Religiosi cattolici arrestati in Cina, Toccafondi e Bosi (FI): «Domenici si impegni per farli scarcerare tramite il sindaco di Nanchino, città gemellata con Firenze»
Una mozione per chiedere al sindaco «di impegnarsi ad inviare formale richiesta di scarcerazione dei due religiosi cattolici, finiti in manette in Cina, tramite il sindaco di Nanchino, città gemellata con Firenze» è stata presentata dal vicecapogruppo di Forza Italia Gabriele Toccafondi e dal consigliere Enrico Bosi«Padre Wang Xhou Fa e padre Paulus Shao Gu Min ricordano i due consiglieri - sarebbero stati arrestati nella Cina orientale dopo aver rilasciato un'intervista «L'Espresso», comparsa sull'ultimo numero del settimanale. All'arresto dei due religiosi si aggiunge quelli subiti, anche di recente, da altri membri della chiesa non ufficiale: la costituzione cinese garantisce ai cittadini la libertà di religione ma di fatto, per goderne, bisogna essere iscritti alle associazioni religiose «patriottiche», cioè fedeli al partito Comunista».La mozione chiede anche al presidente del consiglio comunale «di inviare al consolato cinese a Firenze richiesta di scarcerazione dei due preti». (fn)Questo il testo della mozione:MOZIONEIL CONSIGLIO COMUNALEAppreso da articoli di stampa nazionale che due preti della Chiesa cattolica, padre Wang Xhou Fa e padre Paulus Shao Gu Min, sarebbero stati arrestati nella Cina orientale dopo aver rilasciato un'intervista «L'Espresso», comparsa sull'ultimo numero del settimanale;Ricordato che Wenzhou, la città dove i due preti sono stati arrestati è sede della diocesi cattolica più popolosa di tutta la Cina, con 800.000 seguaci della Chiesa cosiddetta clandestina e 600.000 della Chiesa «patriottica»;Richiamate le affermazioni rilasciate nell'intervista da padre Wang (79 anni, dei quali 15 vissuti in cella e altri 15 in un campo di lavoro): "Dopo il 1966, nel periodo della Rivoluzione culturale, i soldati bruciavano la Bibbia e mettevano i preti alla gogna. Poi la situazione è migliorata per qualche tempo. Nel 1983, però, quasi tutti i preti cattolici cinesi sono stati arrestati di nuovo e quando alcuni di loro sono stati liberati, a partire dal '90, è iniziata una guerra all'interno della Chiesa. Il governo ha fatto «lezioni» ai preti in carcere, offrendo ai sacerdoti benefici e denaro in cambio della loro adesione a un'organizzazione gestita dal partito, la Chiesa patriottica. La condizione era che i preti non dovevano più avere contatti con il Vaticano".Sottolineate le affermazioni di padre Shao 42 anni, vice vescovo clandestino di Wenzhou: "Sono stato catturato il 7 settembre del '99. Sono rimasto rinchiuso per un anno e mezzo in una stanza di albergo senza che nessuno dei miei cari sapesse dove fossi. Mi hanno dato dei libri da leggere. Poi mi chiedevano un commento, per valutare se ero diventato un patriota";Ricordato come l'arresto dei due religiosi si aggiunga a quelli subiti, anche di recente, da altri membri della Chiesa non ufficiale e che la Costituzione cinese garantisce ai cittadini la libertà di religione ma di fatto, per goderne, bisogna essere iscritti alle associazioni religiose «patriottiche», cioè fedeli al Partito Comunista.Evidenziato come la Chiesa cattolica «patriottica» cinese ha cinque milioni di iscritti e che i cattolici che praticano senza essere registrati presso le autorità, cioè i membri della Chiesa clandestina, sono, secondo stime attendibili, circa 12 milioni.Constatato che Firenze, città operatrice di pace, si è più volte espressa a favore della difesa delle libertà in ogni parte del mondo.Considerato il gemellaggio con la città cinese di Nanchino.CHIEDE AL SINDACODi impegnarsi ad inviare formale richiesta di scarcerazione dei due preti tramite il Sindaco di Nanchino, città gemellata con Firenze.CHIEDE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALEDi inviare al consolato cinese a Firenze richiesta di scarcerazione dei due preti incarcerati.Gabriele ToccafondiEnrico BosiFirenze, 7 novembre 2005