antichità di Borgo La Croce è stato esposto in vetrina un cartello con la foto di Silvio Berlusconi racchiusa da un cerchio barrato che richiama il classico simbolo di divieto di ingresso; considerato che il codice penale art. 663 prevede che " chiunque, in un luogo pubblico e aperto al pubblico, vende o distribuisce o mette comunque in circolazione scritti o disegni, senza avere ottenuto l'autorizzazione richiesta dalla legge, è punito con l'arresto fino ad un mese e con l'ammenda fino a lire cinquantamila. Alla stessa pena soggiace chiunque, senza licenza dell'Autorità e senza osservarne le prescrizioni, in luogo pubblico aperto o esposto al pubblico, affigge scritti o disegni, o fa uso di mezzi luminosi o acustici per comunicazioni al pubblico, o comunque colloca iscrizioni o disegni"; ritenuto che un simile gesto si configuri peraltro come un atto di discriminazione politica propria dei regimi totalitari richiamando le famigerate leggi razziali durante le quali, anche in Italia, alcuni negozi esposero un cartello con la scritta "vietato l'ingresso agli ebrei"INTERROGA IL SINDACO PER SAPERE1) Se è a conoscenza del fatto che un negozio di antichità di Borgo La Croce ha esposto sulla sua vetrina un cartello con foto di Berlusconi racchiusa entro il classico divieto di ingresso;2) se intende disporre una verifica da parte del Corpo di Polizia Municipale per l'accertamento della violazione della norma del codice penale sovrarichiamata o di eventuali altre norme regolamentari;3) se ritiene condannabile un simile atto discriminatorio che niente ha a che vedere con il corretto e sereno confronto politico e con la libera espressione di un consenso, quand'anche si intenda manifestarla pubblicamente.Enrico BosiFirenze, 6 marzo 2006