Convegno Italianieuropei, il sindaco Domenici: "Per governare i conflitti nel territorio va rilanciata la collaborazione istituzionale"

"Ci sono delle scelte che, aldilà del quadro normativo e legislativo, richiedono nella pratica collaborazione e concertazione fra i diversi livelli istituzionali. Purtroppo questo oggi non accade: questo governo, mentre afferma di voler perseguire il federalismo, porta avanti una linea di assoluto centralismo, inimmaginabile fino a qualche anno fa. E così si aggravano conflitti che si potrebbero governare e tensioni che si potrebbero comporre. Per questo è necessario rilanciare il principio di collaborazione istituzionale e porre basi serie per farlo. Purtroppo il governo vive le autonomie locali non come parte integrante dello stato, ma come una controparte". E' quanto ha detto stamani il sindaco Leonardo Domenici, con un implicito riferimento sia ai problemi in Val di Susa per la Tav sia ai rapporti fra Comuni ed esecutivo sulla Finanziaria, nel suo intervento al convegno "Il governo del territorio, impresa e modelli regionali" organizzato dalla fondazione Italianieuropei all'Auditorium del Consiglio regionale toscano. "Nel programma di governo del centrosinistra – ha aggiunto Domenici - spero che, accanto all'obiettivo primario di abrogare questa riforma costituzionale, si affronti anche il problema della riforma del titolo V della Costituzione ed in particolare dell'applicazione dell'articolo 119 sul federalismo fiscale".Passando poi da temi più generali ad aspetti più direttamente legati alla città e al territorio, Domenici ha sottolineato il problema specifico della realtà urbana di Firenze, dove risulta particolarmente complesso coniugare l'innovazione, necessaria dopo anni di immobilismo, alla conservazione, intesa come gestione del grande patrimonio culturale della città. "E questo – ha precisato il sindaco - ha richiesto e richiede di sperimentare modelli associativi e partecipativi, come ad esempio il Piano strategico"."Ma una cosa deve essere chiara e vale per Firenze come per tutte le altre città - ha concluso Domenici – Se questi sforzi di innovazione non si potranno collegare a politiche di carattere nazionale, tutto diventerà più difficile, se non inutile. Un esempio: in Gran Bretagna sono stati stanziati 59 milioni di euro in 10 anni per le aree urbane. Anche noi dobbiamo capire che la competitività e lo sviluppo passano dalla riqualificazione delle città: è nelle città che si può misurare la capacità di un paese di crescere. Ma negli ultimi anni, per il governo centrale, questa idea non ha avuto nessun corso". (ag)