L'assessore Siliani accoglie le parole del Presidente Ciampi: "Dobbiamo fare scelte coraggiose e la cultura in quanto motore di sviluppo deve essere una priorità"
"Le parole del Presidente Ciampi sono un indirizzo anche per i governi territoriali (locali e regionali) che pure in questi anni hanno investito parti significative del proprio bilancio nella valorizzazione culturale e nella tutela del patrimonio culturale di propria competenza: il rischio concreto che, anche a causa dei tagli indifferenziati agli enti locali e alle Regioni imposti dalla Legge Finanziaria, si corre è quello di veder ulteriormente compressi i bilanci dedicati alla cultura." E' quanto sostiene l'assessore alla cultura del Comune Simone Siliani dopo aver ascoltato le parole del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi pronunciate alla cerimonia di premiazione dei Benemeriti della cultura che si è tenuta oggi a Roma."Corre l'obbligo di scelte coraggiose proseguito Siliani-: se è vero quanto si viene dicendo ad ogni piè sospinto che la cultura (e, dunque, l'investimento pubblico in questo settore) è uno dei motori dello sviluppo socio-economico delle comunità, allora le Amministrazioni Pubbliche territoriali possono iscrivere la cultura in cima alle priorità nel momento di redazione dei propri bilanci, includendola fra gli strumenti di coesione sociale centrali della propria strategia di governo. In una parola il Presidente Ciampi chiede con le sue parole anche a noi la coerenza e il coraggio di investire risorse crescenti (e non decrescenti) per la cultura."Quanto alle parole del Presidente Ciampi relative alla necessità di dotare le istituzioni culturali delle necessarie risorse finanziarie per tutelare e valorizzare la cultura l'assessore Siliani ne sottolinea il "grande valore morale e costituiscono un impegno politico serio per ogni livello di governo della Repubblica che voglia davvero onorare quanto la Costituzione prevede (art.9)"."Ecco perché il Presidente Ciampi ha aggiunto Siliani- di fatto mette in mora il governo del Paese che pretende di tagliare gli investimenti statali sul FUS o di imporre la riduzione delle spese degli Enti Locali sulle mostre. I tagli, seppure parzialmente ridotti rispetto alla prima versione della Finanziaria, sono tali da mettere seriamente a rischio la qualità e la quantità della programmazione culturale di teatri, Fondazioni lirico-sinfoniche, musei e istituzioni culturali ovunque nel Paese; in taluni casi siamo di fronte al rischio di veri e propri collassi che farebbero perdere all'Italia una parte fondativa della propria identità".(lb)